Seduti sopra la vita (sopravvivere)

Tocca riprendersi indietro la vita. Adoperare il tempo e lo spazio non per ritrovare ciò che è praticamente scomparso con l’arrivo del menarca e il primo brufolo sulla fronte, ma per trovare contentezza nonostante le paralisi di una vita adulta.

Si comincia con poco ed è un poco che conforta. Si comincia lì da dove si aveva terminato. Quando pensavamo che per diventare adulti fosse necessario rinunciare alla vita a favore di quella che è la sua illusione. Arrancando per le strade in cerca di una felicità che è solo un sogno e allo stesso tempo allontanare tutti i sogni possibili. Schizofrenie d’inizio secolo. Malattie virali e croniche.

Si parte da lì. Da quando non avevamo i cellulari e per sentire un amico non lo cercavamo su Facebook. Quando la gente aveva una pelle e non era un avatar che fa quiz di intelligenza e aggiorna gli status (sono la prima a farlo,e con grande gioia).

Le (mie) giornate sono scandite da notifiche di mail in arrivo e voraci consultazioni astrologiche. Il telefono sputa messaggi e voci annoiate oppure ansiose, pochissimo quelle felici. Sigarette fumate in fretta. Caffè che si inseguono sul ripiano liscio del tavolo. La terribile, angosciante, sensazione che durante la giornata non si è fatto assolutamente nulla di buono anche se si è riusciti a concludere un contratto. Anche se è appena stato posto l’ultimo punto nell’ultimo capitolo dell’ultimo romanzo. Anche se su Facebook hai appena incontrato (l’incontro è ormai un concetto astratto) la compagna di banco delle elementari e la cosa ti ha infilato una caccola di allegria in mezzo alle costole. La sensazione è sempre solo una: hai fatto così tante cose che non sei riuscito a viverne davvero nemmeno una. Si mischiano, le cose. Diventano un enorme mostro arancione che divora le giornate e non ti fa dormire la notte. Le cose diventano La Cosa che tende, manco poco, a divorarti la vita.

Poi ci sono i momenti assurdi. Quelli brutti davvero.

Quelli in cui ti chiama il commercialista tirandoti addosso come noccioline parole come IRPEF e ritenuta d’acconto.

Quelli in cui ti chiama la banca e ti dice che sei in rosso.

Quelli in cui a un certo punto, così, per ammazzare ciò che resta della noia, guardi la cronologia di Safari e ti accorgi che negli ultimi tre giorni hai visitato solo gli stessi tre siti aggiungendone per caso e poco solo qualcuno nuovo. Hai aggiornato la pagina di repubblica 760 volte perché a un certo punto avevi bisogno di uno scandalo pazzesco, di vedere il pisello di Lenny Kravitz paparazzato in Florida, per esempio. O semplicemente ti aspettavi di leggere in rosso e grande sulla prima pagina “Silvio Berlusconi è deceduto”. Una cosa insomma che potesse spezzare quel loop di aggiornamenti di repubblica.it e che ti portasse per le strade a festeggiare. E invece non accade nulla. Aggiorna quanto cazzo ti pare.

Bisogna dimenticare tutto ciò che ci hanno insegnato negli ultimi dieci anni. Tutto quello che ci sembrava un meraviglioso avanzamento nell’era tecnologica, adesso non è che uno strumento dittatoriale del nostro corpo e della nostra mente.

E’ la droga più potente che ci sia, la vita moderna. I sintomi di astinenza di un eroinomane sono cazzate rispetto ai sintomi di un’astinenza dalla vita moderna.

Il fatto grave è che vivi in questa società e te la bevi così com’è. Allora non è che fai il coglione della situazione e butti nel cesso l’iPhone e il MacBook. Semplicemente limiti il loro potere. Come Berlusconi: mica va ucciso. Va limitato. Allora si procede così:

– Controllare le e-mail solo due volte al giorno. La mattina e la sera. Imporsi di non poter sforare purfinanco si dovesse attendere una risposta IMPORTANTISSIMA.

