Dediche

Stamattina ho comprato un libro, Il dominio delle streghe, edito da Longanesi nel 1949. Era in mezzo ad altri in una bancarella di Piazza Mazzini.

Una dedica in prima pagina: A Renata, in uno dei giorni felici della nostra vita. Luciano.

Nel 1949 si stava ricostruendo l’Italia. La dittatura era stata vinta, il monarca cacciato. La guerra era finita. Chi era giovane a quel tempo aveva molte più possibilità di quante noi ne abbiamo ora. Sembra pazzesco, ma sono anni che tutti noi abbiamo bisogno di giorni felici. Renata e Luciano hanno probabilmente vissuto momenti di unicità che oggi, fra bugie e orrori, solo con un vigoroso esercizio riusciamo a garantirci. E forse neanche quello basta. Forse è solo davvero Plutone in Capricorno a generare mostri.


9 pensieri riguardo “Dediche

  1. MAH,NON C’ENTRA NULLA CON GLI ALTRI COMMENTI…SONO IN UN MOMENTO DELLA MIA VITA DOVE PER CASO MI SONO IMBATUTTO MELISSA. SCRIVO,DIPINGO,SOGNO…MA NON HO MAI AVUTO IL CORAGGIO DI FARE NULLA DI QUESTO SERIAMENTE! ORA MI TROVO QUESTA MELISSA CON I SUOI LIBRI CONTROVERSI,IL SUO FILM CHE NON C’ENTRA NULLA! NELLE SUE FOTO ANGELICA ,DOLCISSIMA E “SVERGOGNATA”…AVREI VOGLIA SOLO DI PARLARE CON LEI VIA MAIL: MA FIGURATI SE CIO ACCADESSE SE NON MI TROVEREI A PARLARE CON UNA SEGRETARIA CHE FINGE DI ESSERE LEI….BEH SE LA VERA “MELISSA AVESSE VOGLIA DI PARLARE CON ME LA MIA MAIL C’E’ !!!

  2. Cara Melissa, ho appena finito di leggere il tuo primo romanzo. L’ho trovato di un’onestà tenera e sconcertante. Molto autentico e vibrante e però anche meramente intuitivo, unico. Difficilmente replicabile, come da un mondo opposto. Mi è piaciuto… e io non sono di gusti facili. Brava.

  3. Più che altro, ora le scelte dell’epoca sono inquadrate in un nugolo di regole, schemi, consuetudini o prassi, mentre ciò che c’è di nuovo è confuso, vago, e di difficile emersione in questo caos. In più, ci caricano di responsabilità e dobbiamo ridare qualcosa, restituire. E’ questo il dramma, il restituire.
    Beh cmq, ma scrivi ancora per “l’altro” ?

  4. Cara Melissa, hai proprio ragione!
    Stiamo perdendo ( o abbiamo già perso, purtroppo ) il senso gioioso della proiezione della nostra mente nella direzione del futuro: la sensazione, spiacevole, di oggi, è quella di vedere un’alba in cui il sole, invece di alzarsi e rischiarare le ombre, facendo brillare i colori del mondo, sembra sprofondare dietro l’orizzonte, minacciando di non ricomparire più per lungo tempo ( al contrario di quella che vedevano quanti, forse increduli perchè vivi, lasciavano alle spalle le tenebre e la distruzione lasciate dalla guerra: per loro, la luce della vita non poteva che brillare a lungo e sempre di più).
    In questo precipitare di oggi, è proprio duro dominare l’ansia e la paura (angoscia?) del futuro: in un periodo di “pace”, dobbiamo vivere come se fossimo in guerra e sperare di poter tornare a sperare …..

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