E Lolita scoprì il perizoma – Mirella Serri su L’Espresso

Mani ovunque, mani che passeggiano sul corpo come formiche in fila ordinata. Mani disordinate che annaspano, frugano, inseguono, penetrano una dea bendata: “Ho sentito dei passi e dei sussurri. Poi due mani mi hanno abbassato i jeans, tolto il maglione accollato e il reggiseno. Sono rimasta in perizoma, autoreggenti e stivali con tacco a spillo. Mi vedevo bendata e nuda… Improvvisamente le mani sono aumentate diventando quattro. Adesso l’immagine che avevo di me era più seducente. Mi sono arresa al tocco delle loro mani. Ad abbandonarsi al tocco magico di quei polipeschi tentacoli del sesso che sono le mani di ben cinque uomini c’è una vera e propria Messalina dell’eros “Mi sono seduta sul tavolo a gambe divaricate, Roberto ha puntato la candela accesa verso il mio pube”, che si addentra nei meandri di un viaggio sfaccendato e perverso.
Ragazzina di giorno e lolitaccia di sera Melissa è la protagonista di 150 ribollenti pagine “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” (in libreria in questi giorni, Fazi Editore). Un libro che promette di diventare il primo vero caso di romanzo erotico all’italiana dopo anni di latitanza del genere, un vero caso peninsulare alla Catherine Millet (l’autrice del best seller francese “Catherine M.”, picaresco racconto delle avventure di un’orgiastica specialista in partouze), ma forse capace di suscitare echi e questioni ancora più potenti. Anche perché l’esordiente Melissa non esiste: l’autrice si nasconde dietro un nome de plume e l’anonimato che protegge i minori.
Classe 1985, nata il 3 dicembre, Melissa di Catania, dove oggi frequenta il liceo, di anni ne aveva 15, come la sua protagonista, quando ha buttato giù frasi come questa: “Ho passato la punta delle dita sulle sue labbra, massaggiandole piano piano; poi le mie dita sono entrare nella sua bocca dolcemente. Ho portato un dito alla mia rosa bagnata e l’ho inumidito con la mia rugiada, poi l’ho riportato alla cima del suo pene, rossa ed eccitata che al tocco ha vibrato leggermente nell’aria come la bandiera del comandante vincitore della battaglia”.
Il libro è arrivato alla casa editrice via e-mail travolgendo l’editor Simone Caltabellota che è partito subito per Catania per trattare con il padre e la madre dell’enfant terrible (“Sei una bella maiala” le dicono i partner spericolati degli incontri plurimi). E ci restituisce un inquietante ritratto generazionale di adolescenti benestanti, chiusi in se stessi e separati dagli ignari genitori da muri di silenzio.
L’autobiografico racconto delle accoppiate di gruppo dei festini a luci rosse è ambientato nella sessuofobica Sicilia dove circa quindici anni fa aveva fatto la sua apparizione il romanzo “scandalo” (oggi ci fa solo sorridere) “Volevo i pantaloni” dell’allora giovanissima Lara Cardella. Se il tema di Lara era la repressione sessuale, adesso il tema di Melissa sono questi cento colpi di spazzola che si dà la sera sui capelli lucidi e neri quando piange e si dispera. Melissa dice che cerca l’amore ma trova solo eros e per di più scatenato.
Vuole i sentimenti con la maiuscola, la Narcisa in sedicesimi che ha cercato, sbagliando strada, l’amore nell’universo del sesso: “ Semplicemente nessuno mi ha mai insegnato a far venire fuori quel che io tenevo dentro nascosto, celato a tutti. Era da qualche parte, bisognava scovarlo… E io l’ho cercato proiettando il mio desiderio in un universo in cui l’amore è bandito. E nessuno, dico nessuno, mi ha bloccato il passaggio dicendo: No piccola, da qui non si passa”.

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