Melissa Panarello

e paolo e francesca? e renzo e lucia? e romeo e giulietta?

Posted by: Melissa Panarello on: Ottobre 6, 2007

a me certe cose fanno incazzare, ma molto. sia chiaro, non giudico l’articolo in sè, che reputo veritiero ad eccezione di due o tre punti, ma la lettura mi ha fatto venire la pelle d’oca. e mi ha fatto incazzare.

altra premessa: io non sono una persona romantica, o almeno lo sono a modo mio. qualche anno fa un tizio tanto carino si era permesso di regalarmi un mazzo di rose rosse; la conseguenza di quel gesto fu l’immediato abbandono da parte mia, che mi rifiuto di stare insieme a qualcuno che regala orribili fiori come lo sono le rose (mina cantava: Le rose e violini/ questa sera raccontali a un’altra,
violini e rose li posso sentire/ quando la cosa mi va se mi va,
quando è il momento/ e dopo si vedrà). regalami i fiori di campo, no? regalami le spighe, regalami un bel mazzo di peperoncino, che poi ti faccio una pasta che non te la scordi per i prossimi venticinque anni.

detto questo, ora posso dirvi perchè mi sono incazzata: non mi va più di stare in un mondo e a contatto con della gente che pensa che innamorarsi sia da sfigati. conosco parecchia gente che la pensa a questo modo. se un tempo erano i figli, o l’idea di averli, a minacciare i desideri di libertà e indipendenza, oggi lo è il rapporto di coppia. e questo vale per maschietti e femminucce, senza distinzione di sorta. avere una donna o un uomo d’amare significa mettersi in gioco, fare dei compromessi, rinunciare a delle cose per averne in cambio altre, e questo a tanta gente, a troppa gente, non va bene. l’articolo spiega pure che il desiderio e il sesso subiscono un’impennata verso il basso, e questa è la notizia più triste che le mie orecchie abbiano mai sentito. persino il desiderio e il sesso sono visti come optional di una vita già di per sè troppo movimentata, troppo vivace. per molti fare sesso è diventata una perdita di tempo, un togliere preziose ore al lavoro, agli impegni e agli hobby. il sè vince su tutto, il proprio privato, le proprie ambizioni prendono il posto del desiderio erotico, e fra tutto ciò si fa spazio un unico desiderio, che nella lista dei desideri è quello più ameno e più triste e più vigliacco: il desiderio di affermazione. ma che cazzo significa, poi? in che senso ti vuoi affermare? io non l’ho mai capita sta cosa qua. certe volte quando mi dicono “tu che sei una scrittrice affermata…” ma affermata di che? in che senso? qualcuno me lo spieghi per favore, se no mi viene l’orticaria.

ci sono due cose che si possono scegliere, in tutta tranquillità: o rimanere da soli così come soli siamo arrivati a questo mondo e vivere ricercendo una privata felicità, una privata affermazione, un lavoro sicuro e remunerativo e in tutto questo non avere spazio per una donna da amare in maniera totale e disinibita, ma soltanto lo spazio necessario per una trombata veloce (nei casi disperati rimane solo l’onanismo). oppure si può scegliere di mettere al primo posto l’amore, magari annullandosi un po’, soffrendo poco o tanto, si può piangere molto e ridere poco o viceversa, spremere il proprio desiderio erotico fino all’esaurimento, dedicando le giornate alla felicità dell’altro, che poi sarebbe anche la propria. in tutto ciò non è vietato andarsi a ricercare degli spazi propri, ma che non diventino, per carità, delle libertà più grandi dell’amore. l’amore, quello erotico, quello filiale, quello di coppia, qualsiasi tipo di amore, non minaccia la libertà nè l’indipendenza. basta, come per tutte le cose, trovare il giusto equilibrio. basta non dare troppo peso all’una o l’altra cosa.

