Il concetto de “l’anti-???”: ovvero come rischiare di fare sempre figure di merda

Molti tristi gli editori che tentano di ripetere successi irripetibili. Che snocciolano cloni e anti in quantità sopra il culo di un successo che nessuno (né scrittore né editore) potranno più ripetere.

Quando il marketing da solo non serve. Quando è necessario anche un po’ di buonsenso. Intelligenza. Spirito imprenditoriale.

Quando puoi fare tutti i soldi del mondo ma cafone eri e cafone rimani.

6 pensieri riguardo “Il concetto de “l’anti-???”: ovvero come rischiare di fare sempre figure di merda

  1. Napoleone, che di guerra se ne intendeva, scrisse che quello che aveva fatto lui era impossibile e irrepetibile in circostanze storiche e politiche diverse. Rommel diceva che bisogna ogni giorno guardare il terreno invece di avere idee preconcette. Per fortuna, tu l’hai capito.

  2. secondo me anche il Papa preferirebbe far sesso e scriverlo in un diario piuttosto che entrare in uno specchio e finire negli anni Quaranta.
    ma l’Italia dice di essere fatta di puristi, e di bimbe prodigio.
    e poi, tu guarda il caso, anche in copertina a “100 colpi di spazzola” nell’edizione italiana c’era uno specchio, che non era di Beatrice ma che tutti, TUTTI, ricordano e ricorderanno.

  3. bah. a me sembra la figlia rintronata di moccia. E un cavallo assurdo su cui puntare, se si intende rifare il colpaccio.

    detto questo, a ‘sto mondo c’è posto per tutti, pare.
    ( Attribuire la cosa al caldo?)

  4. la Fazi ha un tempo di lettura dei manoscritti giunti di 12 mesi (unica casa editrice in Italia). non penso da loro faccia caldo tutto l’anno, ma diamo la colpa al caldo.

  5. Io sono d’accordo sull’irripetibilità del successo che non ha proprio senso provare a ripetere. Dalle interviste che ho visto in giro mi pare che abbiano scelto una specie rara di disadattata. Tu eri una leonessa a sedici anni, lei mi pare una bimbaminkia.
    Quello che però non apprezzo è il “cafone eri e cafone rimani”. Erano cafoni pure quando hanno pubblicato te? Mi fermo nel giudizio perché ho la sensazione che dietro quell’esternazione vi sia un passato vostro (autrice/editore) un po’ tormentato, una storia finita male forse, che a quel punto giustificherebbe le tue parole.

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