Tutta colpa di Marte

Qualcuno di voi avrà seguito la polemica cominciata lo scorso mercoledì su “Il Fatto Quotidiano”, quando ho rilasciato a Luca Telese un’intervista in merito alla mia attuale condizione e ai problemi avuti con la Fazi Editore o meglio, con Elido Fazi.

Per chi se la fosse persa, qui la mia intervista, qui l’intervista-risposta di Elido Fazi e qui il commento di Luca Telese.

Sull’edizione del “Fatto” di oggi, la mia lettera di risposta a Elido Fazi:

Caro Fatto,

sarei lieta che pubblicaste questo mio scritto, dopo aver appreso su queste pagine che secondo il mio ex editore, nonché ahimè ex “suocero”, Elido Fazi, io sarei un’analfabeta. Nonostante, si intende, abbia pubblicato tre mie opere e fatto una proposta d’acquisto per altre due: un romanzo e un fumetto, entrambi poi ceduti a editori di opinione diversa dalla sua. Ho anche appreso di essere stata una perfida e luciferina creatura di sedici anni che ha realizzato il demoniaco compito di far guadagnare denari e lustri a una casa editrice prima sconosciuta ma felice, che con il mio arrivo e il mio orribile successo è andata in pezzi (parole sue). All’analfabetismo e al satanismo, si aggiungono i miei capricci: mi rifiutavo, addirittura!, di andare ospite ogni sera da Vespa, non ritenendolo abbastanza maligno per una come me, ma un semplice “cazzone”, dice Fazi nell’intervista, usando parole non mie. Gli aggettivi utilizzati nei miei confronti dal cultore di Keats e della poesia romantica, sembrano più estrapolati da un qualsiasi blog che frutto di una mente colta e raffinata, ma l’analfabeta sono io, quindi di che m’impiccio.

Mi risulta, e gli estratti conto lo testimoniano, che Fazi Editore ha smesso di pagarmi le royalties in rate nel febbraio 2009, senza addurre alcuna motivazione. Inoltre, dal 2008, non ha mai presentato i rendiconti relativi alle vendite dei miei libri, nonostante sia io che il mio ex agente sollecitassimo ripetutamente tramite lettere e e-mail (altri testimoni). Prima di rivolgermi a un avvocato, andai in casa editrice di persona a chiedere spiegazioni, e Elido Fazi mi rise in faccia davanti a tutti. Nonostante questo, lui voleva comunque pubblicare i miei successivi libri e sicuramente è stata la mia assoluta malignità a farmi desistere, di fronte all’ingenuità di un povero editore di cinquanta anni.

Sono anche grata, a voi del Fatto Quotidiano, per avermi dato una notizia tutta nuova: nella sua intervista Elido Fazi sostiene di aver ricevuto 80mila euro dall’opzione cinematografica acquistata da Francesca Neri. Bene: al tempo, io sapevo che gli euro erano 34mila. O Fazi mente adesso, o mi ha mentito nel 2003.

Non sapevo, inoltre, che il dottor Fazi, oltre che illustre uomo di lettere e di marketing, fosse anche un veggente: quando sostiene che il mio ultimo libro, “Tre”, ha venduto 6mila copie non ha alcun dato a suo sostegno, poiché il romanzo è stato distribuito in 24mila copie in libreria e grande distribuzione, e i dati delle vendite devono ancora pervenire sia a me che al mio attuale editore.

Ma lui è l’uomo di marketing e io la bugiarda, quindi di che m’impiccio.

PS: Elido Fazi rende poeticamente visibile una serie di luoghi comuni di questo tragico paese: i giovani sono tutti parassiti-viziati, i cinquanta-sessantenni tutti generosi e disinteressati; le ragazze tutte brutte, quando dicono di no; le donne tutte puttane e corruttrici, sempre. Grazie, Elido, per averci spiegato l’essenza di questo eterno romanzo italiano. Mi fai sentire felice di essere fotogenica, analfabeta e più brutta di tutte le malcapitate che ti vanti di aver posseduto.