è triste assai vivere in una società in cui non sono più ammesse le follie per amore, in cui l’amore non è totale e anche devastante e devastatore. un tempo erano comuni i casi di suicidio a seguito dell’abbandono del partner. ora, a seguito di una separazione scatta l’omicidio: ci sarà qualcosa di malato in questo? la vittima della violenza non è più il diretto interessato, che preferiva bere il veleno dalla boccetta piuttosto che vivere tutta una vita senza l’oggetto amato, ma è proprio l’oggetto amato ad essere annullato, ammazzato, per permettere alla parte lesa di vivere ancora, di rifarsi una nuova vita. se mi lasci mi uccido, si diceva un tempo, e diciamo ancora oggi noi che crediamo nell’amor cortese. se mi lasci ti uccido, si dice oggi. e sapete di chi è stata la colpa di tutto questo? di julio iglesias, che cantava “se mi lasci non vale” e ha fatto credere a tanti cretini che chi lascia è uno stronzo e chi viene lasciato ha il diritto a vendicarsi.

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31 Risposte a "e paolo e francesca? e renzo e lucia? e romeo e giulietta?"

Parole illuminate e vere..

Posso metterle nel mio blog? ovviamente indicandone l’autore…
Le sento vicine e vorrei tenerle in questo mio piccolo spazio, anche se poi nessuno le andrà a leggere…
almeno non lì…

certo, come vuoi

Deve piovere.. o essere brutto tempo.. o non avere voglia di uscire.. ho avere pensieri.. o non averne affatto.. o semplicemente starsene così… per avere una tale rapidità nel rispondere ed essere al pc (dubito sia un risponditore automatico) in un sabato, inizio pomeriggio…

Tieni conto che chi scrive lo è altrettanto… come te… al pc… all’inizio di un sabato pomeriggio..

Grazie per la concessione

Capita spesso di leggere o sentire qualcosa che spiega una certa sensazione che hai sempre avuto. ecco, mi sono sempre accorto che alla gente non piace innamorarsi, ma non m’ero mai fermato a pensarci. perchè? semplice, perchè già solo a pensarlo ci si sente quasi in imbarazzo, compaiono gli occhiali con la montatura grossa da nerd e il mazzo di fiori sfigato in mano, si ritorna d’improvviso ragazzini delle medie che guardano le loro compagne farsi bellissime e non saper più cosa fare. l’amore è insomma roba da film, roba da vita come dovrebbe essere e non appartiene al mondo reale, al quotidiano.

rifiutare di innamorarsi, farlo coscientemente, vuol dire provare a far capire al mondo che noi siamo diversi da tutti, non siamo come quei tizi tristi che poi mettono su famiglia e poi prossima stazione pensione. un modo per dire che sotto ’sti capelli spettinati ci sta james bond o humprey bogart, mica fred astaire o woody allen.

è insomma giusto una conseguenza di tutte quelle pubblicità per la strada che ci dice
che noi, si proprio noi, siamo speciali. bellissimi, indimenticabili, vivi.
e che è tutto facile per gente così. compreso spargere i nostri geni senza scazzi.
compreso l’essere felice e non piangere mai.
proprio mai.
mai.

R.

Magari potessi essere come Woody Allen…

ma che fesserie. ormai cominci a delirare. chi crede all’amore cortese? tu? au au uah AUU AUU UAAAAH

…non credo si stia parlando di amore cortese VS non-amore.
ci stanno mille sfumature e contraddizioni in mezzo, mille modi di intendere il tutto.
non sono nemmeno due i fattori su cui fare un equilibrio. è una roba tremendamente complessa, ridurla con la scelta degli estremi mi pare da stupidi.

Il discorso sull’amore si esaurisce nel discorso stesso.
Fondamentalmente è giusto affermar se stessi, giusto in questo istante sociale. Se sei una bella persona poi, non ti dimentichi ti stringere la mano alla tua morosa e prometterle la luna.

dipende da cosa intende lei (Melissa) per amore. lei che invece di mangiarsi lo zucchero filato pensava gia’ a scopare

Sono pienamente d’accordo con te. Oggi si sta uccidendo la passione e l’amore vero, quello travolgente, per… per che cosa? E’ giusto incazzarsi, è giusto gridare e arrabbiarsi davanti a cose del genere.

Non sono d’accordo con te sulle rose. Le trovo bellissime. Ma forse sono stato condizionato da mio nonno, che le curava come fossero suoi figli… eh..eh.. ;)

cosa intenda per amore la titolare di questo blog mica lo so. però credo che passata la prima media tutti preferiscano lo scopare allo zucchero filato.

