Anatomia di una scrittrice I – GAMBE (GQ 01/10)

Gambe | Naso | Occhi | Bocca | Peli | Piedi | Minne | Mani | Culo | Schiena | Fica

 

I am a centaur.

Le femmine del Sagittario si distinguono dalle femmine degli altri segni zodiacali per l’incredibile resistenza alla quale sottopongono e di cui godono i loro arti inferiori. Il Sagittario è per l’appunto rappresentato dal centauro, animale mitologico metà uomo e metà cavallo. La parte superiore del suo corpo, dagli addominali in su, è governata dall’intelletto e dal raziocinio, prerogative naturalmente attribuibili alla condizione umana. Dal ventre in giù scompare qualsiasi riferimento umano, e rimane il cavallo. Le cosce del cavallo. Il culo del cavallo. La coda del cavallo. La forza della bestia.

Ero in viaggio. Da sola con il mio zaino in spalla in giro per l’Europa. Berlino, poi Amsterdam e Parigi. Due mesi di silenzio, di lunghe camminate solitarie, di sforzo e forza fisici che ignoravo di possedere. In quel breve spazio di libertà personale il mio corpo è cambiato e mi ha lanciato segnali chiarissimi che hanno sopraffatto l’idea che di lui mi ero fatta in tutti gli anni precedenti, da quando a un anno e mezzo ho cominciato a camminare sulle mie gambe:

dal ventre in giù sono governata dalla bestialità. Un mostro, le mie gambe corte, che bruciavano chilometri al giorno sopportando il caldo, straniere strade, che si tenevano in equilibrio su tacchi ai quali non me la sentivo di rinunciare. Sarei sicuramente stata più comoda con un paio di All Stars o indossando quelle orribili ciabatte di plastica chiamate infradito, ma era come se volessi spingere la mia resistenza fisica oltre ogni umano limite, come se la mia condizione di essere umano fosse un fardello troppo grande per la mia coscienza e volessi disfarmene, decostruirla, privilegiare ed esaltare la mia bestia interiore che in quel momento scalciava contro le mie gambe urlando a gran voce di liberarla. Superai i limiti, le mie gambe si piegarono alla nuova condizione che avevo loro imposto: divennero finalmente gambe, motore del mio corpo. Non più un suppellettile verticale sul quale il mio busto si regge. Non più qualcosa da mostrare sotto la gonna. Un mezzo, adesso, non solo funzionale al movimento, allo spostarsi da un luogo all’altro, ma un tramite, un medium, per riconciliarmi con la mia animale natura.

Lady Godiva cavalcò nuda per le strade di Coventry nel 1043 d.C. Era la moglie del conte Leofrico di Coventry, che nonostante le critiche della consorte si era rifiutato di dimezzare le tasse alla popolazione destinandola alla povertà. Lady Godiva, in un pregevole slancio umanitario, si ribellò alla tirannia del marito che per provocazione propose alla moglie che se avesse avuto il coraggio di cavalcare nuda per le strade della città le avrebbe dato ascolto. Lady Godiva cavalcò nuda per Coventry, in sella al suo cavallo, lei e lui criniera al vento. Un’unica entità. E’ la prima donna-cavallo di cui abbiamo testimonianza.

La prima donna che per ribellione ed eroismo si prende la responsabilità di salire in sella nuda e ad entrare in armonia con la sua natura animale. Contro le regole del buonsenso e del buoncostume, contro la mascolina arroganza, a favore di un ideale irrinunciabile, un valore così alto e magnifico da cancellare pudori e accogliere provocazioni e sfide.

Le gambe sono l’unico vero strumento di libertà del corpo. E di difesa. L’unico strumento di difesa. Come per le rose lo sono le spine. Le gambe ci trascinano via, correndo, dai pericoli. Le mie gambe l’hanno fatto spesso. Sono corse via quando sentivano che il luogo, il momento e le persone non erano adatti alle mie circostanze emotive. Le mie gambe vanno veloci quando sono per strada e non intendo guardare in faccia nessuno. Non sono belle le mie gambe, ma sono vere e potenti. Sono corte e per niente slanciate, tornite nella parte superiore, cuscinetti sui lati interni ed esterni, rotoli di cellulite. La caviglia è sottile, ma il polpaccio vigoroso. Non sono belle per il comune senso di bellezza. Non sono le gambe di Naomi Campbell. Lei è pantera. Io sono centauro.

– Melissa

Anatomia di una scrittrice:
Gambe | Naso | Occhi | Bocca | Peli | Piedi | Minne | Mani | Culo | Schiena | Fica

2 pensieri riguardo “Anatomia di una scrittrice I – GAMBE (GQ 01/10)

  1. Il tuo racconto mi ha impressionato, io sono un amante delle gambe e dei piedi femminili, se questo non ti disturba mi piacerebbe vedere qualche foto delle tue gambe e dei tuoi piedi! Se la risposta e’ si la mia mail e’ kingracer@msn.com

    Grazie

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