Qualcuno parla di soap opera, e non sarò certo io a negare che effettivamente, da tutta questa storia, potrebbe essere tratto un buon soggetto per una sit-com tragicomica. E’ quindi scontato che in molti trovino la questione assolutamente inconsistente, degna di un rotocalco scandalistico e non di un quotidiano indipendente quale “Il Fatto Quotidiano”.  Oppure, forse, bisognerebbe usare a proprio vantaggio una storia come quella che ho raccontato per chiarire o conoscere tutte le storie che non si conoscono.

L’anno scorso è nato un movimento, Scrittori in causa. I fondatori sono scrittori e scrittrici ex Fazi Editore, o addirittura ancora legati alla casa editrice di Via Isonzo da un diritto di opzione che (come spiega lo stesso Elido Fazi), viene pagata “100 euro, come da prassi”, a prescindere dal numero di copie che l’autore vende o ha venduto. Scrittori in causa è la prova che ciò che dico non è frutto della mia fantasia e che, come me, molti altri scrittori hanno ricevuto medesimo trattamento dalla casa editrice “indipendente e liberale”.

Mi hanno accusato di essere bugiarda, in cerca di pubblicità oppure, aiuto!, una che la dà via facile per raggiungere i suoi scopi.

Non ho alcun problema a incassare critiche e insulti, fanno parte del mio mestiere. Mi hanno sempre divertita, come una commedia all’italiana. (Qualcuno, su questo blog, si lamenta della censura: è vero, cestino i commenti pieni di insulti, perché non ho molta voglia di essere insultata sul mio blog. Internet è grande, il mondo pure: scegliete altri luoghi per usare certi epiteti).

Molti pensano che una scrittrice che scrive libri erotici sia, nella vita, una donna fatale e sessuomane che organizza orge e incontri sessuali e che costruisce una carriera sulle proprie grazie e le proprie doti -non letterarie. E’ come pensare che uno scrittore di libri gialli passi tutto il tempo a investigare e  risolvere crimini. Chi la pensa così rivela una mentalità ristretta e una scarsissima immaginazione. Chi invece pensa che scrivere libri erotici assicuri un successo facile, è pregato di andarsi a leggere quello che ho scritto su questo blog, qualche post fa. Ma ripeto: l’erotismo, di per sé, non vende. In libreria ci sono centinaia di libri erotici, e molti non arrivano a vendere nemmeno 1000 copie.

Una cosa buffa che mi capita da quando, nel 2003, ho pubblicato il mio primo romanzo è notare quanto l’atteggiamento di chi mi demolisce senza conoscermi, cambi radicalmente nel momento in cui mi incontra, mi parla e capisce che tutto ciò che pensava in precedenza altro non era che un pregiudizio, alimentato dalla stampa o dalla propria immaginazione. Tutti, per esempio, si stupiscono di avere davanti una normale e bassa ragazza di 25 anni senza tacchi e l’ombelico coperto; quello che si aspettano è una giovane e procace cubista della provincia di Catania con molte tette e poco ingegno. L’ingegno non so se c’è, ma le tette sicuramente no. E quello che sicuramente non c’è è la voglia di scandalizzare o, peggio, di trasgredire. Certo, le polemiche mi divertono, ma solo se sono utili ad accendere dibattiti.

Mi accusano, inoltre, di essere stata fidanzata al figlio del mio ex editore per fare carriera. Io e Thomas ci siamo amati per cinque anni e abbiamo vissuto una bellissima storia d’amore, finita come tante finiscono. Quando ci siamo messi assieme, il mio primo libro era già pubblicato e avevo già firmato il contratto per il secondo libro. Stare con Thomas non significava, per me, assicurarmi un futuro. Non  ho mai scelto uomini in base al loro potere o al loro denaro, anche se oggi questo atteggiamento può essere considerato ingenuo o anacronistico (o falso, come dirà sicuramente qualcuno). Ho sempre mantenuto enorme riserbo sulla mia vita privata, e lo dimostra il fatto che Novella 2000 non si è mai occupata di me. Potreste dire che i libri che scrivo non sono certo opera di una creatura pudica, ma il pudore non c’entra niente con la discrezione e con l’esigenza di ritagliarmi uno spazio privato mio, conosciuto solo a pochi intimi.

Sia chiaro che non mi sto giustificando, non ho mai avuto nulla di cui vergognarmi. Rettifico.

Nel 2003 molti dicevano che ero una meteora. Quando hanno capito che non lo sono, hanno convenuto che era il momento di distruggermi definitivamente.