Un’impennata verso il basso!!!

*si fa spazio un unico desiderio, che nella lista dei desideri è quello più ameno e più triste e più vigliacco: il desiderio di affermazione.*

Ma questo desiderio è ameno o vigliacco? Non riesco a capire… forse è ameno e triste insieme, insomma: un’insalata in agrodolce. Un miele di castagno.
Vai Melissa! Aiutaci a capire!

Mi capita spesso di pensare e scrivere su quanto dici da “scrittrice affermata di che”. Lo faccio nella mia condizione di “di che”, ma forse a me viene più naturale, vivendo nella permanente deformazione di una realtà nella quale l’amore esista. Se si ammettesse che possiamo vivere senza alcuna follia per amore, allora a che titolo scrivere ? Non riesco a pensare ad una parola che valga la pena di spendere se non per un atto di amore, meglio se incline alla follia. La rosa non è molto diversa dalla spiga, ma siamo vittime del giogo delle categorie. In piena libertà di pensiero potremmo dibattere sull’estetica dell’una e dell’altra, ma vittime del pensiero altrui, sarebbe come parlare delle posizioni a letto e fuori. Ricerchiamo la felicità, dunque, in piena libertà. Dell’amore non possiamo che godere.

cazzate. pure e semplici cazzate. alla società capitalista, americana, ma anche quella venata di socialdemocrazia in varia misura che imperversa in europa, ha fatto comodissimo passare dalla famiglia polinucleare dell’età pre-industriale (che in italia è durata, nota bene, fino alla seconda guerrra mondiale), alla famiglia nucleare, cioè papà-mamma-bambini (non più di due). e fa ancora più comodo passare a famiglie di singles. è il massimo della frammentazione dei target di vendita. siamo sessanta milioni di persone (in italia). come farebbero altrimenti a venderci sessanta milioni di lavatrici, sessanta milioni di frigoriferi, sessanta milioni di automobili, come farebbero le banche a schiavizzarci con sessanta milioni di mutui ventennali per sessanta milioni di appartamenti (che si ammassano e invadono di cemento inutile le periferie delle grandi città). ricordarsi, la società capitalista di riempe le tasche di soldi solo perché tu li spenda. non è previsto che tu sottragga flussi di denaro alla massa circolante, solo il movimento di denaro produce altro denaro. quindi articoli pubblicitari come questo servono solo ad alimentare “la voce del padrone” e a convincere alla “singolezza” quei pochi giovani che ancora volessero commettere l’errore di sposarsi (errore che pagheranno caro, nel circa 40% dei casi, indebitandosi per un rovinoso divorzio – gli avvocati la prima cosa che ti dicono quando vai a separarti è “attenzione perché diventerete entrambi più poveri, in un divorzio si perde in due, non vince mai nessuno”).
cazzate. scritte per perdere tempo, nella migliore delle ipotesi, o per far piacere a qualcuno, in una di quelle peggiori.
come quella secondo cui ci sarebbe una rivoluzione dei sentimenti, o dei costumi, o del colore delle mutande. di rivoluzioni come queste se ne vede una ogni 7-8 anni, pensa te.

seguo il discorso di b.
logico storico serio.

Che belle parole! Mi hai fatto venire voglia di mettermi in gioco per amore.
Davvero, m’hai ispirata! ti mando una spiga simbolica,
Marta

sono con te, innamorati non è da sfigati! nemmeno io sono una romantica, ma non rifiuterei un mazzo di rose rosse!;)

Ok non và. E’ vero, è così. E’ abbastanza evidente che le cose stanno andando proprio in questo modo. E se ne rendo conto sicuramente di più, chi come me ha già passato i trenta. Intorno ai 20 si pensa di avere tempo, che è normale pensare di più allo studio, che c’è tempo per fare esperienze ecc. Adesso, vedi chi si è sposato, ed è già divorziato. Chi ha scelto quella “libertà” di cui parli. Chi come me non si innamora più da una vita, perché non crede di poter dare né a una donna né a un uomo tutto ciò di cui ha bisogno. C’è chi voleva darsi tutto a una persona, e non gli è stato permesso. C’è la Chiesa e compari che ti rompono i coglioni su puttanate astratte. Ci sono i film, la pubblicità, riviste e compari che ti rompono i coglioni sul sesso e altre puttanate astratte. Se parli con qualcuno che ti dice le stesse cose, non ti fidi. Di parlarne a qualcuno, meglio di no, perché sarà quel qualcuno a non fidarsi di te. Il divorzio in certi casi era necessario, ma adesso ci si separa per qualunque cosa. E tu il divorzio per altro lo difendi. Ma è evidente che è fin troppo. Ci sono 1400 cose, 1400 casi diversi. E alla fine della fiera, rimane appunto questo: zero assoluto (0 gradi kelvin). No, non è che adesso mi metto a piangere, ne faccio volentieri a meno. Avanti, andiamo avanti.

