Melissa Panarello

Non generalizziamo (ovvero: non creiamo generi che non esistono)

Posted by: Melissa Panarello on: Giugno 20, 2008

Mi hanno stufata quelli che si lamentano che nelle cose che scrivo parlo sempre di scopate.

Camilleri parla sempre di omicidi.

Faletti parla sempre di omicidi.

Lucarelli parla sempre di omicidi.

Baricco non parla mai di niente.

Perché mai il racconto di una scopata deve essere più destabilizzante di un racconto di un omicidio? Sarà meglio la scopata, no?

Il sesso fa vendere? Dalle cifre pare che anche la morte faccia vendere, non mi risulta che Camilleri e Faletti siano degli scrittori falliti.

Quindi, dopo cinque anni dal mio esordio, ecco a voi: il sesso sarà sempre presente nei miei libri, a volte molto, a volte poco, a volte molto poco, così come la morte sarà sempre presente nei romanzi dei giallisti e gli alieni nei libri di fantascienza.

Ma non chiamatemi “scrittrice erotica”, per carità, che mi viene la pelle d’oca. L’erotismo non c’entra niente con il sesso.

55 Risposte a "Non generalizziamo (ovvero: non creiamo generi che non esistono)"

Mi mancavi, sai?

“Baricco non parla mai di niente” è un’ottima definizione.
Dal lontano 1995 mi guardo bene dal leggerlo.
Oceano mare all’epoca è stato un po’ come il morbillo, prima o poi tocca a tutti.

Cecilia

Se non mi piace la violenza non vado a vedere film violenti; se non mi piace Faletti non leggo Faletti. Ma se leggo i tuoi libri e i tuoi racconti è perché invece li trovo interessanti. Ma non mi lamenterei dopo averli letti solo perché parlano *anche* di sesso: li ho scelti per quello. Perché allora tutti si lamentano?

Sull’erotismo poi, la solita storia. A suo tempo – appena il libro uscì – dissi che i 100 colpi non erano un libro erotico. Mancava infatti quel senso di morte tipico della letteratura di genere, quella continua rielaborazione culturale dell’atto sessuale. Ma sa il cielo quanto è facile dare etichette.

Sull’effetto destabilizzante della scopata letterariamente descritta, l’unica idea che mi viene in mente è la sua immediata rispondenza emotiva. Il sesso è biologico, per cui l’identificazione è immediata, mentre per la violenza dobbiamo comunque elaborare e far funzionare un codice morale, una mediazione. Il sesso in un certo senso è *amorale*

E’ un problema che ha anche una mia amica. Il sesso è parte dei suoi scritti ma i suoi scritti non parlano solo di sesso. Eppure è stata tacciata di scrittrice erotica (quando le andava bene) nonché di scrittrice porno (quando le andava male).

Una lotta persa in partenza… che però va combattuta strenuamente. Anche perché se il sesso è presente in un giallo, quel libro non diventa un giallo erotico… rimane un giallo. Per cui, non capisco il motivo di creare strane distinzioni… che sia per via del sesso dell’autore? Ovvero, se a scrivere è una donna, allora immediatamente i suoi testi diventano erotici… se è un uomo, invece… mah!

Cosa sei se non una scrittrice erotica? Distingui erotismo dal sesso, ma l’effetto dei tuoi libri è di accendere le fantasie del lettore, arraparlo se non soddisfatto della propria vita sessuale, i.e. è un effetto erotico. L’appellativo “erotico” si basa sull’oggetto, non sulle intenzioni. C’è poco da girargli intorno. Pure nel blog parli un post sì e uno no di scopate, il più delle volte – nei tuoi libri – eleggi la scopata a discapito della narrazione (e questo è il limite del porno). Ciò che stufa è vedere una scrittice che parla solo di scopate lamentarsi di gente che si lamenta del fatto che scrive solo di scopate.

