Il decalogo del buon animalista

Un buon animalista NON:

  • Mangia animali, di nessuna specie o razza.
  • Indossa pellicce nè indumenti di pelle (per il sadomaso potete usare il latex o la pelle sintetica)
  • Crede nella superiorità del genere umano
  • Va agli zoo nè ai circhi. Se avete figli piccoli che vogliono divertirsi portateli al parco, alle giostre, in piscina, al mare, in montagna. Portateli dove possono vedere animali LIBERI. Se proprio vogliono andare allo zoo fategli capire che tenere un essere vivente dietro una gabbia è sbagliato e disumano. (a meno che non siano pluriomicidi o stupratori o mafiosi o politici corrotti: se la sono cercata, gli animali NO)
  • Tenta di far assomigliare il suo animale domestico al figlio che non ha mai avuto. Gli animali hanno una dignità e il loro senso estetico è ben diverso dal nostro. Loro non sono peggiori o migliori di noi, ma soltanto DIVERSI.
  • Usa cosmetici testati sugli animali, e cerca di limitare al massimo il consumo di farmaci testati su animali vivisezionati.
  • Abbandona il suo animale
  • Pensa: Dio ha creato gli animali per noi, possiamo farne ciò che vogliamo. Se è per questo la Bibbia dice che la donna è stata creata dalla costola di un uomo, ma non mi pare proprio che la donna sia la continuazione dell’uomo. Se c’è un Dio, egli ha creato tutti gli esseri UGUALI e LIBERI.
  • Pensa: ma allora i cavolfiori e le zucchine? Risposta: I vegetali non hanno terminazioni nervose, non provano dolore. Gli animali e gli esseri umani sì.

1 Comment

  • - Passo.

    - Ho una splendida tuta Dainese replica Eddie Lawson del 1986, tramandatami da mio zio. 22 anni che non muore un animale per vestirmi potrei dire. La pelle è molto più resistente alle abrasioni dei sintetici. Un capo tecnico sintetico nel giro di pochi anni si sfalda e va cambiato. Le signore in pelliccia invece… mi fanno un pò pena.

    - Non è questo il punto secondo me.

    - Circhi e zoo, sono d’accordo.

    - Che pena i cagnolini infiocchettati… ma c’è di peggio dai, non è un punto che merita di stare in un decalogo, non trovi?

    - Sono d’accordo.

    - Sono d’accordo.

    - Tutti uguali e liberi, ma se ho voglia mi mangio un animale, e nella sfortunata situazione in cui mi dovessi trovare nella savannah lui mangerà me. Mi viene da citare quest’uomo che amava tanto gli animali: http://www.repubblica.it/2006/11/sezioni/spettacoli_e_cultura/grizzly-man/grizzly-man/grizzly-man.html

    A proposito del post sui toreri. Attraversavo solitario la pampa argentina in moto qualche anno fa e mi ero stufato della lingua d’asfalto. Ho svoltato e fatto una strada di campagna alternativa. Ad un certo punto in mezzo alla via mi si para una mucca enorme, ma proprio enorme. E mi guardava male, e una mucca non era. Aveva due biglie tante sotto e mi puntava. Ero solo e a 100km da qualsiasi cosa. Le fattorie lì hanno dimensioni a noi sconosciute. La mia moto era carica in modo impressionante e la ruota anteriore affondava nella sabbia facendomi perdere il controllo. Ecco, in quel momento sono stato un po’ preoccupato, ero disarmato ed impreparato ad affrontare quell’enorme bistecca! In questi casi sono impulsivo, e fin ora mi è sempre andata bene. Ho dato gas e l’ho schivato prima che si incazzasse davvero. Quando mi son rilassato un pò… guardate che faccia soddisfatta: http://www.graficoetico.it/archivio/sa00/source/7.html

    - È una questione di dolore? Oppure si tratta di etica? Ci sono metodi di uccidere in cui gli animali non soffrono affatto.

    Per me è più una questione di legami emotivi a cui siamo sensibili, noi tanto quanto gli animali. Nella nostra stalla le mucche hanno tutte un nome, i vitelli no.

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