Cartelli coltelli

Al Palasharp di Milano ieri qualcuno ha messo ben in vista, senza vergogna alcuna, un cartello terrificante. Forse chi l’ha scritto si è addirittura considerato geniale e suoi complici le migliaia di persone che stavano lì con lui e non gliel’hanno dato in testa, il cartello.

C’era scritto:

NO Papi
NO Party
NO Puttane

NO Papi: Tempo fa confessai il mio imbarazzo circa il nomignolo cui le arcorine sono solite chiamare Silvio Berlusconi, Papi, appunto. Imbarazzo che nasce dalla mia abitudine, radicata sin dai tempi dei primissimi balbettii infantili, di chiamare mio padre papi invece che papà. Non per vezzo, ma comodità. Papà, con quella a finale accentata, diventa una parola lunga e noiosa. Chiamarlo diventa faticoso, da una stanza all’altra: Papàaaa. Papi, invece, è secco e onesto e si ferma prima. Papi, e lui arriva. Quando mio padre mi telefona e io rispondo, magari sono in treno o a una riunione, dico “ciao papi” e mi si gela il sangue. Tutti si girano e mi guardano: eccone un’altra, pensano. Invece no: papi è mio padre, sul serio.

NO Party: sono d’accordo. Chiamiamole feste o orge. Party è una parola che non ci appartiene, è kitsch e brutta come la manicure alla francese. Feste. Oppure orge. Ammucchiate quando ci si sente particolarmente allegri e selvaggi. Eliminato il ribrezzo per la parola, resta lo stupore: perché “no party”? E’ così sconcertante dare feste, organizzarle, parteciparvi? Perché No Party? Uomo col cartello, spiegamelo.

NO Puttane: il terzo punto del cartello è quello più sconcio, disgustoso e orribile. C’è ancora chi, evidentemente, divide il mondo in sante e troie, femmine che stanno in casa a cucinare e stirare le camicie ai mariti e femmine in minigonna che diffondono senza pudore alcuno le proprie grazie. Per qualcuno la crasi non è mai avvenuta: il popolo femminile è diviso in due e le prime a compiere la divisione sono, ahimè, le stesse donne. Immemori (o forse tuttora insoddisfatte) delle inutili e controproducenti divisioni delle prime battaglie femministe, ancora si dividono, ancora separano. Puttana è una donna che lavora con il proprio corpo, una sex worker. Troia è una sensazione che tutte noi donne proviamo, compiacendocene. Molte di noi non lo ammettono per vergogna, ma durante un atto sessuale, o dopo un osceno scambio di occhiate, ci sentiamo tutte troie. Anche molti uomini si sentono troia, ma loro sono assai meno disposti a confessarlo. Sentirsi troia significa sentirsi bella e a posto col proprio corpo. Significa sentirsi viva, piena e appagata. E allora non capisco, continuo ostinatamente a non capire, perché l’uomo col cartello invita l’Italia a liberarsi dalle puttane. E’ come se io, che detesto gli allevamenti di bovini, chiedessi di eliminare il mestiere del macellaio.

Le ragazze di Berlusconi non sono semplici puttane, come tante se ne vedono per la strade (sempre meno, in realtà, visto che le ordinanze comunali stanno bonificando intere aree prima riservate alle prostitute); le ragazze di Berlusconi agiscono come da sempre agiscono le donne sottomesse, schiave di una cultura maschile e maschilista: si concedono senza piacere in cambio di una lavatrice o di una pelliccia, di un appartamento o, cosa meschina perché di mezzo ci sono i soldi dei contribuenti, di una poltrona in Parlamento. Se condannate loro, siete costretti a condannare tutte quelle donne a cui concedete regali e favori solo perché “ve l’hanno data”.

Qualcuno inoltre dimentica che le puttane non sempre scelgono di fare il mestiere, ma spesso vengono costrette, vittime del racket, schiave di un sistema con gli occhi bendati. Quel NO Puttane, quindi, è un NO contro queste creature, sole ed emarginate, cui né lo Stato né tu, uomo col cartello, prestate minimo aiuto e che anzi condannate come feccia e fango.