Meglio che parli di qualcosa di cui LEI vuol parlare che di qualcosa di cui gli altri le chiedono di parlare.
Quindi anche se potrebbe scrivere in futuro romanzi o altri tipi di testo incentrati su altri temi, non vedo perchè criticare una ragazza che parla di sesso quando ci sono tantissimi generi di libri, se il genere di Melissa non piace basta cambiare genere, ma è il lettore che deve cambiare…
Non posso andare da Stephen King e dirgli che scrive sempre cose che fanno paura che è ora di fare un romanzo comico alla Littizzetto…
è normale che piacerai ad alcuni ma non ad altri, ognuno ha i suoi gusti.

credo che il signor Aditus abbia detto cose intelligenti. il tuo post, però, ha dei tratti stupefacenti: non ti garba essere inscritta in un genere. disdegni l’esegesi che “incrimini” la tua opera di strizzare l’occhio al genere. eppure sostieni che così come nel giallo ci saranno sempre i morti e nella science-fiction sempre gli alieni (quest’ultima affermazione, per altro, è scorretta) così nei tuoi libri ci sarà sempre sesso. ma in tal modo dai ai tuoi libri un’etichetta, e li classifichi in un genere. non te ne rendi conto? detto questo, ricordi cosa disse il Vichi sul sesso in letteratura in quella serata romana? cioè che è di una noia mortale. sono decisamente d’accordo con lui. poi tu te ne uscisti citando il pistorium di Miller.. e lui, Vichi, continuava a scuotere il capo.. beh, il mio parere, se non vi fa schifo saperlo, è questo: che il sesso, in letteratura, sia il fatto più borioso e vano tra tutti i fatti che si possono raccontare. che sia il luogo dove l’arte muore. cioè dove non è possibile creare alcunchè. penso che dietro ci sia sempre una furbata, o un’ossessione, dell’autore (e le furbate e le ossessioni rovinano i romanzi). penso che non sia mai esplicativo o sintomatico. che non esprima nulla. non è parte del flusso narrativo perchè lo spezza. non è un momento di analisi psicologica perchè non c’è un bel nulla da analizzare. a me sembra sempre superfluo. mi sono formato leggendo i grandi narratori russi. perchè in migliaia di pagine non si trova un rigo su un rapporto sessuale esplicito? chiaramente avevano un pudore che noi non conosciamo più, ma più precisamente uno scrittore ha ALTRO DI CUI SCRIVERE. poichè un tocco, una parola, uno sguardo che allude può detonare con una forza sessuale superiore a qualsiasi “scopata” milleriana, soprattutto può dirci tutto ciò di cui c’è bisogno senza indugiare in ragguagli anatomici. p.s. ti prego, non citare Faletti tra gli scrittori.. Baricco, almeno, è un intellettuale..

baricco e intelletuale sono due parole che non stanno bene insieme; un pò come pieraccioni e regista.
povera Melissa, voi maschi v’arrapate anche se leggete la parola mutandine, e fate casino tra sesso pornografia e erotismo; basta scopare che tutto è uguale, no?

(No.)

@chiaracat. Mi spieghi la differenza tra sesso pornografia e erotismo? E mi dici qual è, secondo il tuo parere, la distinzione che meglio si caratterizza alla scrittura di Melissa Panarello? *Voi maschietti*: a chi? Alla parola mutandine s’arrapano pure le femminucce che leggono i libri della Panarello, non ti pare?

Io ti direi di fregartene.
Pensa che ieri “ti cercavo” (quando sono andata in libreria per ricomprare il tuo libro) nel reparto narrativa ..e non ti ho trovato..ti ho trovato nel reparto “letteratura erotica” , ma se é per quello, ci avevano messo anche il libro di Candace Bushnell “sex and the city”..quindi…
Io so solo che per me sei un’ottima scrittrice.
Se dovessi proprio definirti (e secondo Thomas Mann definire uno scrittore valeva a dire “liquidarlo”–> quindi non lo voglio fare) direi che sei “poetica”-
Baci

pieraccioni sta a regista come baricco a SCRITTORE. ma la zucca ce l’ha, e la usa bene, ed è pure in grado di arricchire la tua, QUANDO PARLA. che non ti piaccia neanche come letterato e uomo di cultura è un’altra vicenda. non piace neanche a me. … mutandine! ho appena detto che il sesso libresco mi annoia e tu sussurri questa fesseria, una fesseria che generalizza, e tu dovresti saperlo bene che le generalizzazioni danno fastidio alla titolare…

