Tifiamo rivolta

Perché la rivolta è l’unica strada possibile in un Paese che contempla la democrazia solo come fatto estetico, un belletto di cui vantarsi. Ha perso il suo significato più profondo così come la parola “pace” l’ha persa quando fu indetta una “guerra perpetua per la pace” contro l’Afghanistan prima e l’Iraq dopo.

Non è la dittatura fascista, questa qui. Silvio Berlusconi non è Benito Mussolini, è Silvio Berlusconi. Rimanendo attaccati a una vecchia idea di dittatura è impossibile riconoscere la nuova, e non riconoscendo la nuova si fa il grosso errore di rispondere alla violenza perpetua dello Stato con una violenza non aggiornata.

Gli scontri del 14 dicembre si rifanno a un vecchio modello di rivolta che è stato abbondantemente assorbito dal sistema politico attuale, che sa benissimo come gestirlo, a cui sa come rispondere. Non ci si può ribellare sempre allo stesso modo in un mondo che ha sovvertito tutte le regole.

Questo non significa che la gente non debba arrabbiarsi e non debba manifestare il dramma, privato e collettivo. Bisogna però inventarsi un linguaggio sovversivo nuovo, non conosciuto dal potere, ancora intatto. D’altra parte, se la foto del ragazzo davanti ai carri armati a Tienanmen fa ancora il giro del mondo continuando a essere simbolo di protesta è perché quel ragazzo ha dato una forma diversa alla sua protesta. Compiere atti imprevedibili è l’unico modo per sconfiggere il potere. Rispondere nei modi che il potere non si aspetta è l’unica vittoria possibile. Non credo che Roberto Saviano voglia pontificare o dettare le regole di un “Galateo del Rivoltoso”. Credo che voglia semplicemente proporre un nuovo modo di protestare, di farsi sentire. Così come le rivolte non violente di Gandhi oggi non sortirebbero alcun effetto, perché già assimilate, la stessa cosa vale per le rivolte che copiano un modello valido trent’anni fa e che oggi non hanno più un senso.

La politica si è aggiornata egregiamente.

E’ il momento quindi che ogni dissidente aggiorni il suo modo di protestare.

Trasformare la rabbia in creatività e bellezza, allontanare l’odio: è questo che ci rende diversi da loro.

Tifando sempre e solo rivolta. Ridendo, però.

40 pensieri riguardo “Tifiamo rivolta

  1. Credo che tu abbia assolutamente ragione. I ragazzi di oggi, gli studenti, in effetti hanno mostrato grande prova di originalità creativa quando hanno occupato in una sola giornata diversi monumenti, coordinandosi in maniera eccellente. Il problema è che azioni di questo tipo, seppur suggestive, sono estemporanee e per bucare il muro di questo conformismo non bastano più gli slogan di una volta. Il problema è davvero quello di trovare nuove forme di lotta ma soprattutto quello di non lasciarle fagocitare dal pressapochismo dilagante.

  2. Apprezzo molto questa tua presa di posizione, cara Melissa.
    Purtroppo però non tutti hanno dalla loro le risorse (in tutti i sensi) per sublimare artisticamente la ribellione.
    E non credo sia una colpa.
    Inoltre trovo che per molti (me, per esempio) ci sia ben poco da ridere.
    Di tutto si può ridere, certo…ma penso e sento che il tempo delle risate come strumento di contrasto e opposizione (nonché esorcizzazione) debba terminare (mi sa che facciamo ancora e sempre il loro gioco -finiamola di confondere satira, quand’anche pungente, con lotta politica) in luogo di una più risoluta presa di coscienza e conseguente messa in atto di una strenua battaglia.
    Un paese che disprezza e criminalizza i giovani (quei pochi rimasti non ancora del tutto lobotomizzati dalla calcolata corrotta servile interessata disinformazione di stato), rifiutandosi regolarmente di ascoltare le loro istanze, è un paese nemmeno senza futuro, ma direi già morto.
    Politicamente è finito il tempo di ridere.
    DEVE finire.
    Altrimenti saranno ancora e sempre le risate dei dinosauri mafiosi occupanti Il Palazzo, a seppellirci.

