Gratia plena

E’ probabile che qualcuno si sia sentito offeso dall’immagine di Bernadette che ho usato come avatar e mi abbia segnalato a Zuckerberg. Il mio account facebook è stato disabilitato.

Ho scelto Bernadette perché è davvero una figura alla quale sono legata sin da bambina. La invidiavo, invidiavo il segreto che si portava dentro, il suo viso pulito e bello, il velo bianco, una pastorella con il dono della visione.

Qualcuno, probabilmente, fa fatica ad associare quella figura al mio nome: la santa e la puttana, ancora una volta. Divisioni, sempre, che mortificano la creatività e la sensibilità di ciascuno, addirittura l’intelligenza.

Io non posso essere una santa, anche se è tutta una vita che mi do da fare per diventarlo. Da bambina mi travestivo da suora, perché da grande volevo diventarlo, e avevo al mio fianco S. Rita, la mia amica immaginaria, con il chiodo in fronte e tutto il resto.

Una donna che fa sesso e che lo racconta, o che racconta il sesso anche senza farlo (ma questo, per quasi tutti, non è nemmeno pensabile: se scrivi di sesso DEVI farlo e DEVI farlo così come ne hai scritto) è una puttana. Fermo restando che, come dicevo nel precedente post, puttana è un mestiere e non un modo d’essere, non ho mai capito perché l’attività più biofila che esista (quella sessuale, appunto) non possa essere associata alla santità.

Non sono un’eretica, non voglio offendere, non voglio deridere, non mi faccio beffa delle fedi altrui, quali esse siano.

Io amo Bernadette e amo S. Agata, amo S. Rita, amo Ildegarda di Bingen e non lo dico per scandalizzare né per provocare: sono figure, reali o archetipiche, alle quali sono profondamente legata pur non essendo cattolica né cristiana. Sono una persona religiosa, laddove religione significa legame fra il sé e tutte le cose. Ritengo che anche una donna che fa sesso senza vergogna e senso del peccato possa sentirsi legata tanto alle sante cattoliche quanto alle puttane di quartiere, perché in lei convivono entrambe le forme, entrambi gli archetipi, e forse mille altri più.

Eppure, questo mondo che divide e separa, riesce a concedere una possibilità per volta: la vita è una, questa, e te la tieni così com’è. Non unisce e non perdona, non considera tutte le opportunità che esistono in un’unica vita, tutte le vite che un’unica vita può vivere senza perdere il senso di sé e della propria vocazione. E allora: Bernadette non fa l’amore, Bocca di rosa non prega e se S. Agata non si è concessa a Quinziano, Nicole Minetti si concede a Berlusconi.

Ps: su facebook esistono i seguenti gruppi: INFIBULARE MELISSA P. CON IL CICATRENE; BANNIAMO MELISSA P. DALLA CIVILTA’; IL MISTERO DI MELISSA P. CHE SI DA’ CENTO COLPI DI SPAZZOLA IN FIGA (DALLA PARTE DEL MANICO); MELISSA P. CON LA VOCE DA PORCA ANCHE QUANDO PARLA CON I FANTASMI.

La violenza e il razzismo, evidentemente, non danno fastidio alle anime pie.