1) Appunto per Arturo Bandini: lo dico (simpaticamente sfottendo) in romanesco e do del lei:”Parli come magna”..o anche a lei da fastidio che qualcuno le dica cosa deve fare e in che modo???
2) Punti che non stanno bene insieme dal mio punto di vista
Baricco e intellettuale
Pieraccioni e regista (by Chiaracat)
(appunto x Chiaracat: mi serve ben altro per arraparmi che semplici mutandine..tutto ciò lo lascio ai malati di sesso)
e io aggiungo:
Monica Bellucci e attrice
Chiambretti e presentatore
Scamarcio e attore
Muccino e regista…potrei continuare oltre ma mi fermo qui.
Quello che volevo dire riguardo al post è solo una cosa:
“NON TI PIACE? NON LEGGERLO, NON COMPRARLO, NON VEDERLO, NON CONSIDERARLO..!!”
Io non mi sono mai sognato di vedere un film di Muccino (nessuno dei due), posso dire che, per me non è regista uno e non è attore l’altro, ma poi basta, non vado a vedere film, mi sono bastate alcune scene in tv.
Meli’ io in certi casi dico una parola sola:” SCAVALCA!!”

Rob

La sessualità è una componente fondamentale ed inevitabile del nostro essere e se qualcuno si lamenta di ciò che scrivi,quel qualcuno è mentalmente limitato.Questa è la tua vita,la tua arte,il tuo modo di esprimere un qualcosa che è solo tuo facendolo condividere ad altri seminando ciò che hai dentro su fogli di carta bianca,ma non puoi sapere cosa ti succederà in un futuro prossimo,che esperienze farai…chissà! magari scriverai di alieni in una fantascienza erotica…
Ciao Melissa

Personalmente credo che il sesso sia sempre presente nella vita quotidiana delle persone anche quando uno non lo fa (ma ci pensa comunque). Onestamente non mi piacciono
troppo quei romanzi di ampio respiro (e cioè non incentrati su un argomento in particolare ), nei quali il sesso viene evitato come la peste, quasi che i protagonisti, nel loro vivere quotidiano non pensino minimamente ad esso. Una persona poco tempo fa, dopo aver letto “il trionfo del sole” di Wilbur Smith (uno dei miei scrittori preferiti), mi disse che a
tratti gli pareva un romanzo pornografico (solo perché vi erano un bel paio di scene di sesso, una in particolare dove una giovane ragazza divenuta schiava, veniva per così dire “esplorata” dal suo padrone). In quasi tutti i libri di Smith che ho letto, il sesso e tutto ciò che ad esso è annesso non manca mai e spesso riveste anzi un ruolo di primaria importanza nello sviluppo narrativo. E questo nonostante egli sia ampiamente riconosciuto come uno degli indiscussi maestri del romanzo storico.

ragazzi cari, io ho solo espresso il mio parere sul sesso in letteratura. per ME è futile, sempre, e mi annoia. ognuno è libero di scrivere come meglio crede, poi.

Purtorppo la gnete fa presto ad attaccare etichette sulle persone….dai “cento colpi” tanti credono che tu abbia scritto solo quello…e che parli solo di sesso.
Ma solo chi non ha capito il primo libro (e non ha letto le altre cose che hai scritto) si esprime così.
Chi ti ha seguito un po’ meglio la pensa diversamente. E non ti etichetta sicuramente come “scrittrice erotica”.
Poco ma sicuro

Leggo solo libri che penso possano interessarmi. Altre volte li compro e aspetto il momento giusto. Ci vuole il momento giusto per ogni libro.
Ho letto il tuo primo libro in un baleno.Gli altri li ho iniziati ma non terminati. Forse non è ancora il momento. Per me.
Baricco,Camilleri, non li ho mai letti. Ne comprati. Per me è una questione di momenti, di magia.
Non credo tu sia una scrittrice erotica.
Quelli che lo dicono forse non hanno molti vocaboli nel proprio vocabolario.