– Accendere il cellulare solo un paio d’ore al giorno e dare il numero di casa solo agli amici più intimi nel caso in cui avessero bisogno di conforto e o un consiglio oppure semplicemente raccontarti una cazzata che fa ridere.

– Accendere il computer solo quando si ha l’esigenza di fare qualcosa di specifico. Una ricerca per esempio. O mettersi a scrivere. Vietatissimo accenderlo appena svegli mentre si aspetta che il caffè esca.

– Smettere di fumare.

– Limitare i caffè.

– Cancellarti da facebook.

– Accontentarti dei giornali cartacei del mattino anche se sono quelli che sono ed evitare di guardare repubblica.it o corriere.it ogni 27 secondi.

Ho parlato di te ma intendevo me.

Ho un bisogno sconcertate di adoperare la mia libertà. Con tutta quella libertà posso fare cose meravigliose: capire finalmente cosa è il credito d’imposta. Capire come fare mutui senza morirne soffocata. Per esempio.

duck-machine

16 pensieri riguardo “Seduti sopra la vita (sopravvivere)

  1. Sarà che io e Cristina siamo tornati solo da due giorni dalle vacanze in Provenza, ma non la vedo così nera, anche se pure la mia banca mi aspetta al varco. Ho imparato da tempo ad allontanarmi dagli oggetti e dalle cazzate alla moda. Tra parentesi riapro solo oggi il computer, almeno sul serio. Che dire? Ti siamo vicini, come sempre.

  2. È strabiliante di quanto siamo uguali, tutti. Forse tutti quelli di un certo tipo, lo hai scritto tu, ma l’ho pensato io, lo abbiamo fatto insieme costruendo vite diverse su un sottile filo comune. Io non credo smetterò di fare ciò che dici di smettere, sono piccole sicurezze che tengono in piedi la mia (nostra se mi permetti) vita.
    Di cui un giorno faremo a meno, così, senza badarci.
    Andrea

  3. Armati di scarponi e voglia di camminare e fai qualche escursione in montagna. Vai dove i telefoni non prendono, dove internet non arriva. Dove non succede nulla e hai tempo di guardarti attorno, in un posto dove valga la pena guardare.
    Io fra un paio di week end sarò sul Catinaccio-Rosengarten… :)

  4. Purtroppo questa epoca ci siamo beccati e questa siamo costretti a tenerci.
    Proverò a seguire la sua dieta dottoressa, ma, conoscendomi, so che se nessuno mi seguirà allora ricadrò nel circolo vizioso della dipendenza. Malheureusement. x

  5. sforzarsi per riuscirci è già una sconfitta, le “tossicodipendenze” si combattono con il piacere di abbandonare le “sostanze”.
    Obbligarsi ad astenersi non fa altro che aumentarne il desiderio nell’astinenza.
    Poi però tutto questo non vale, se si ha la fortuna di essere dotati di buon senso

  6. gentili i commentatori, sembra che ti siano vicini come lo si è ad uno che stà male… peppe dice “se posso far qualcosa”… se fossi in te gli chiederei di saltare dalla sedia e trovarsi qualcosa di meglio da fare che chiedere se può fare qualcosa, cioè fare quel qualcosa senza che sia tu a dirgli di doverlo fare. Non so se è da te che passano i commenti prima di essere pubblicati, ma all’eventuale censore chiedo espressamente censura. Il messaggio è per te. spero sia dolce come un massaggio. La scrittura se è artigianale serve alla Scommercializzazione della vita. Mi piace ciò che dici ed anche l’ingenuità che talvolta non sai di mostrare. Forse sei un pò critica nei confronti di quella pseudo-filosofia spacciata nelle università. Mi sembra di capire che vuoi fare senza le istituzioni. Bene, siamo in 2. Io sono iscritto a filosofia a Pisa ma vivo a Bruxelles (motivi di cuore e di incompatibilità ambientale con l’Italia ma anche con agrigento). scendo solo a dare esami e faccio le cose con il doppio del piacere degli ossessionati al voto (se frequenti il 30 è assicurato, ma anche un indigestione da minchiate). Ho trovato un modo che funziona abbastanza regolarmente per far sostituire al professore uno o più libri che non mi piaciono nel suo programma: gli dico che non riesco a trovare l’edizione francese e glisso silenziosamente a fine mail una o più proposte, testi che ritengo più interessanti e che ho già visto negli scaffali della biblioteca (tante volte sono già a casa, figurati). Questo e altro mi ha permesso di farmi essenzialmente i cazzi miei per tutta la durata della triennale e della specialistica in corso, il che, oltre a darmi un pezzo di carta che trovo del tutto fuori luogo, mi ha permesso di affondare i miei artigli su carni tenere, tenerissime come quella di Hume (restio ad un primo incontro… necessita tempo e contesto…) Maurice Halbwacks (vecchiotto ma geniale) Levi-Strauss, e molto alto -che molte volte è sempre il meglio- che non posso limitarmi a nominare. In sostanza ti stò chiedendo uno scambio di merendine.
    Io butto l’amo, ora vediamo se sei dei pesci.