    1. ‎”La politica si è aggiornata egregiamente”: la lotta dev’essere pertanto ancora più dura, intransigente e con niente a che spartire con lo istituzioni. Affanculo Saviano, sbirro e servo dello Stato!

      1. Bravo, mrz.
        Continuate a diffamare e isolare un faro di civiltà e alto non comune prezioso esempio di coerenza e coraggio e idealismo come Saviano : fate il gioco delle destre, del governo, della criminalità organizzata (c’è differenza ?).
        Rendete in tal modo senz’altro più agevole il compito alla camorra.

  3. Ieri ero a Tor Vergata, dove sono ricercatore precario che è prossimo alla scadenza del contratto. Stavo tenendo lezione per 9 studenti. Ad un certo punto è entrato un tizio che ci ha offerto il pranzo. Per qualche ragione, non so se convegno, workshop, o altro, la Facoltà aveva organizzato un rinfresco: gli studenti lo hanno sequestrato, dicendo che “visto che gli utlimi soldi che hanno li spendono per organizzare un catering, e visto che coi tagli del ministero l’anno prossimo gli unici soldi che avranno saranno quelli delle nostre tasse, il pranzo ce lo mangiamo noi”. Un pranzo non è niente, la “forma” della protesta (soprattutto comparata col danneggiamento della biblioteca della settimana scorsa) però è stata singolare.

  4. leggendo il post mi sono tornate in mente due citazioni che in momemnti come questi la mia ex prof d’italiano recitava sempre: “nulla di nuovo sotto il sole” (purtroppo non so di chi sia), ” sei sempre lo stesso […]uomo del mio tempo” (Da “uomo del mio tempo” di Quasimodo).

  5. Mizzica MeLissa t’ho lasciato 4 messaggi,la soddisfazione almeno di avere una mezza delucidazione o una mezza risposta senza passare a successivi interventi no eh?Forse ormai la mia è rimasta un’illusione,ma di una cosa adesso ne sto avendo la certezza,la ragazzina di 16 anni che tanto voleva dare e altrettanto ricevere non esiste più.Forse è stata sostituita da una grande mancanza di tatto,eppure nel romanzo si evinceva particolarmente proprio il tuo tatto,l’enorme sensibilità.Ma forse quello era soLo un romanzo,che non ha tenuto fede alla vita vera.Forse ci si potrebbe consolare col fatto che non sei tu a gestire iL bLog,ma gia so che non è così,e credimi è davvero stupido continuare a scriverti,dopo aver visto che continui a pubblicare interventi senza lasciare nemmeno uno straccio di risposta a chi in te ci credeva,è davvero un offesa all’intelligenza altrui.O almeno questo è ciò che io ho evinto.SoLiti casteLLi di carta distrutti dall’ingenuità,questo è quanto.Grazie comunque e buon Natale.Arrivederci.

    1. Smettila di lamentarti, Giandomenico. Non sei l’unico a cui Melissa non risponde o replica. Che dovrei dire io, allora ? Sono l’unico qui ad esempio ad averle fatto gli auguri ricordandomi del suo compleanno, eppure nessun ringraziamento ho ricevuto.
      Avrà i suoi buoni motivi, tra cui la sua rea confessa pigrizia (nonché una dose sana di legittima diffidenza).

  6. E che Berlusconi…mamma mia¡ in Italia credo con Silvio,tollerato molte cose e molti anni,La violenza non serve per niente e una misura dell’animo della gente.
    Per pronunciarsi ai tempi del voto,ha se serve.
    qui in Spagna da 1990 abbiamo Tele5,televisione rosa e terribile di il cavaliere,non se in Italia se sieri piu meglio.
    Saludos a todos,especialmente a la preciosa Melissa

  7. Concordo con Melissa. Certo, trovare modi nuovi di rivolta non è facile, ma su questa idea bisogna ingegnarsi. Tutto si gioca tra la velocità di cambio di strategia della rivolta e la velocità di metabolizzazione ed elaborazione di risposta alla stessa da parte del sistema dominante.