“L’erotismo non c’entra niente con il sesso.” finalmente qualcuno lo dice!

“Perché mai il racconto di una scopata deve essere più destabilizzante di un racconto di un omicidio? Sarà meglio la scopata, no?”

Ti do completamente ragione.
Meglio il sesso dell’omicidio.

Ciao!! mi piace questa invettiva..personalmente credo che il tuo romanzo non abbia parlato solo di scopate ma che abbia portato alla luce o stato di inquietudine delle nuove generazioni che spesso vedono nel sesso una via di fuga dal dolore..ma che poi si accorgono che non è così..

la questione non è di cosa scrivete, è che siete sempre tutti (quelli della lista più te) mortalmente noiosi e assolutamente di maniera. leggete un po’ di più e scrivete un po’ di meno.

ovviamente questo commento sparirà misteriosamente

Andiamo ragazzi su, è evidente che la scrittrice in questione scrive esclusivamente romanzi erotici…Smettiamola di sparare baggianate definendo i suoi scritti come romanzi di formazione o poetici(??????)…Ma dove? Sono solo dei trattati sulla scopata: viene dato più spazio alla descrizione di questa che alle sequenze narrative e ai sentimenti. Tutto ciò non esclude certamente che il genere EROTICO( di questo stiamo parlando) abbia un certo seguito e piaccia a molti; come ci hanno dimostrato le vendite dei due romanzi di Melissa.

Ognuno può scrivere quello che vuole, mi pare ipocrita attaccare una persona solo perchè tratta di tematiche un po’ scabrose. Ti dirò, io non sono una tua fan, anzi, sono una dei tuoi critici più feroci, ma non per quello che scrivi: il sesso fa parte della vita, non c’è niente di male nel parlarne.

Quindi Monty, escludi che il fine (trovare l’amore ed essere amata) giustifichi i mezzi (il sesso come mezzo per dare la propria anima nella speranza che qualcuno si accorga che la sua “sete” é solo quella di essere amata per la sua intima essenza?
Escludi quindi che la ricerca iniziatica di un’adolescente che cerca l’amore (quale argomento più poetico? ) passi anche per il sesso?
Secondo me nell’opera di Melissa non si tratta di dire se ciò che viene descritto sia sesso o altro, ma di riconescere il suo intento: mostrare come la ricerca disperata dell’amore che molte, se non tutte le adolescenti esperiscono, passi anche per il sesso.
Definire il suo romanzo come erotico impoverisce secondo me quello che in realtà é l’intento della scrittrice; liberare sé stessa tramite la scrittura con estrema sincerità, profondità, e poesia.

Monty “Dio Onnipotente” Python ha parlato…preghiamo…
Dicendo “smettiamola di sparare baggianate…” credi di voler far cambiare idea alle persone che non la pensano come te?? Ottimista…Libera parola in (quasi) libero stato!

Rob

Ah, questo è solo un mio parere, ma una cosa è EROTICA, quando la nostra mente la vede erotica, dato che ognuno di noi può avere una visione dell’erotismo diversa dagli altri..

ma chi vuoi prendere in giro?
paragonarti poi a Camilleri mi sembra fuori luogo e se
se poi reputi Faletti uno scrittore……

ognuno fonda la sua fortuna letteraria su un genere.
Lei hai iniziato con il filone “erotico” ( e concordo in pieno con quello che ha scritto Aditus) e ormai è stata etichettata in quel genere. Che il sesso sia parte fondamentale e sacrosanta della vita dell’uomo-donna è un dato di fatto, è più presente dell’omicidio ovvio, ma è pur vero che Lei lo utilizza spesso nel blog e nei libri. Quindi è naturale che avvenga questo continuo accostamento (e a volte sembra che se Lei parla di qualcos altro, esca fuori dal personaggio che si è creata intorno).
Però poteva anche risparmiarsi quel pensiero su Baricco (ma è il Suo blog e può dire ciò che vuole, senza meno)

