Month: giugno 2005

Intervista su Quotidiano Nazionale – Benedetta Cucci

Ecco la Melissa che tutti temono. Minuta, sorridente e accogliente. Non ha ancora imparato l’arte di essere una “plastic” diva, nonostante i due milioni e mezzo di copie vendute col suo primo libro “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”. E’ rilassata e ben disposta all’intervista, per parlare del suo nuovo lavoro, “L’odore del tuo respiro” che esce il 26 maggio. Forse perché è una delle prime. Ma presto inizierà il tour per presentare il romanzo in tutta Italia e allora si divertirà di meno, perché spesso le domande del pubblico sono sempre le stesse, dice. E del resto: come si fa, da lettore, ad essere originali e a non cadere nello stesso vortice di curiosità quando le storie di Melissa P. (il cognome si può dire, Panarello) sono così ossessive e costruite su un argomento tanto complicato ma ripetitivo come l’amore? Per Melissa scrivere è ancora una terapia, un esorcismo, ma è mutato lo scenario. In “L’odore del tuo respiro”, la cui copertina ricorda molto la locandina del film culto “Il silenzio degli innocenti”, scrive dell’ossessione della gelosia e della paura dell’abbandono e, oltre e riproporsi come protagonista, coinvolge anche il suo fidanzato Thomas, che ha conosciuto al quartier generale della sua casa editrice Fazi. E finalmente, si è innamorata.

Dal primo libro al secondo come sei cambiata? La domanda personale sorge spontanea perché i tuoi romanzi sono abbastanza autobiografici e catartici…come se ti dovessi curare da qualcosa.
Si, lo sono anche se in maniera diversa. “100 colpi di spazzola..” l’ho scritto in un momento di disagio in cui non capivo da dove questo provenisse, non sapevo che nome dargli. Poi mentre scrivevo il libro mi son resa conto che cos’era questo disagio. Metterlo nero su bianco è stato un rendersi conto di quello che avevo. In questo caso invece c’è un altro disagio che avevo già individuato, prima di scrivere il libro. La paura di perdere una persona. E quando l’ho descritto, è stato come sventare una minaccia, non dovermi più preoccupare di quello che pensavo. Quindi, se prima non lo individuavo, oggi ci sono riuscita.

Come cambia il tuo modo di scrivere quando sei più serena?
Sembrerà strano ma questo libro mi è costato molto di più in termini emotivi, perché mi fa sentire molto più nuda e esposta. Scriverlo è stato difficile. Più del primo, perché in quel momento io scrivevo per me e non avevo la consapevolezza di scrivere per dei lettori. Con questo sapevo che avrei dovuto comunicare qualcosa a qualcuno.

Hai sofferto tanto in amore?
No. Però con in questo libro ho pensato cosa mi sarebbe successo se fosse accaduto. Sai che è una strada possibile. E’ un gioco masochistico pensarlo quando non è in atto, ma io ho un grande senso dell’abbandono e della perdita. Da piccola avevo paura che mia madre morisse da un momento all’altro. Eppure non ricordo episodi terribili da giustificare questa paura.

Dopo il tuo primo libro alcuni critici hanno parlato della nascita della “Generazione Melissa P.” riferendosi ai tuoi coetanei. Pensi che dopo questo lavoro potrai ancora essere un riferimento?
Ma, io non parlerei di una generazione sola e non solo dei miei coetanei. Vedo piuttosto che una cosa che accomuna tutti, quelli della mia età ma anche più grandicelli, è il senso di inadeguatezza. Siamo tutti disgregati. Abbiamo Internet, sembriamo tutti più vicini e in comunicazione col mondo e invece credo che questo crei grande disgregazione. La generazione Melissa P. è unita da un disagio sociale che può essere anche sessuale, per me ad esempio è stato sessuale.