Ti ricordo, uomo col cartello, che da vent’anni Silvio Berlusconi e le sue truppe si schierano contro le prostitute, lanciando DDL e promuovendo campagne anti-puttana come vuole il Vaticano. Sono stati Berlusconi e i suoi a proporci il modello della sacra famiglia e adesso, uomo col cartello, tu fai lo stesso.

Tu sei lo stesso.

25 pensieri riguardo “Cartelli coltelli

  1. Sono d’accordo sulla obiezione di Melissa a “no puttane”. Tutto il mio rispetto per coloro che esercitano “onestamente” e volontariamente la professione. Quelle di Berlusconi sono certo un po diverse dalle semplici prostitute. Anche io sono tra quelli che vorrebbero mandare Berlusconi a casa, non perchè organizza orge ma per quanto fa ed ha fatto in altri campi. I contestatori di Berlusconi mostrano spesso di essere dei bacchettoni degni dei clerico-fascisti.

    1. ma si, bravo! magari assumiamole all ASL poi mettiamo un bel ticket alla voce “rapporto completo” oppure “fellatio”….etc etc…mi immagino una signora che accompagna il figlio timido a svezzarsi con una professionista della locale ASL, di massima fiducia e comprovata serieà! :)

  2. Coincidenze:
    Papi, Party, Puttane.
    Tre P
    Melissa P. – Tre
    Dammi Tre Parole:
    Sole (papi), Cuore (party), Amore (puttane)
    E un no alla vita???

  3. Mah… la trovo un’analisi un po’ superficiale e decontestualizzata. Tu ti soffermi solo sul mero significato delle parole, ma senza analizzare, per l’appunto, il contesto.

    Papi: il termine non l’ha coniato il tizio del cartello, ma come ben sai è lo stesso nano che purtroppo ama farsi chiamare così. Comprendo bene l’imbarazzo che provi quando al telefono dici “papi”. E’ la stessa vergogna che provavo io quando ai mondiali dicevo “forza italia”. La colpa non è dell’uomo del cartello, ma di colui che se n’è appropriato ingiustamente: lo psiconanofallico. Prendiamocela con lui.

    Party: in questo caso la tua critica la trovo una pignoleria. Dubito che all’uomo col cartello non piacciano le feste (nel caso de gustibus, chi se ne frega), ma è ovvio che sia rivolto ai festini del nano, che invece di preoccuparsi dei problemi dell’Italia se ne sta tranquillo tranquillo a scopare con delle minorenni a casa sua (facesse solo questo poi… oltre ad essere pedofilo è anche un mafioso corruttore magna soldi, ma noi italiani ci scandalizziamo solo per le stronzate e non per le cose serie). Insomma, mi pare ovvio che nessuno sia contro le feste in generale…

    Puttane: il termine è sicuramente volgare e dispregiativo per definizione. Ma anche in questo caso ci si riferisce esclusivamente alle ragazze che hanno partecipato alle feste del nano, non alle prostitute in generale (l’avrei comunque evitato, su questo son d’accordo). Mi pare ovvio. Inoltre io quelle di strade le chiamo prostitute, non puttane. Il termine puttana si usa per offendere e sinceramente chi chiama puttane quelle che realmente lavorano in strada è solo un coglione fallocerebrale e come tale andrebbe trattato.
    Per quanto concerne poi l’analisi che fai sulle donne e sul concetto donna oggetto e maschilismo, mi trovo abbastanza d’accordo. Soprattutto sul fatto che sono le donne molto spesso a fare la divisione tra sante e troie, come affermi. Ed ‘ è un vero peccato, perchè fin quando non sarà la donna in primis ad aver rispetto di se stessa, la lotta sarà sempre più in salita.

    Per ultimo, sbagli quando usi il termine troia (che per definizione è sempre volgare e dispregiativo). Ci si sente troia dopo un atto sessuale o dopo uno scambio d’occhiate? “Sentirsi troia significa sentirsi bella e a posto col proprio corpo”?
    Hai fatto tutto un discorso sull’uso improprio di certi termini e poi utilizzi un termine volgare per definire impropriamente delle azioni o stati d’animo?
    Una donna che prova appagamento dopo il sesso, che si sente viva e piena non è troia. E’ normale. E’ bello. E’ fantastico. E’ giusto. Ed è così che dovrebbe essere, sia per le donne che per gli uomini. Senza etichetta alcuna.