La cosa che mi piace di più di questo blog sono le persone che ti rispondono a tono…Bravo Rob, veramente una bella risposta!!! Però per precisare io non voglio far cambiare idea a nessuno, ho scritto quella frase perchè penso che siano veramente baggianate, ma questa è ovviamente una mia opinione che non voglio imporre a NESSUNO. By Monty “dio onnipotente” Python (ahahahahah)

Ma che c’entra l’erotismo col sesso?? I tuoi libri non sono nè erotici, nè tantomeno pornografici… è un’altra cosa! Il fatto che parli anche di sesso non ha nulla di scandaloso… In fin dei conti, se leggo i tuoi libri lo faccio perchè mi piacciono, perchè ti stimo, al di la’ di tutte le cazzate che la gente dice…
Che cavolo criticate? Se non vi piacciono i dibri di Melissa o di Chicchessia, non li leggete. Punto. Non muore nessuno.

mal comune mezzo gaudio?
:D

Contenta di scoprirti!

L’effetto di questo thread (e quello di tutti gli altri all’interno del blog) è desolante. Ma dopotutto è pur sempre un indice della ricezione e del lavoro di Melissa Panarello.
Basti prendere ad es. un commento: *Ognuno può scrivere quello che vuole, mi pare ipocrita attaccare una persona solo perchè tratta di tematiche un po’ scabrose. Ti dirò, io non sono una tua fan, anzi, sono una dei tuoi critici più feroci, ma non per quello che scrivi: il sesso fa parte della vita, non c’è niente di male nel parlarne.*
Farà ridere leggere nel commento di una giovane lettrice *sono una dei tuoi critici più feroci*, eppure è proprio così, la “letteratura” di Panarello si esaurisce nella sua fruibilità, e forse non ha neppure pretese ulteriori, di considerazioni da parte della critica, o di un suo inseririmento in quella che Calvino chiamerebbe “la situazione della letteratura attuale” tramite l’idea “di una direzione verso la quale si vuole svilupparla”.
Qui non si discute di scabrosità (che è comunque assente nel lavoro di Panarello), o se sia un male o un bene parlare di sesso nei libri, la questione è la rilevanza e la funzione che può avere questo tipo di discorso in letteratura.
Melissa Panarello critica Faletti, ad es., ma fa parte del suo stesso mondo letterario. Le loro: opere che non vanno oltre l’immediata fruizione del prodotto, e che giustamente non promettono né pretendono altro da ciò.

Come che non vanno oltre l’immediata fruizione del prodotto? Ricorda che i grandi classici prima di diventare tali non erano necessariamente considerati esemplari dai loro “contemporanei”, ma dai moderni.

Allora diciamo più semplicemente che il lavoro di Panarello non ha alcun valore letterario, nello stile (improvvisato e acerbo, a partire dai 100 colpi), nei contenuti, e nella relazione alla storia e alla situazione letteraria generale.

amico aditus. eviterò di scagliarmi ancora una volta contro la Meli, eludendo il rischio di farne una questione personale, e mi sollazzerò con il nostro Catozzo. ritengo tu sia stato fin troppo buono, con il cabarettista driveiniano. difatti un’opera che non va oltre la sua fruizione immediata può persino essere scritta in modo godibile. quanto artigianato di grande valore troviamo nelle nostre librerie! quanti bei libri di genere, vecchi e nuovi, degni di lode! chiaramente le opere di Faletti si fermano a un livello ben più infimo, miasmi della desolante macchina editoriale, come sta a testimoniare in modo inconfutabile questo passaggio del capolavoro “niente di vero tranne gli occhi” (che potrai amabilmente inserire nel tuo blog tra quei vetusti autori che ti garbano tanto come kafka..) : – “la mano che aveva sentito scivolare sul pene era la sua e aveva sentito allo stesso modo lo schizzo di liquido seminale dentro di lei scivolare fuori per uscire prepotente e presuntuoso da una parte del corpo che non doveva e che non poteva avere”… !!!