Mi ritengo una ragazza fortunata: ho avuto successo con il primo esperimento e non sento affatto l’esigenza di ripeterlo; non perché mi faccia schifo, ma perché sono assolutamente convinta che il successo è quello che ti capita per caso, senza averlo calcolato. Per molti sono una scrittrice fallita perché vendo “solo” 30.000 copie e non più 3.000.000; per molti ero fallita anche quando ne vendevo 3.000.000. Io non mi sono mai sentita fallita, né mi sento adesso: crogiolarmi su un successo passato non mi si addice, e una cosa che mi è sempre piaciuta moltissimo è inventarmi nuove possibilità, percorrere nuove strade, rinascere dalle mie stesse ceneri e non dovermi preoccupare né di quel che è stato né di quel che sarà. Non vorrei mai provare noia di me stessa, mi basta ciò che mi regala il mondo.

Aggiornamento sabato 8 gennaio: il Fazi-pensiero rilasciato a Claudio Sabelli Fioretti nel 2006: dichiarava tutto il contrario di ciò che dichiara adesso.

30 pensieri riguardo “Tutta colpa di Marte

  1. Ciao il mio nome è leila’m brasiliano e questa settimana voglio leggere il tuo libro spazzolato inserire 100 per il pernottamento e giuro che non ho mai trovato un peso così come me in ogni riga del suo libro attraverso la mia storia! Ora vi scrivo per ringraziarvi per avermi fatto capire che avevo bisogno di fare e passare attraverso quello che stavo facendo, quindi sono molto grato vi ringrazio per cambiare la mia vita baci marie leila

  2. Il tuo fazioso ex-editore dovrebbe essere un po’ più discreto: in fondo i soldi li ha fatti anche con i tuoi libri e – anche se amavi realmente Thomas, come so bene – ha in un certo senso stabilizzato la mano d’opera qualificata. In questo mi ricorda quel film di Milos Forman (Gli amori di una bionda) dove il governo cecoslovacco trasferisce in provincia un reggimento di riservisti per accasarli con le operaie tessili locali. Giuro che per questo fazioso tormentone avrei anche un titolo pronto. Quanto alla tiratura di Tre, 30.000 copie sono la tiratura normale per un romanzo in prima edizione. Casomai ho avuto l’impressione che il libro non sia stato ancora realmente promosso in modo sistematico, ma le strategie di Einaudi sono diverse da quelle di un editore piccolo e non le conosco. Come mi sfugge il motivo di un editing in alcuni punti trascurato (dettagli a richiesta, non qui). Comunque tieni duro e continua a scrivere. MARCO

  3. Ho seguito le interviste e il pezzo di Luca Telese sul sito de “Il Fatto” e ho letto qui la tua – uso il “tu” perché utilizzare un’altra forma risulterebbe soltanto una maniera melensa e non più rispettosa – lettera di risposta.

    Non so e non m’interessa se “Il Fatto” fosse opportuno o meno come contenitore della vicenda.

    Ho trovato interessante, però, la vicenda, e le interviste: mi chiedo se sia merito del taglio di Luca Telese, comunque è certo che da entrambe lievitano verso l’esterno due psicologie, due identità, due persone che con le proprie parole increspano ed evadono dal piattume della notizia sul giornale o sullo schermo.

    Soprattutto mi è piaciuta la tua intervista: ha un tono da discola “allegria di naufragi” che mette voglia di fare dispetti a qualsiasi forma di potere in tutte le sue fattispecie di governatore, professore, genitore o chi per essi.

    Credo che in Italia, più che il sesso – a furia di non doverne parlare, se ne parla quanto di calcio e politica nei bar: tanto e male, e, ormai, anche nel più bigotto degli anfratti: casa propria; al punto che comincio a sospettare che del sesso, ai più, piace la parte parlata: il dopo, cioé, non il durante – faccia scandalo il danaro: parlare di compensi, di rate, di mutui, anticipi e tasse pagate tutte, in cifre poi! è qualcosa che sconvolge più di qualsiasi amplesso a due o più per volta.
    Le dichiarazioni più ardue da fare – pure nei confessionali – secondo me restano quelle dei redditi.