    1. Concordo in pieno. Aggiungerei inoltre, per ribattere alla frase che le ragazze di Berlusconi “agiscono come da sempre agiscono le donne sottomesse, schiave di una cultura maschile e maschilista” che loro stesse, così agendo, di certo non fanno nulla per migliorare la situazione.
      Il no puttane è riferito alle donne che per ottenere successo, soldi e carriera la danno a un ultrasettantenne che potrebbe essere il nonno. Un minimo di dignità, suvvia.

      Ah e “sono stati Berlusconi e i suoi a proporci il modello della sacra famiglia”: ma davvero? E lui che lo propone (tra l’altro non credo che nessuna forza politica voglia distruggere la famiglia, quella vera), lo rispetta anche? Quante famiglie ha? Ma per favore. D’altronde si sa, predica bene e razzola male.

      1. Uh… dal momento che le cose si fanno in due, l’ultrasettantenne può essere considerato una vittima? Io e il mio cane abbiamo dei dubbi, quando si vorrebbe che la “dignità” sia esclusiva responsabilità di chi la da, ma non di chi la prende.

  4. bendati si..e fa male,oltre che sgomento,tutta questa menefreghistica cecità e ulteriori ipocrisie disarmanti
    da parte di chi predica così”bene” ma in realtà razzola molto male e peggio.
    Come dici tu, molte prostitute che si vedono per annunci o per la strada,sono obbligate e costrette da uno spietato racket di altrettanto spietati magnaccia che si approfittano e servono di queste più o meno giovani donne che non avrebbero voluto mai entrare in certi orribili giri ed inferni.
    Ma vorrebbero invece molto spesso essere aiutate ad uscirne ma,più che insultarle o scoparsele avanti,in parecchi se ne sbattono di questo grave fatto e situazione dove queste donne e ragazze devono continuamente cedersi e darsi a cani e porci contro la loro reale volontà e dignità.e piacere.
    Se si aggiunge che molte di queste ragazze sono ancor perlopiù delle bambine il tutto fa ancora più schifo.
    E qui mi chiedo se esiste ancora il concetto della pura eccitazione sessuale nel sentir l’altro/a godere.
    Certi asini determinati cartelli dovrebbero attaccarseli su per il culo ma con scritto sopra:non c è bisogno di altri coglioni grazie.
    Riguardo chi l’ha messo saranno i soliti ignoti e anonimi che magari di giorno cercano di offrire ricariche cuoricini e viaggi alle ragazzine immacolate per le chat e il sabato sera da bere o passaggi a quelle non auto munite e sperdute sotto casa loro.
    Ovviamente il tutto molto umanamente e galantemente solo per assaporare un pò di figa.
    E porto sempre più una vaga teoria che per ogni “buon uomo” frustrato ogni scusa è buona per chiamar una donna puttana.
    Provo astio ma anche grande pena..

  5. non credo assolutamente che una donna che si sente appagata carnalmente si senta troia di conseguenza, ma dove sta scritto? le donne sono cosi? tutte?
    provo a semplificare:
    1-la donna, è quella che se la gode con il suo uomo o con chi gli va di scopare.
    2-la troia è quella che la darebbe anche al padreterno con o senza paga pur di avere il propio godimento, quindi si comporta in modo egoistico per la propia vanità.
    Questo dice il buon senso se non sbaglio ;)
    A questo punto, sei ancora convinta che le donne si sentano tutte troie quando si sentono appagate?

    1. la troia è quella che la darebbe anche al padreterno con o senza paga pur di avere il propio godimento, quindi si comporta in modo egoistico per la propia vanità.

      Non condivido perchè classificarla troia e non semplicemente libera e libertina.

      1. ma perchè classificarle. ognuno della propria vita fa quello che vuole no?! è questione di scelte. ogni donna dovrebbe pensare e riflettere sulle proprio non su quelle delle altre. ogni donna a una storia che l’ha portata a quello che agisce nel presente. ogni persona risponde a se stessa, e paga o gioisce della decisione che prende e delle conseguenze. detesto classificare una persona. è riduttivo infilare la complessità di un essere umano in una parola. % lettere non possono fare una donna buona cattiva che sia.