  8. Che banalità, Melissa.
    Non so dove i tuoi lettori vedano una presa di posizione che non sia quella, generica, di una prezzolata del gruppo Mondadori contro i tagli alla cultura e, alas, il grigiore della nostra classe dirigente. Mi sarebbe piaciuto, per una volta, sentirti parlare di cose vere, e non per i luoghi comuni che si ritrovano comodamente anche chiacchierando col parruchiere, come gli scandali sessuali, come la necessità di sconfiggere l’odio con l’amore, con la creatività.
    Ci sarebbe, in questi tempi, il dovere di prendere una posizione, a favore o contro, il dovere di avere un’idea, di avere la coscienza del mondo che ci circonda, per essere onesti verso noi stessi; una generica simpatia per la rivolta in sé, per la rivolta attraverso la fantasia non significa nulla, in termini materiali, e pare anzi mutuato dai peggiori luoghi comuni della tradizione sessantottina.
    Questo qualunquismo imbarazzante, confuso, questo sfumato senso di rabbia, è esattamente il tipo di opposizione che vorrebbe Berlusconi: impacciata, imprecisa, e, in fin dei conti, inutile. Mi amareggia che ci siano persone in questo paese che possano commettere tanto ineleganti cadute di stile e ancora essere arruffate dai giornali e chiamate artisti.

  9. Certo, è un bellissimo discorso, al quale non si può dissentire. Ma è bellissimo solo in teoria. La pratica è un’altra cosa.
    Sono anni che vado in piazza a manifestare, ne abbiamo fatti tanti di cortei pacifici, abbiamo discusso, portato delle idee, e ci siamo sforzati di portare sempre tanta allegria.
    Ma la frustrazione di non essere presi in considerazione si è fatta sempre più opprimente, nessuno ci ha mai prestato la dovuta attenzione.
    E adesso siamo stanchi, e siamo terribilmente incazzati.
    Sarebbe bello risolvere tutto con una risata, ma così non è. E, so che è brutto, ma se mi trovassi una bomba tra le mani, non esiteri ad usarla. Su una banca, su piazza affari, su palazzo Chigi…o magari su una bella villa ad Arcore…
    Forse è sbagliato, ma è l’unica via possibile. Intanto tutti i tg hanno parlato di noi, ed è una cosa che non si era mai vista…e sai, a me fa proprio piacere che l’Italia finalmente sappia che ci siamo, perché fino a al 13 dicembre sembrava quasi che gli studenti italiani non respirassero neppure.

    1. Anche io facevo manifestazioni, ma mi son sempre sembrate farlocche. Stesse persone, stesse facce, e le persone che ne erano sensibilizzate erano le stesse “già” sensibilizzate. Il problema è che dagli anni ’70 in cui c’è stata la legittimizzazione della violenza, tutto ciò che si era conquistato è stato dissipato, incluso nella paura “di cedere ai violenti”. Come se i violenti abbiano torto per il mezzo, e non per le idee. In ogni caso, quelle idee sono state zittite, son passate per spauracchi. Meglio evitare che si ripeta, per carità, tanto si sa come va a finire. Si prepara solo un altro fosco presente.

  10. Che palle ma in tutta sta baruffa di commenti nessuno si è chiesto ma MeLissa dov’è??è Lei che posta iL blog?e se è Lei perchè Non risponde mai?Uffff nessuno se lo chiedi,,,tutti pronti a dare i vostri pareri su ogni argomento senza parlare del fattore principaLe…ovvero:Ma MeLiSSA DOV’è????????????????fORSE A voi non ve ne fotte niente,ma per me una sua risposta,era davvero importante:)Per Me eh…Lo era davvero:) Comunque ci rinunciooooo è inutile scrivere ancora Pensieri chiedendomi:Ma MeLissa in tutto questo dov’è?” STOP STOP STOP STOP STOP STOOOOOOOOOP.