Non trovo noioso il sesso nella letteratura; trovo noioso il continuo cercare d’evitarlo in ogni maniera. Tempo fa uscirono allegati a “Il Mattino” di Napoli dei racconti che costavano mille lire; il primo di essi era fantasy e all’epoca era un genere che mi stuzzicava. Risultato: comincio a leggerlo e una sorta di divinità protagonista si scopa un flautista, poi lo fa marcire nel mare mille anni; poi tra scene violente e orge varie il racconto va via scioccando sempre di più, ma devo dire la verità… l’avrei definito un fantasy “estremo” ma sempre fantasy. Non amo la letteratura russa “classica”, ma non è che la uso a modello per il romanzo moderno (sarebbe particolarmente stupido, data la rivoluzione che in un secolo ha modificato radicalmente il romanzo); cercare paragoni in essa riguardo il rapporto col sesso è come leggere la nostra emancipazione femminile in rapporto con la società hittita… Per quanto riguarda la fruizione immediata:
credo che pure cime tempestose sia di questo genere a dire il vero, quindi non so se tra cento anni cento colpi di cippeo o l’odore del mio respiro verranno letti e pubblicati tra gli oscar mondandori o cose simili. Mi aspetto di tutto dal mercato editoriale. Per ora li leggo per vedere se piacciono a me, quando avrò fame di critiche letterarie li analizzerò senza scomodare tolstoj, che non c’entra nulla, e riuscendo a percepire i parallelismi, perchè citare faletti non vuol dire accennare o alludere a qualcosa di più dell’associazione di idee faletti – thriller del post. Non è che quando fai un tale paragone vuoi fare l’analisi storiografica sul bidet di faletti, vuoi solo fare un paragone per dare un’idea, per chi vuole afferrarla al volo e non scomporla in sillabe e in morfemi. Non so se è chiara l’idea.

E sto commento non sparisce, come diceva b; ne ho letti di tutti tipi in questo blog, non vedo perchè qualcuno dovrebbe sparire tra questi tanti (non era il tuo comunque uno dei più incisivi o importanti comunque, senza offesa)

Mi trovo d’accordo con Aditus riguardo al giudizio sullo stile della Panarello. Alla fin fine a “scandalizzarmi” non sono gli argomenti, ma il modo e lo stile con cui sono trattati: ci sono grandi scrittori che avevano in mente solo “quello”, eppure che meraviglia le loro opere! Prendete “Le Relazioni Pericolose”, scandaloso oltre ogni dire, con un personaggio più libertino dell’altro eppure…Eppure non c’è una volgarità, una parola fuori posto, una descrizione spinta: ci si ferma sempre un attimo prima, si costringe il lettore a guardare giusto dal buco della serratura della sua fantasia.
Ora, Betty, è vero che magari i grandi classici non sono sempre stati “classici”, ma si sono sempre riconosciuti loro delle qualità letterarie.

appuntus… laclos… gli scrittori non si dilungano in descrizioni con la lente di ingrandimento… anche ne “la sirena” di tomasi di lampedusa vi è sesso in abbondanza… manca però l’ossessione, quella sì tutta.. barbaricamente moderna.. dell’esposizione anatomica.

Sarebbe interessante sentire cosa ne pensa la protagonista di questa storia, non si apre un blog per il confronto? O per rimanere deus ex machina?

Per scrivere di sesso ci vuole il doppio della classe del normale, perchè la volgarità è sempre in agguato.

qualcuno qui è riuscito ad arraparsi con l’odore del tuo respiro?…si? beati voi!
perchè bukowski che parla quasi solo di scopate non è considerato uno scrittore erotico?…forse perchè era pure un vecchio ubriacone pulcioso?;)
comunque troppa gente ha un idea di letteratura che ha molto a che fare con le scuole medie…

consigli per gli acquisti: a chi ritiene 100 colpi di spazzola un libro erotico molto arrapante, consiglio di leggere Emmanuelle di Emmanuelle Arsan…QUESTO DICESI ROMANZO EROTICO…occhio a non massacrarvi di pippe;)

a me piace più uccidere :)