    Credo che se tu riuscissi a trasmettere la stessa schiettezza con la quale rilasci interviste – o con la quale scrivi dei pezzi che reputo antologici come quelli che lessi in un blog diverso da questo e che descrivevano il tuo quartiere – nella stesura dei tuoi romanzi, otterresti risultati, non solo stilistici, certamente più alti.

    Se vuoi il mio parere, devi ancora cominciare a scrivere davvero.

    Un saluto d’incoraggiamento,
    Antonio Coda

  4. Elogiata con affettuosa simpatia e successivamente criticata, accusata di mancanze umane e difetti etici, ma assolutamente mai ho utilizzato epiteti scurrili, gratuitamente insultanti a tuo danno. E tuttavia un mio messaggio l’hai censurato. Se ti riferisci dunque a me, a proposito di osservazioni in merito alla tua fascista attitudine a censurare (la censura è sempre fascista, oltre che vile segno di limitatezza e paura e superficiale intolleranza intrisa di pregiudizio e cattiva coscienza), hai fallito bersaglio e sbagliato persona, in quanto come detto i miei messaggi sono divenuti critici in modo anche abbastanza duro, ma non grossolanamente immotivatamente scurrili né insultanti mediante turpiloquio (se poi ti senti insultata anche laddove ti si critica argomentando…significa che la tua coscienza linda non è, e/o subentra una questione di deficienze caratteriali nonché culturali e appunto umane, etiche, eccetera).

    Blandamente deluso e senza più rispetto (non lo meriti -tra l’altro ti permetti pure di paragonarmi a un rifiuto da cestinare, e vorrei capire da quale pulpito…vabbé, lassamo perde),
    Aleksej K.

  5. Ciao Melissa,
    quandò uscì 100 colpi di spazzola ero entusiasta: leggere un libro erotico, scritto da una coetanea, senza tante fisime.. è stata un’esperienza! Tanto che lo passai alle mie amiche, che di sesso non ne parlavano e quello che facevano non era libero e spensierato come una donna dovrebbe poter fare senza sentirsi “vacca”. Vivaddio!
    Poi è uscito il tuo secondo libro, e non sono riuscita ad andare oltre la decima pagina.. mi dispiace, ma de gustibus… Lì ho cominciato a farmi di te l’idea che fossi una montatella, che scrive (e pubblica) sull’onda del facile successo dato da un “libello scandaloso”. Mettici poi tutta la pessima pubblicità che hai ricevuto, il personaggio che si è creato intorno a te, e il gioco è fatto. Quando poi ho sentito una tua partecipazione al programma di radio2 (taxiqualcosa) che parlavi di carte… beh, ho pensato definitivamente che fossi un po’ una “minus habens” (detto senza cattiveria..scusa, la mia ferrea razionalità è un po’ poco elastica.. :P).
    Poi ho letto il primo post di Telese, e ho pensato fosse una delle solite interviste promozionali. Leggendola meglio però ho cominciato a vedere qualcosa dietro alla maschera che hai davanti. E così di seguito con il procedere del racconto di Telese. Mi sono ricreduta su di te, può non piacermi il tuo stile, ma non sei per niente cretina, sei una che sa il fatto suo e che non le manda a dire, cosa che mi piace e che avrei tanto voluto saper fare io, tante volte (..ma ci sto lavorando).
    Non voglio fare come il 95% dei commentatori del pezzo sul Fatto, e dare giudizi sulla tua vita, sul tuo modo di spendere, non spendere, vivere e via così. Tutti buoni a crocefiggere il prossimo (e per di più usando argomentazioni del cazzo).
    Mi limito a dirti che mi fa piacere averti scoperta diversa da come pensavo fossi. Mi piace poter cambiare idea sulle cose e le persone quando capisco che mi sto sbagliando.
    Continua a fottertene dei perbenisti, dei benpensanti, di quelli che devono a tutti i costi insegnare agli altri come si vive.

    Un abbraccio!
    Eugenia

    Ps, magari riprovo a leggere il libro che ho abbandonato, chissà che crescendo io non abbia cambiato gusti..

