Posted by: Melissa Panarello on: Agosto 31, 2007
Da: Melissa Panarello [mailto:melissa.panarello@email.it]
Inviato: martedì 28 agosto 2007 20.29
A: Marco Vichi
Oggetto: recensione preventiva “nero di luna”
di Melissa Panarello
Nero di luna è un romanzo del sottosuolo, in cui si annidano paure e leggende che,a ritmi indeterminati ed improvvisi, saltano fuori dal coperchio pesante che le teneva nascoste. Non stiamo parlando di Lovecraft e nemmeno di King, ma di un’attenzione all’oscuro e alla vertigine raccontate con ironia, leggerezza eppure profonda serietà. E’ un noir, come suggerisce il titolo, in cui lo scrittore Emilio Bettazzi, protagonista della storia, cerca di scoprire goffamente e ruzzolando su una serie di equivoci e personalità strampalte, il fitto mistero che avvolge una villa abbandonata sulle colline del Chianti. Ostacolato dall’omertà di paese e dalla diffidenza che gli portano i suoi compaesani, Bettazzi si muove come un lupo mannaro affamato di verità. Quello che cerca è una storia da raccontare e Fontenera, il luogo in cui la storia avviene, sembra essere il luogo adatto all’ispirazione.
Meraviglioso il modo in cui autore e protagonista si fondono, lasciando labile il confine dell’autobiografismo e rendendo la storia, per quanto inverosimile nei contenuti, straordinariamente realistica.
Due o tre personaggi rimarrano memorabili: il taglialegna Romero, Martina la ragazzina ritardata e la seducente e smaliziata Camilla, che intrattiene una relazione con il protagonista da far morire d’invidia chi la legge.
Un finale eccellente, affatto scontato, terribile e morbosamente affascinante. Vichi si dimostra, con questo romanzo, abilissimo nel raccontare le passioni umane, siano esse positive o negative.
A parte le stronzate, caro Vichi (chiaramente la mia recensione è una bufala, volevo solo scherzare), il tuo libro mi è piaciuto davvero tanto. Ho riso come non mi succedeva da tempo con un libro, e dalla seconda metà non sono riuscita a scollarmi dalle pagine e ho letto tutto di fila in un pomeriggio. La cosa più triste è stata la morte di Buch, ho sentito una fitta al cuore, anche se non lo conoscevo.
Bel romanzo, accidenti. Me ne venisse a me uno così.
Baci,
m.
——
queste le impressioni che ho avuto leggendo “nero di luna”, il nuovo romanzo di marco vichi oggi in tutte le librerie. se non si fosse capito, è un’e-mail che gli ho mandato subito dopo aver finito la lettura. ve lo consiglio, soprattutto perchè voglio che marco venda un miliardo di copie (si lamenta sempre che vende meno di me, quindi cerco di spingere i suoi libri così non mi tormenta più).
Non so, mi sembra un libro abbastanza intrigante, un Lucarelli Style… Quasi quasi ci provo… Ciao.
O.T.
oggi è il giorno del blog day (vd. mio nick per info)
ciao mel
ciò che hai scritto riguardo questo libro, mi ha incurosita alquanto…… come tutti gli altri tuoi racconti, d’altronde…. come la mettiamo!?! eeehh?!? hihi hihi
vabè.. comunque….. non so cosa dire di preciso (lol), ma ieri notte ho scoperto questo sito, e non riesco a staccarmiciiiiiiii!!!! XDXDXD
HELP ME!!! looool
ma sei davvero melissa p?
metafora del giorno: “pioggia al nord, brucia il sud” = “governo ladro al nord, i soldi finiranno al sud”
just indicated you in a post for the blog day. check out the post for august 31 on my blog.
Lui è bravo, ma io preferisco la Santacroce! A proposito,cosa ne pensi di quanto le sta succedendo? Io non credo prorpio che quella ragazzina si è tagliata le vene per colpa sua!!
baci:-)
rosi
Ho saputo che hai la mail di Vichi
è possibile averla ?
mi piacerebbe intervistarlo e scrivergli
fammi sapere se è possible
grazie
Torno oggi dalle vacanze e sbrigata la corrispondenza rieccomi qui. Leggerò sicuramente il libro (ho visto che a stamparlo è Guanda). Sai per caso quando verrà presentato a Roma? Altrimenti lo chiedo all’editore.
Un bacione
U.S.A. e Getta. ma di ottima fattura. teso come una corda di violino. ha nei suoi pregi anche i suoi difetti: meccanismo a orologeria. resti incollato alle pagine, ti toglie il fiato; dopo l’ultima parola, esplode. una volta esploso, non rimane nulla.. (un senso di inutilità, mista a tanta ammirazione per un talento che potrebbe essere speso meglio, evitando le tinte fosche di facile presa) fin troppo efferato e inverosimile nelle modalità dell’assassinio – mi rimanda al fumettistico Lansdale. scoprire il finale mi interessa poco. un libro in cui si deve scoprire il finale non è mai davvero da 5. bravissimo il Vichi. pochi gli stanno dietro. che peccato… e se qualcuno pensa che io mi contraddica, non ha capito nulla..
vorresti te ne venisse uno pure a te?
quando mai te n’è venuto uno…?…
mi piacerebbe molto poter parlare con Marco Vichi di persona per potergli dire che lo apprezzo molto, ma che con quest’ultimo libro mi ha un po’ deluso. I precedenti (e non solo il Commissario Bordelli) avevano avuto una partecipazione diversa, più intensa, più sentita, proprio da parte sua che li ha scritti. Sono un suo coetaneo, forse per questo sono vicino a condividere un poco certe sue sensazioni e apprezzarle, anche se certamente non sono così abile a scriverle.
Agosto 31, 2007 a 8:45 am
http://liberidiscrivere.splinder.com/
il blog è aperto a tutti
buona serata
Lorenzo