E’ stupido, meramente stupido pensare che la letteratura abbia l’obbligo di fermarsi al buco della serratura. Questa è una scelta di stile, non il confine tra letteratura e volgarità; non è l’esposizione delle parti anatomiche che fa la volgarità, non è usare il termine sperma a farlo. Come l’ornitorinco giustamente osservava, bukowski non è erotico e parlava di scopate, e come lui tanti altri; c’entrano qualcosa con la letteratura “vecchio stampo” o da buco della serratura? No, o forse sì. C’entrano perchè sono entrambi casi e tipi di letteratura; se Calvino avesse parlato (o comunque inserito in un racconto un qualche episodio) di scopate, non sarebbe sceso di una sola virgola dal suo “podio”. Non è infatti quello il punto, per chi capisce cosa sia la letteratura; un essere in movimento che anticipa, posticipa o partecipa alla società (e all’ottica) del tempo, ma soprattutto un essere multiforme che fa azioni con determinate intenzioni, reazioni e quant’altro. Parlare di scopate è come dare un calcio a un pallone; c’è Gattuso e c’è é Pelé, c’è la partita di calcetto che sto andando a minuti a giocare e c’è Baggio; c’entra qualcosa il guardare dal buco della serratura? Assolutamente no; è come guardare il pallone che viene calciato e chiudere gli occhi quando va in porta. E’ una scelta dello spettatore amare chiudere gli occhi, ma questa scelta non lo nobilita né lo condanna. Basta che poi non creda d’essere migliore, o di aver fatto la scelta migliore (vogliate associare la suddetta scelta anche all’autore del libro, non solo al lettore che lo legge)

Compendio: intendo dire, nel passo dell’essere multiforme, che la letteratura di oggi può anche parlare di scopate così come spesso sentiamo parlare di scopate in tv. Ma non è detto che ne assimili e ne ripresenti la stessa volgarità; eppure, il tema è presente nella società, con ma anche senza volgarità :)

Moketto non ho parlato di OBBLIGO, il mio era qualcosa chiamato ESEMPIO di un’opera erotica che manca della volgarità in cui si rischia perennemente di cadere.
Ok, prendiamo un esempio più felice, come “Paura di volare” di Erica Jong: è indubbiamente un libro esplicito, in cui si parla chiaro e tondo di sesso ma -piccolo particolare -è scritto bene e non è per niente volgare, a mio dire. Manca la morbosità, la sciattezza di tanti libri che parlano di questo tema, ma anche l’eccessivo barocchismo in cui cascano altrettanti autori: c’è quell’equilibrio nell’uso delle parole e nella descrizione dei fatti che ci porta a dire di un’opera che “è un bel libro”, al di là delle tematiche che tratta.
La Panarello non è palesemente in grado di mantenere tale equilibrio: le descrizioni sono eccessivamente retoriche, senza contare che non passa il “test della seconda lettura”. Molti libri, infatti, sono sopportabili la prima volta, specie se si ha l’abitudine di leggere in fretta senza soffermarsi sul piano estetico. Basta una mezza seconda volta perchè le parole ti rimangano attaccate al palato e comincino a raschiare tipo sabbia.
Certo, la letteratura si muove, cambiano le tematiche e gli stili, ma in ogni epoca gli autori hanno una grande regola d’oro da rispettare: scrivere BENE! Un libro che tratta di sesso scritto male non solo non rispetta questa grande regola, ma finisce per risultare volgare, al di là di quante “scopate” descrive o meno.