      1. Sinceramente questo insulto gratuito potevi evitartelo: non so chi sei, non sai chi sono. Non ho detto che chi crede nell’astrologia è un minus habens. Ho detto che ho creduto che Melissa lo fosse “un po’”, nel contesto di quello che prima pensavo di lei, e l’astrologia era solo l’ultimo e più scemo dei motivi per cui non mi piaceva.
        Ad ogni modo, complimenti per l’elasticità mentale: è segno di grande intelligenza insultare chi la pensa diversamente da te, specie senza dare ragioni e senza ascoltarne. Chi non la pensa come te è stupido, no? Complimenti..

  6. Scusa ma non potevi farti pubblicare sti libri dalla Feltrinelli? Magari erano un po più onesti, forse.. Adesso non voglio entrare nel merito della cosa però dovevi starci un pelo più attenta, è proprio incredibile, ma non mi stupisce.. Comunque leggendo il post precedente di Coda.. In Italia c è la promozione della figa un tanto al kg, in TV, sui cartelloni pubblicitari, sui siti di escort.. E la pubblicità dei preservativi? Nulla. Donne nude da tutte le parti, maschi col petto infuori.. Profumi gioielli ecc.. Reclam varie.. Ci fosse una pubblicità sui preservativi, ho qualche programma con qualche info.. Poi fa “scandalo” come questi giorni la ragazza di 13 anni rimasta incinta da un coetaneo, sbattuti poi entrambi sui giornali.. Tempo fa non c era una proposta di distribuire gratis i preservativi nelle scuole? E meglio l ora di religione o due ore di educazione sessuale? E l Aids? Non esiste più? Come si fa a non beccarsela? Si parlerà tanto di sesso ma su come praticarlo in modo sicuro e senza incidenti di percorso non se ne parla proprio per niente, che sia in tv, in famiglia o a scuola.. Al diavolo il vaticano.. E poi.. Ma c è ne di argomenti.. I brutti non lo fanno? I disabili? Il sesso è un diritto negato per alcuni? Se un disabile viene beccato con una prostituta dovrebbe rischiare la denuncia? Un disabile va all inferno se fa l amore con una prostituta? La prostituta anche perchè ha avuto pietà di un disabile? Perchè non si parla del preservativo femminile? Perchè non lo si distribuisce gratis in giro? Le ragazze sanno che esiste?
    Cara Melissa, dai battaglia. Ciao ciao.

  7. sempre, immotivatamente, (forse) inspiegabilmemte, superficialmente, io faccio il tifo per la piccola Melissa. Il mio è un tifo “estetico”, antropologico, un tifo di casta, di solidarietá umana, dettato dalla semplice sorellanza di una statura irrisoria (150 cm o poco piú), dalla comune visione del mondo dal basso, dalla condivisione della fatica tragicomica di vivere a un metro e mezzo da terra. Banale ? Riduttivo ? Provateci voi, a farvi largo nel vasto mondo da soldati verticalmente svantaggiati….Forza Melissa, sei tutte/i noi….o almeno, parafrasando Flaubert su madame Bovary, sei me…..

  8. La prima espressione che mi viene in mente nei confronti del tuo ex suocero ed editore:
    E’ un pezzo di merda.
    Saluti e buona giornata
    R.P. :-)

  9. Nel bene o nel male si capisce che sei una ragazza sensibile. (sensibile non significa per bene) ed emotiva. E prure carina. Mo’ io non lo so tra i due chi abbia ragione. Non lo voglio nemmeno sapere. Di ragazze saggittario ne ho conosciute. Mi sarebbe piaciuto conoscere anche te. Ciao

  10. Ciao Melissa…a dire il vero non ti conoscevo fino a quando una sera vedo l’intervista che ti hanno fatto le iene..sono un 40enne della provincia di Caserta felicemente sposato ma con delle idee molto simili alle tue riguardo al sesso….Non mi va di dilungarmi in questo spazio sarei veramente felice se tu mi contattassi alla mia mail che ti ho segnalato e mi piacerebbe tantissimo farmi una bella chiacchierata con te…magari se ti trovi da queste parti….ahahahaha …per adesso ti saluto e resto in attesa di un tuo contatto.bye!