    ps. dal 17 al 19 c’è il festival di filosofia con presenze alquanto interessanti.

    miamail imandan@hotmail.it

  7. Caro Daniele Manno,
    “la ricerca porta alla verità” diceva il buon vecchio Socrate e ti domando…hai chiesto a te stesso e a Melissa, prima di commentare, chi fossere i “gentili commentatori” e come mai avessero mostrato una tale vicinanza? Mi viene di domandarti anche: ma ti è sorto il dubbio che forse sono persone che hanno fatto parte della vita di Melissa in una qualche forma?Se ti fossi domandato prima di azzardare giudizi, da buon filosofo come sei, ti saresti risparmiato questa mia risposta.
    Che dirti..io, Marco Pasquali e Massimiliano, abbiamo fatto parte della vita di Melissa nei primi anni del suo successo editoriale, in diverse forme ed è per tale motivo che abbiamo mostrato questa vicinanza…sai com’è, tra persone che si conoscono e si vogliono bene. Riguardo alla tua modalità di consigliare, non credi forse che per tu poter consigliare qualcosa a qualcuno dovresti prima essere in sua fiducia e conoscenza? E ti domando ancora, chiedere censura del tuo messaggio al censore non è un passaggio in più rispetto al fatto che era meglio non scriverlo proprio? Per altro non mostri neppure i tratti del buon filosofo socratico..il tuo esempio mostra una “fuga” per incompatibilità ambientale, “stratagemmi” per vincere sulla vita piuttosto che affrontarla pienamente, uno scambio di “merendine” con tanto di riferimento all’ “amo” e all’ “abbocamento”…mmmmmmmh…io non comprendo dove sia la “Scommercializzazione della vita”, piuttosto leggo l’intenzione ovvia di un avvicinamento ammaliante.

    Un’ultima domanda: al festival della filosofia dal 17 al 19 ci sei anche tu, tra le “presenze alquanto interessanti”?

    I miei ossequi..

    1. Per quanto riguarda il resto mi astengo del tutto perchè non ho proprio voglia (tipo l’essermi chiesto ecc.)… ma devo ammattere che nel tuo discorso sollevi argomenti abbastanza interessanti:
      riguardo ai “tratti del buon filosofo” ad esempio, mi ritengo soddisfatto del fatto che tu possa trovarmi distante da quello socratico che trovo assolutamente deleterio. Per me, è il migliore complimento che si possa fare a qualcuno parlando di filosofia nel 2010. L’antica grecia è lontana ed è per questo si è deciso che i programmi universitari e dei licei debbano parlare di quella e di cose che anche se vicine mostrano lo stesso livello di lontananza… più lontana è, meglio è; meno effetto si ha sulle menti, più si pensa che la filosofia è quella là e che è quello il suo scopo, oggi come allora! La cosa peggiore che mi è accaduta è l’esser stato amaliato da uno come Socrate che ha invertito i valori tragici portandoci dritti dritti qui dove siamo, nonostante qualche assalto (a partire da un tale diogene).

      Anche la tematica del consigliare la trovo molto ricca e interessante.
      Non credo affatto che fiducia e conoscenza siano necessari per elargire consigli, anzi mi sa tanto che talvolta siano proprio gli “estranei” quelli capaci di fare osservazioni pertinenti perché nessun laccio emozionale li lega a dire questo invece che quest’altro.