  11. Eppure lo so che se MeLissa avesse letto avrebbe risposto Ne sono certo MeLissaaaaaa…. perciò ho lasciato + commenti di fila perchè se è lei che legge Mi risponderà:)Per taLe motivo ho dato inizio a “La rivoLta”dei commenti in modo taLe da capire se è lei o no ad aggiornare iL bLog.Perchè se è Lei MeLissa…,queLLa che ho percepito io..la MeLissa con La M maiuscoLa risponderà.Lo soooooooooooooooo,o almeno l’avevo captato^^,quindi MeLì se mi leggi rispondimi x favore…:)ho aspettato tanto una risposta tua:( In questo mondo di poco amore,romPi il siLenzio con le tue paroLe..:)(grazie:)

    1. A Salè…di dove sia Melissa, ne parlammo già a suo tempo, noi “veterani” del blog, in un post che oramai sarà solo nella cache di Google, visto che è stato risucchiato dal restyling. La teoria più accreditata fu che, mentre noi ci ubriachiamo, lei spolvera le bottiglie.

      E non è una metafora fallica, sia chiaro.

  12. Ho letto quanto scritto da qualcuno sulla “necessità di sconfiggere l’odio con l’amore”. Queste due parolime mi riportano alla memoria quelle pronunciate da un capo di partito a proposito di partito dell’amore in contrapposizione al partito dell’odio. Mai definizione si rivelò meno azzeccata!

  13. Invochiamo così tanto la democrazia, che ci siamo dimenticati cosa sia in realtà: la dittatura della maggioranza sulla minoranza.
    Quindi come si dovrebbe agire?
    Semplice: se attaccato dall’esterno, il Sistema, si chiude a riccio?
    Allora basterebbe entrare a farne parte e smembrarlo dall’interno.
    Peccato che il lato oscuro affascini molta gente: loro, si sa, hanno pure i biscottini.
    E non sarebbe corto l’elenco dei tanti nati incendiari e morti pompieri.
    Ultima soluzione? Aspettare la notizia del colpo di stato in tv. E sono in molti a pensarla così.
    Purtroppo.

    1. pitbullo, ricordati però che il concetto di democrazia attuale non è la dittatura della maggioranza; in quel caso non ci sarebbe Costituzione che tenga. E’ magari la dittatura dell’informazione, o d’altro, ma non è più quel “tutto ciò che dice la maggioranza è diritto” della rivoluzione francese. Per fortuna.

      1. brava melissa!credo che tu dopo aver detto la tua voglia adesso sentire cosa ne pensino gli altri. il post è chiaraissimo e non capisco perchè salemme se la prenda tanto.
        Intanto Auguri di Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti!

  14. La Democrazia, come concetto è una utopia. Chi crede sia un valore positivo cerca di avvicinarsi. Non esistono sistemi perfetti. Certo, la democrazia può essere vista come una dittatura della maggioranza, ma la dittatura propriamente detta è una dittatura di una minoranza rispetto alla maggioranza, non mi sembra migliorativa. Migliorativo sarebbe affermare che la maggioranza deve tenere presente anche le esigenze della minoranza. Ad esempio, se una minoranza (sia pure consistente) del paese non condivide il DL Gelmini, perchè lo ritiene profondamente ingiusto, trovo comprensibile che possa sollevarsi fino a bloccare il paese ed esplodere in una rivolta (in qualunque forma si consideri). Nella politica, come nella meccanica razionale, il risultato è dato dalla sommatoria delle forze in gioco. Se la minoranza non esprime con forza il proprio dissenzo non mette in moto nessuna forza ed il risultato finale coincide sempre con la volontà della maggioranza.

    1. Che poi, spesso le cose le decide un’enorme massa informe che non ha appunto ancora formato un’opinione. Sui singoli casi, viene tirata qua e là da movimenti d’opinione “interessati”, finché non decide chi è maggioranza e chi minoranza, perlomeno nel caso specifico, non propriamente in correnti politiche