  11. Sparare a zero su chi crede in quel che fa è un atto di stupidità, inutile, perchè quei proiettili rimbalzano via…
    Elido Fazi è semplicemente *disgustoso*. Non aggiungo altro, ma come scrive Melissa, chissà come mai tutti i suoi ex scrittori e le sue ex scrittrici (nonché i suoi editor) sono scappati via a gambe levate da quell’impero fasullo… I gusti sono gusti, e su questo non si discute, ma la correttezza e il rispetto sono valori fondamentali per chi scrive, per chi pubblica, e per chi legge. Buona giornata a tutti!

  12. A proposito di dell’Astrologia. So bene che Melissa crede in cose come l’astrologia e la cartomanzia. Melissa mi è molto simpatica e per quanto io tendenzialmente non creda a queste cose vedo questo suo aspetto benevolmente, come un aspetto “umanizzante” della sua personalità. Gli astronomi, a proposito dell’astrologia, affermano si tratti di pura superstizione. Io, che confesso la mia ignoranza in materia (ho studiato architettura), penso che probabilmente una qualche influenza degli astri sulle persone possa esserci, benchè non accertabile scentificamente, ma è talmente debole da risultare irrilevante, infatti pare che da un punto di vista statistico non è possibile stabilire nessuna relazione a riguardo. Più o meno lo stesso discorso vale per la cartomanzia. Mi rendo anche conto che ognuno analizza la realtà in funzione di ciò che vuole dimostrare, cioè partendo da una posizione precostituita. Personalmente, consapevole di non essere in grado di dimostrare ne l’una ne l’altra tesi, preferisco mantenere una posizione di apertura, direi “possibilista”, pur esprimendo quella che è la mia convinzione prevalente in un dato momento. Ad una falsa “certezza” preferisco una “onesta” incertezza. Elogio del pensiero debole?

  13. L’intervista a Fazi è talmente surreale che mi aspettavo una sua smentita. Tralasciando il miscuglio di banalità maschiliste, provincialismo e volgarità, emerge la figura di un editore incompetente che, in ordine casuale:
    1) ha pubblicato un libro di una che lui ritiene non sappia scrivere;
    2) si lamenta perché il libro di esordio di questa scrittrice non ha venduto i tre milioni di copie che lui millantava sulle fascette, ma “solo” due milioni;
    3) ritiene che un libro (il terzo) che vende 30.000 copie sia “andato male” (chiunque conosca il settore non può che sbellicarsi dalle risate);
    4) non sa fare le tirature (è lui che decide di stampare 250.000 copie di un libro che ne venderà 30.000… è un errore di incompetenza suo, non della scrittrice);
    5) nonostante pensi che la scrittrice non sappia scrivere e il suo terzo libro abbia venduto “solo” 30.000 copie, le offre comunque un acconto di 50.000 euro per un quarto libro;
    6) regala metà azienda a un editor che dopo poco se ne va;
    7) ritiene che l’editor a cui ha regalato metà azienda sia uno che “si eccita per tutto, purché ci sia di mezzo il sesso”;
    8) non è in grado di gestire un’azienda che, grazie alla scrittrice che non sa scrivere, ha raddoppiato il suo fatturato.

    Dopo aver appreso tutte queste cose, c’è qualcuno che farebbe gestire un’azienda a uno così?

    Cara Melissa, i più vivi apprezzamenti a te per aver cambiato casa editrice e per aver reso pubbliche queste miserie.

  14. Ciao Melissa,
    ho letto il tuo ultimo post e a ritroso anche le interviste e l’articolo di Telese. Io credo alla tua versione dei fatti, credo che in questi casi sia meglio lasciare fare agli avvocati, anche se poi, probabilmente, ti chiederanno veramente tanto. Ti puoi consolare perchè il talento non te lo può prendere nessuno, ne editori, ne avvocati. Il talento non si misura in copie vendute, ne nel numero di opere prodotte, secondo me.
    Saluti e auguri per tutto.
    Andrea

  15. Credo che tutta questa faccenda non sia altro che testimone di una sola cosa:che qui la letteratura non c’entra un bel niente, e forse non c’è mai entrata.Anzi leviamo il forse.