Ah, comunque ci sono anche situazioni che funzionano eh. Un pò di ottimismo. No dico, un pò di ottimismo veramente

Amare è una cosa da sfigati.
E’ verissimo. Se tu non ami e sei sfigato, speri che qualcuno dietro le tue spalle sia pronto a consolarti per i tuoi problemi. Se sei sfigato e riesci ad amare qualcuno, almeno, sai con chi parlare per l’ennesima cosa storta.
Per quanto riguarda me non so neanche cosa sia l’amore… Ancora mai provato. Speriamo arrivi, senza fretta (ho pur sempre i miei hobby da coltivare).

Mi ritrovo in alcune cose che hai scritto. Grazie per avermi fatto riflettere su alcune cose a cui non avevo mai pensato.

e paolo e francesca? e renzo e lucia? e romeo e giulietta?
Ciascuno ha detto all’altro: Boia chi molla!

L’AMORE NON ESISTE

E Trist’ano e Ficarotta? Ohohoh…

Ciao Melissa, sono Alessandra… visitavo il tuo blog, come spesso mi capita – ci vediamo poco, ma credo che la rete sia un modo comunque interessante per mantenere un contatto.
Non ho letto l’articolo cui ti riferisci, ma sono pienamente d’accordo con te. E mi sorprende ancora come si possa essere tanto vicini, anche quando si è così diversi… come noi due.
Continua a crederci. Perchè secondo me l’hai cista molto lunga su ciò che oggi veramente non va! A presto

Concordo con Rashid e qui anonimo. E’ comunque molto difficile avere un parere obiettivo su questo e tanti altri argomenti, sono talmente tanti i punti di vista possibili che non riesco proprio ad accontentarmi di un solo punto di vista, troppo riduttivo.

you’ve touched a complicated subject. several arcticles and thesis have been written trying to explain this phenomenon of the modern life and their relations to other social problems in first world countries (and to some extent the “emerging economies”), such as low birth rates and high suicide rates.

about the text “per se” i tend to agree with you in most points. what i find to be complicated is the ideal balance of weights given to several aspects in the life of a couple. possibly, thinking that this balance may be achieved in a “ready-to-do” recipe (marketed “ad infinitum” in books, movies and other stuff) is a major source of frustration and to the “demise” of marriage or other related family structures in modern times.

but let’s give ourselves the benefit of doubt. and, of course, of optimism. =)

“regalami un bel mazzo di peperoncino, che poi ti faccio una pasta che non te la scordi per i prossimi venticinque anni”

Qui è partito l’applauso. :) Una scenetta di pura felicità coniugale (nel senso migliore del termine).

se la paura non fosse l’elemento più persistente nelle nostre vite, se la libertà non venisse confusa con l’egoismo, se l’inquietudine non fosse diventata un modus vivendi per tanti di noi…se solo fossimo capaci di guardarci negli occhi e lasciarci andare, parlare con sincerità e onestà alle persone a cui teniamo senza paura, la fottuta paura che ci paralizza, ci fa nascondere, ci chiude nelle nostre dorate prigioni di silenzio.
sentire l’odore dell’amore, lasciarsi andare, dimostrarlo ogni secondo, con piccole e grandi attenzioni.
credo sia questo il grande problema…il terrore di sentirsi prevaricati, di rinunciare ai propri spazi, senza sapere che magari si riuscirà a trovare uno spazio decine di volte più ampio, magari meno sicuro e affidabile, un terreno friabile ed esaltante, una corsa, talvolta faticosa, talvolta eccitante…sempre e comunque appagante.

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