  15. Caro Giandomenico,ti do ragione e sai perchè?Anchio quando vidi che il mio scrittore preferito non rispondeva come un normale essere umile e umano e “PROFONDO” come lui stesso diceva di essere a ciò che avevo da dirgli,ci rimasi molto male.Ne fui delusissima.Dovevi esserti affezionato molto a Melissa scommetto soprattutto per i primi romanzi,ed è vero che ne emerge il ritratto di una ragazzina ultra sensibile,ma devi sapere che non sempre i personaggi di un romanzo corrispondono a cio che è l’autrice o l’autore.Certo Melissa se gestisce il blog personalmente avrebbe potuto risponderti,a me verrebbe naturale leggendo parole così affettuose ed in evidenza quindi facilmente visibili come le tue, che penso ti siano uscite dal cuore e dalla voglia di scriverle.E lo farei proprio perchè io ogni tanto ci penserei che qualche cretino dall’altra parte crede in me e ha qualcosa da dirmi.Ora la nostra Melissa te l’ha data la risposta,e come vedi pare non si sia soffermata molto sul senso delle tue parole.Quindi caro Salemme evinci da solo,che Melissa che credevi tu non è quella che è.O almeno quella sensibilità di cui parlavi non vi è più,si nota dallo sprecarsi enorme che t’ha dato nella risposta;)senti a me ragazzo,cambia autrice,non fa bene affezionarsi tanto a una persona che manco si conosce realmente chi sia.Si potrebbero avere brutta delusioni,come penso per te sarà deludente la sua risposta quando la leggerai,poichè penso t’aspettavi da lei chissà che.Devi essere molto sensibile,l’ho evinto dal fatto che pensavi addirittura che a gestire il blog non fosse Melissa.Io penso proprio che sia lei,altrimenti l’avrebbe detto,sempre se s’è sprecata a leggere il tutto.Le parole così belle usale con chi le merita per davvero;) p-s:auguri a Melissa per la sua nuova carriera televisiva con i soldi del cascè ora non avrà più bisogno di sforzarsi di rispondere a nessuno dei suoi calorosi fans. DAL SUO BLOG(QUANDO PUOI AVERE TUTTI I SOLDI DI QUESTO MONDO,MA CAFONE ERI E CAFONE RIMANI)MAI FRASE FU PIù IPOCRITA SCRITTA DOPO CIO CHE HO LETTO QUI,DA UNA GRAN CAFONA.

    1. Ma se ce l’avete con Melissa perchè la seguite sul suo blog????comunque la sua carriera televisiva è già finita dato che Victor Victoria l’hanno chiuso!

    2. Giorno imprecisato, di un mese imprecisato, di un anno imprecisato…ma l’ora la ricordo benissimo:erano le 00:45 spaccate.
      Era estate e faceva caldo e, nonostante ciò, lavoravo in fabbrica, all’autoclave.
      Ma il caldo, il sudore e il casino dei macchinari passavano in secondo piano, visto che ero incazzato come una iena con il ciclo. Perchè?
      Perchè nella stessa città dove vivevo e lavoravo, passava una delle mie pennaiole preferite (che ce volete fà? Stephen King è Stephen King!).Ma io non potevo incontrarla, non potevo porle domande stupide, non potevo confrontare l’immagine che avevo di lei con la realtà….insomma non potevo fare una mazza perchè avevo il turno più balordo, quello dalle 19 alle 01.Allora consegnai “L’odore del tuo respiro” alla mia amica più fidata, sperando di consolarmi almeno con una dedica.
      Quando, alle 00:45 (appunto) squilla il cellulare…”Ciao sono Melissa…”. In pratica, la Mel e i miei amici, stavano facendo aperitivo e parlando di facezie varie, in una delle piazza più belle di Italia alla faccia mia. Ed anche alla faccia del suo entourage, che premeva per essere a Rimini il prima possibile, perchè all’indomani “altro giro, altra corsa”.
      Ve la immaginate una diva algida, distante e “cafona”, parlare al telefono, anche solo per cinque minuti, con una persona mai vista e sentita? Non so voi, ma la telefonata di Pamela Anderson la sto ancora aspettando.

  16. Ottà, sono 4 anni che ho detto addio ( o arrivederci, chissà?) alle fabbriche. Ho un pub, ed è pure ora che tu venga a trovarmi. Acchiappa Luka e venite a farvi un giro…tanto mettiamo tutto sul conto di Mel.

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