      Inoltre la fuga e modi di fare simili sono una delle cose più importanti della vita, senza la quale il nostro livello evolutivo sarebbe ancora moooooolto ma mooooooolto scarso. Dietro la fuga infatti c’è la comprensione (che siamo così forti da fare coscientemente o meno) delle intenzioni (consapevoli o meno anche quelle) dell’ambiente che ti circonda: che manca l’aria, o che a parte la natura incontaminata puoi parlare con gli alberi che tanto gli uomini grossi come alberi quando cercherai di convincerli allora vedi che sono proprio di legno.
      Pensa che qualcuno stava scrivendo della fugaa come di un arte, e meraviglia delle meraviglie, l’ha persino lasciata incompiuta, senza aver scritto neanche una parola.

      E ancora sul fatto che il mio messaggio sia “ammaliante”. E allora ? il mio fine è uno scambio mentale, che in molti definirebbero platonico, ma che in realtà non è nient’altro che fuori discussione. A me il sesso, sempre nel 2010, sembra molto più “platonico” che la parola, come mi sembra molto più platonico portare le pizze a domicilio; io sono ammaliato di molte persone con le quali non fornico e, non ci vedo veramente nulla di male, ad ammaliare e restare ammaliati… e forse, ancor più che ammaliato io direi incantato.

      Di Socrate e platone condivido solo la menzogna necessaria, e peraltro nemmeno sugli stessi argomenti a volte; ma il concetto in se lo approvo del tutto.
      Come puoi vedere, abbiamo vedute assolutamente divergenti, ed è per questo che il messaggio era meglio censurarlo… ma credo che in realtà, proprio come dici, era meglio non scriverlo.

      Cmq sarò al festival, ma tra le presenze alquanto interessanti che prendono appunti su come fare a rendere questo mondo un posto altrettanto interessante.

  8. “la fuga, nella vita chi lo sa,
    che non sia proprio lei la quint’essenza.
    Si si di noi, si può fare senza
    dà dadadà, dadadàm dàda dàm.”

  9. Scorrendo con calma questi commenti, riconosco due vecchi amici: PePpe e Massimiliano. Il problema immagino che sia comune: non è facile aiutare una persona che di fatto è sfuggente, alla faccia dei suoi comportamenti spregiudicati. Sicuramente il libro che esce a ottobre avrà assorbito energie e anche esperienze altrimenti disseminate nei vari siti (ogni tanto scopro il testo di un’intervista che non avevo letto), ma sono mesi che c’è qualcosa di grosso che mi sfugge completamente, né la nostra amica risponde. Ma a quel punto ho l’abitudine, se una cosa non la so, di dire che non la so piuttosto che inventarmela. Comunque è importante che Melissa sappia che ha ancora amici veri: ho idea che di fregature ultimamente ne abbia ricevute tante.

  10. Hi pls can u spek in English.my Name is larry.let be friend.can i have your this is my number +23407062163116.can i have yours when u have my number just like a friend

  11. Ho sentito una tua intervista, qui, sul web. Quello che dici mi è piaciuto. A parte le sigarette, io sono un forte fumatore, (mi piace sentire che non ce l’hanno tutti con te, con chi fuma, perchè fumi) mi è piaciuto il modo come parli del sesso, di come sia qualcosa di contemplativo, molto più che una ginnastica da camera. Ho parecchi anni più dei tuoi, ma devo dire che sarei molto contento di poter condividere opinioni, modelli, speranze, con te. Su facebook (che, se mi permetti, non amo molto, perchè fanno dell’amicizia quasi un obbligo, e invece, sai che non è e non deve essere così) se cerchi Franco Cumpeta, mi trovi. Vuoi diventare mia amica? Ne sarei felice. il mio indirizzo email è franco.cumpeta at yahoo dot com, in ogni caso; altro è francocumpeta at gmail dot com. Se mi vuoi scrivere, sai dove sono. Geografico in provincia di Gorizia, nordest italia, di solito. Grazie e ciao. Franco

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