  16. Leggendo tutti gli articoli (quello di Luca Telese compreso), di cui dai opportunamente le coordinate, direi che qualcosa si sapeva o si era da tempo intuito. I dettagli sono però surreali ed è bene ascoltare tutte e due le campane prima di scrivere un commento. E il mio è – se vogliamo – molto tecnico: grottesco a parte, sono evidenti i limiti delle aziende familiari, struttura portante della società italiana, ma troppo deboli in caso di imprevisti. In questo caso c’è stata una crisi di crescita: come se uno spedizioniere ottenesse un grosso appalto di fornitura e scoprisse di avere solo un furgoncino Ape per le consegne. Se poi pubblico e privato si mischiano pure a letto, può uscirne un dramma. Ma vista la caratura di alcuni attori, diventa una farsa,

  17. Quel tale* ha stampato 250000 copie di un panphlet contro Ruini?!?
    Si lamenta del fatto che il suddetto pamphlet abbia venduto soltanto 30000 copie? (Ci sono editori che vanno di sciampagna per 30000 copie di un romanzo, lui chiama fallimento vendere 30000 copie di un saggio?!?
    Il tuo successo ha distrutto la sua casa editrice?!?

    Quest’uomo si dà la zappa sui piedi come pochi. E con quale entusiasmo tafazziano.
    Vien voglia di leggerti. Complimenti per la scrittura luciferina :D

  18. Qualcuno ha già scritto “Non me ne frega un cazzo” senza aver letto una singola riga di questo post dopo essere capitato su questo blog semplicemente digitando la parola “creampie” su google?

    Ah, ciao.

  19. Fai bene Melissa. Non so dove sta la verità, ma ho la sensazione che l’ago punti un po’ più dalla tua. Conosco un poco l’ambiente editoriale e so che i rendiconti sono frutto di grandi giochi di prestigio. Lui dice che tre milioni sono troppi e che sulle fascette ci si scrivono cifre tanto per, e va bene. Ma due milioni li ammette. Tu hai firmato un contratto, immagino, dove c’è scritta pure una percentuale sulle vendite. Facciamo finta sia il 10%, il libro costava nove euro se non erro. L’hai avuto un milione e ottocentomila euro? Mi par di capire dal racconto dei tuoi stipendi, di no. E lui? Li ha avuti gli incassi dovuti alle vendite? Mi par di capire di sì. E allora, dove non arrivano gli avvocati, è giusto che arrivi lo sputtanamento in pubblica piazza, arte che non può arrestare nessuno. Per questo dico che fai bene.

    E a tutti quelli che intervengono dicendo che la faccenda non interessa dico che non solo interessa, ma DEVE interessare. E’ una truffa. Poi non vadano in giro a lamentarsi che il loro datore di lavoro paga uno stipendio su cinque.

  20. Questa tua vicenda è pazzesca: dovresti scriverci un romanzo. Così tutti i “critici” finalmente potrebbero dire una cosa originale: è autobiografico!!! Senza macerarsi in dubbi come con i 100 colpi. La vera pornografia è il linciaggio cui sei sottoposta per il fatto di essere scrittrice, donna giovane e bella. Triade potente, che fa sbroccare di invidia gli intellettuali soli nelle loro torri d’avorio.
    Brava!

    p.s. mi piace il tuo modo di vestire bon ton deliziosamente retrò.

    p.p.s.non mi piacciono i tarocchi e l’astrologia. E’ roba vecchia, superata. La vera magia a parer mio risiede nella capacità di creare. E noi donne ce l’abbiamo nel sangue. Ma è solo un’opinione personale :)
    Ciao!

    1. E’ ‘roba’ antica, perciò da rispettare e magari studiare.
      Conoscere almeno un po’, prima di sparlare e straparlare con ‘cicapiana’ superficialità.
      E’ scienza nel senso Antico, dunque inscindibile dall’Arte, insuperabile stando al tuo concetto e accezione di ‘superabile’.
      Il tempo, la vita, il mondo, la storia presunta piccola e/o grande non sono un retto darwiniano cartesiano percorso lineare.

      1. bello l’aggettivo cicapiano! Non lo conoscevo. Non volevo essere irrispettosa di saperi antichi, ma è più forte di me, anche nel tempo in cui me ne occupavo, non riuscivo a lasciarmi coinvolgere. Forse sì sono troppo leggera, superficiale, cicapiana…del resto il mondo è bello perchè è vario (antica saggezza contadina). Scusa Indian, ma non sono fatta per i commenti seri. Me ne torno nel gorgo del web
        Ciao ;)

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