Ora vivi a Roma. Senti che sarà la tua città o è una tappa come Catania?
Catania per me è stata come un motel, sapevo che me ne sarei andata prima o poi….pensa nella mia camera non c’era nulla, né poster, né dischi. Roma mi piace, ma sono irrequeieta e non amo le cose che durano troppo…

E ora parliamo d’amore – Lara Crinò su Kataweb

E’ un breve romanzo d’amore, scritto da una ragazza di vent’anni. Parla di possesso e gelosia, di tenerezza e furore; è il diario del primo vero rapporto di coppia di una giovane donna; quando si va a vivere insieme, quando si condividono uno spazio e un letto. Quando, senza nessun motivo apparente, si comincia a temere che il giovane uomo che ci è accanto ci trovi noiose, ossessive, prive d’interesse, e guardi altrove.
Però L’odore del tuo respiro (Fazi Editore) non è libro qualunque, perché a scriverlo è Melissa Panarello, più nota come Melissa P. ., la giovane autrice che con il suo primo romanzo, Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, ha realizzato uno dei maggiori successi editoriali degli ultimi anni: un milione di copie vendute in Italia, circa un milione e mezzo di copie vendute nei paesi in cui il libro è stato tradotto.

Quando scrisse Cento colpi di spazzola Melissa abitava a Catania con la sua famiglia, andava al liceo; leggenda vuole che il diario sentimental-sessuale che sollevò tanto italico polverone fosse scritto nel garage di casa e inviato via mail all’editore Fazi. Qualcuno in casa editrice fiutò il ‘caso’, Melissa finì in televisione, al Costanzo Show e altrove, cominciò a vendere tantissimo, e critici che avevano almeno una trentina d’anni più di lei si trovarono a disquisire sulle qualità letterarie e sulle ragioni del successo del romanzo.

Ora Melissa è cresciuta. E’ una ventenne sicura di sé ma non arrogante, che parla con tranquillità del ciclone che le ha travolto la vita, del suo rapporto con la scrittura e del suo nuovo libro. Spera che questo secondo romanzo “scuota un po’, come Cento colpi di spazzola“, ma non si aspetta, e nemmeno spera, lo stesso successo editoriale. Vuole, immaginiamo, essere giudicata solo per L’odore del tuo respiro, indipendentemente da ciò che è accaduto prima. Forse non è possibile, perché in Melissa P. personalità vera e personalità letteraria continuano, anche se con maggiore consapevolezza rispetto al passato, a confondersi; Melissa e i suoi romanzi si somigliano.

L’odore del tuo respiro ha una trama esile: racconta soltanto, in realtà, il progredire di un’ossessione amorosa, l’impossibilità di vivere l’amore come una condizione di serenità; i riferimenti autobiografici, dalla casa romana della protagonista, ai flashback siciliani, al nome del fidanzato che corrisponde a quello del compagno della scrittrice, tutto ancora rimanda a un diario. Ma, avverte Melissa nell’intervista, è “un’autobiografia alternativa”, quel che la sua vita potrebbe essere, non ciò che è.

Lo stile, pure, le somiglia: un misto di vero istinto per la parola e di una lingua semplice, quasi ancora adolescenziale. Ci sono pagine belle e vere, ne L’odore del tuo respiro: su Catania, “una puttana che non parla perché qualcuno la soffoca”, sulla Sicilia, su un’infanzia in cui si scava per ricostruire il rapporto con una madre molto amata, vera interlocutrice del libro. C’è un immaginario singolare, che certo non rimanda a una fanciullezza consumistica e televisiva, ma a certe storie che le donne siciliane narrano alle figlie davanti alla porta di casa, quando d’estate, la sera, fa molto caldo. Storie di libellule che la notte si trasformano in donne e rubano i sogni, storie di insetti, storie antiche e popolari.

Ci sono anche pagine sciatte, non sorvegliate, che forse avrebbero avuto bisogno di essere riscritte. C’è, come nelle opere di chi è molto giovane, l’impressione che il futuro possa promettere di più e di meglio. Non solo al personaggio Melissa P., ma alla scrittrice Melissa Panarello. Che in fondo, dice, dal suo futuro vuole innanzitutto una cosa. La più semplice: “un diploma da privatista, perché senza quello non si realizza nulla”.

Melissa Panarello, nata a Catania nel 1985, vive a Roma. Il suo primo libro, Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire (Fazi editore, 2003), è stato uno straordinario successo editoriale. Il suo secondo romanzo, L’odore del tuo respiro, edito da Fazi, è in libreria da fine maggio 2005.