      2. ma perchè classificarle. ognuno della propria vita fa quello che vuole no?! è questione di scelte. ogni donna dovrebbe pensare e riflettere sulle proprio non su quelle delle altre. ogni donna a una storia che l’ha portata a quello che agisce nel presente. ogni persona risponde a se stessa, e paga o gioisce della decisione che prende e delle conseguenze. detesto classificare una persona. è riduttivo infilare la complessità di un essere umano in una parola. 5 lettere non possono fare una donna buona cattiva che sia.

      3. perchè la donna libera o libertina a differenza della troia non è mossa dalla vanità ma dal desiderio, non cerca principalmente il propio godimento come la troia, gode nel vedere godere tanto quanto gode del propio piacere….certo però su un foglio di carta le differenze tra una donna e una troia possono essere molto piu evidenti di quanto nel reale può accadere, per questo penso che in fin dei conti siano cose molto personali e sempre opinabili.
        Se ad esempio qualcuno mi dicesse qualcosa del genere a me, non me la sentirei di criticarlo, se lui in quel momento mi vede cosi….cavoli suoi.
        E se mi accorgessi di avere a che fare con una troia la manderei a quel paese ma senza farne una tragedia, mi piace avere un contatto con le persone in particolare con le “troie” (non parlo solo di donne o solo di sesso)

  6. L’immagine che passano di Melissa P. i vari media è completamente diversa da quella che sto scoprendo giorno dopo giorno, leggendoti ogni mattina in ufficio, sorseggiando il primo caffé della giornata. E’ una Melissa che mi piace molto, niente a che vedere con quello che dice la gente in giro senza poi, in realtà, sapere niente, ma come sempre, convinta dell’esatto contrario. Sono capitata in questo blog quasi per caso e no, giuro che è vero, non si tratta della classica scusa usata in questi, ci sono capitata per caso, ma adesso è un piacere passare qui a leggerti.

    Viviana

  7. Intervento interessante come sempre, Melissa. Mi trovo però d’accordo con M.L. quando scrive:”Una donna che prova appagamento dopo il sesso, che si sente viva e piena non è troia. E’ normale. E’ bello. E’ fantastico. E’ giusto. Ed è così che dovrebbe essere, sia per le donne che per gli uomini. Senza etichetta alcuna.”
    Una donna che esclusivamente per soldi va con un uomo che la ripugna (perchè è questa la cosa triste del prostituirsi) credo faccia molta fatica a sentirsi appagata e a sentirsi viva e piena.

  8. Se non fosse il primo ministro sarebbe pure un eroe dei tempi moderni. Il problema è che quando ambisci a guidare un paese devi essere un modello, per chi ti ha votato e per chi non lo ha fatto……e un modello di questo tipo riesce a tirar fuori la femminista anche ad una troia come me.
    Il cartello è stupido, ma la puzza di pesce viene dalla testa.
    Silvia

  9. Moralismi.

    Di certo trovo irritante il fatto che Il premier ha sempre cercato di dare di se l’immagine di un marito e padre esemplare per cui il valore della famiglia è uno dei pilastri fondamentali della sua vita quando in realtà agiva ben diversamente. L’irritazione cresce pensando alle posizioni proibizioniste del suo governo: no alla legalizzazione delle droghe leggere, al riconoscimento legale delle coppie di fatto e delle unioni omosessuali, alla criminalizzazione della prostituzione nelle strade, ecc. Ovvio che le posizioni del suo governo mirano ad ottenere il sostegno della chiesa cattolica. Poco importa alla chiesa il suo reale stile di vita. D’altra parte anche la classe clericale spesso predica bene ma razzola male. Io non sono un moralista, sono per la libertà sessuale, anche quella di prostituirsi, ma mi piace quando viene dichiarata e non esercitata di nascosto.

  10. La volta che incontrai Berlusconi.

    (Quando lavoravo in una delle sue aziende, prima che entrasse in politica).
    Disse una battuta delle sue:
    Fece i complimenti a tutti per il lavoro svolto ed in particolare alle donne, perchè le donne, disse, oltre che lavorare di giorno, lavorano anche di notte. Le donne presenti non apprezzarono. Adesso, a distanza di anni, comprendo meglio la sua battuta. E’ il frutto della sua esperienza personale.

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