Si ma io non mi riferivo a melissa in particolare, non ho interesse a difenderla (non sono nella sua mente e sintonizzato sulla sua arte); mi riferivo a quel modo un po’ obliquo di vedere tentativi “nuovi” di parlare di argomenti “vecchi” (in questo caso, il sesso). Poi che te non li guardi obliquamente è un conto, ma è comunque un’ottica individuale di cui solo tu sei a conoscenza (non posso sapere con che ottica leggi un libro e ne analizzi la parte, eventualmente presente, sessuale); certo è che la volgarità è molto relativa. Per dire, il romanticismo asessuato che mira a un pubblico di nostalgici cinquantenni o di illusi tredicenni è (spesso) squallido e volgare; un bukowski incazzato che parla di scopate no. E’ strano alla fin fine ma in un racconto/romanzo si percepisce sempre un’eco delle intenzioni dell’autore, e capisci se voleva prenderti per culo evitando il sesso per giocare sulla tua voglia di romanticismo, se voleva gabbarti parlando di sesso sperando che tu sia un voyeur della letteratura, se ancora non se ne fregava nulla della tua reazione, e semplicemente sta raccontando come ha vissuto (lui o un personaggio del racconto/romanzo) una data cosa. E questo a prescindere dalle qualità letterarie, che comunque influiscono a valle e non a monte di un libro

concordo ^^

raga dai.. 100 colpi di spazzola l’ha scritto a 16 anni…e comunque trovarne di sedicenni in grado di scrivere un romanzo…l’ odore del tuo respiro è già molto diverso, e il prossimo dal book trailer pare sarà ancora tutt’altro…visto che non ha settant anni, avrà tutto il tempo di evolvere o di cambiare lavoro….
e sti cazzo di 100 colpi di spazzola non sono che l’esordio di una giovanissima….la maggior parte degli scrittori algli inizi non fa granchè a parte pochi geni… è già tanto farsi pubblicare..
quindi trovo un pò ridicolo fare grandi analisi letterarie sullo stile di uno scrittore basandosi sul romanzo d’esordio..

e invece no, ora facciamo l’analisi sul suo diario di quinta elementare, gne gne.
Ahahaha

Vogliamo citare “La forma dell’acqua” e “La vampa d’agosto” di Camilleri? Almeno i tuoi libri parlano di scopate (siamo sicuri che siano l’argomento principale?), invece Camilleri fa girare la trama dei suoi attorno ad UNA scopata! E poi, meglio un libro arrapante (e ca**o se lo sono i tuoi!) di un libro noioso (e ca**o se lo è la metà delle new sensations italiane dell’ultimo decennio). Alla fine, l’importante è che ci sia tu.

chi se ne frega.tanto,come diciamo noi,”futti futti,ca diu peddona a tutti”.giusto?saluti.

In quasi tutti i libri che vendono, il sesso c’è, come c’è nella vita, e non è sempre noioso, perché ci sono tanti modi di farlo, di percepirlo e di descriverlo. La classe non è indispensabile, meglio un po’ di volgarità, se è sincera. Ho trovato il passo di Faletti “da brivido”…Ma davvero si pubblicano cose del genere? E’ imperdonabile, in quanto artefatto e furbesco, privo di valore umano oltreché letterario.
Poi, mi sembra ovvio che i Cento colpi saranno ripubblicati tra cinquant’anni negli Oscar o collane simili; tra cento, non so…forse verranno a farci concorrenza gli alieni…e porteranno una ventata di novità.

Valentina (stupid girl)

Che Baricco non parli di niente mi pare azzardato, assai…

Baricco è molto bravo, ma in effetti se dovessi parlare del contenuto di “oceano mare” avrei problemi anche io a descriverlo. E non tanto per scarsa fantasia o per inadeguatezza delle parole, ma perchè è uno scrittore emozionale, uno di quelli che potrebbe parlarti di merda facendotela trovare un piatto da gran gourmet. E non che sia un difetto, anzi…

Sante parole…

meglio sapere di che cosa si parla. A me destabilizza e “interessa” di più il racconto di un omicidio. Dipende da quali leggete. Se leggete un bel racconto di una scopata e un racconto mediocre di omicidio, non c’è dubbio su quale interessi di più, e viceversa (ribadisco di leggere American Psycho). E’ ovvio che si preferisce la scopata, non solo perchè la si legge, ma perchè la si fa. Se magari incominciaste a diventare serial killer cambiereste idea…mah dipende..sono punti di vista..

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