Discriminatevi!

Prendo il 3 a viale Manzoni diretta a Trastevere.  Salgo, timbro il biglietto, guardo fuori.

Davanti a me due tunisini, giacca di jeans, un taglio sulla guancia, qualche dente rotto.

Quando uno dei due vede salire i controllori, timbra di fretta il suo biglietto tirando un sospiro di sollievo.

Il controllore se ne accorge, si avvicina all’uomo e, senza guardarlo in faccia gli chiede biglietto e documento.

Il tunisino gli porge il biglietto appena obliterato e non tira fuori nessun documento.

Il controllore dice “Ti ho visto che l’hai appena timbrato, ti devo fare la multa”.

Il tunisino rimane in silenzio, guarda per terra. Non tira fuori alcun documento. E’ evidente che ne è sprovvisto.

Il controllore insiste. Comincia a diventare aggressivo. Il tunisino tace.

Intervengo dicendo al controllore che “Forse il signore ha dimenticato il documento a casa”, giusto per non pronunciare la parola “clandestino”.

“E te de che t’impicci?” fa il controllore evidentemente disturbato.

“Dico che lei ha ragione, il signore ha obliterato il biglietto tardi, però l’ha fatto. E non ha il documento. Non lo capisce?”

Gli occhi del controllore si riempiono di sangue. Ha trent’anni, forse meno. Dice: “A te nun te devo da’ spiegazioni. Io a questo gli faccio la multa e basta”.

Il tono è sempre più minaccioso. Prima per il tunisino, poi per me, che mi sono impicciata.

“Ma davvero non capisce la situazione?” dico ad alta voce.

Si avvicina l’altro controllore, dà una mano al collega. Cominciano a insultarmi entrambi. Se la prendono con il mio rossetto rosso e con i miei grandi occhiali da sole. Mi chiamano “Fichetta del cazzo… vai, vai da papà”, mi dicono. “Pagala tu la multa se te senti tanto paladina”, urlano. Il tunisino mi guarda imbarazzato, scuote la testa. Il mio vicino di posto, con la ventiquattrore nera stretta al petto dice “Dovresti starti zitta. Hai torto e loro ragione. Quello ha sbagliato”. Poi il tunisino estrae un codice fiscale che, evidentemente, non è suo. Il controllore lo prende in mano, lancia un’ultima occhiata al tunisino, poi a me, dice che è per gente come me se l’Italia va a rotoli e  continua con gli insulti fino a che non scende dall’autobus.

Tutti guardano e ascoltano, tutti in silenzio.  Mi sono messa a guardare il Tevere, la rabbia sotto le unghie.

Ieri la deputata PD Anna Paola Concia e la sua compagna Ricarda sono state insultate in pieno centro da uno sconosciuto che gli ha urlato “Lesbiche di merda!”. Le due innamorate camminavano mano nella mano. I passanti, invece che prendersela con il molestatore, hanno cominciato anche loro a insultare Anna Paola e Ricarda.

Ora io capisco che c’è la crisi, che l’ordine mondiale è cambiato, che gli operai lavorano tanto e guadagnano poco, che gli insegnanti sono mortificati, che i cittadini sono delusi, che il PD si rimbocca le maniche e il PDL si rimbocca le coperte ma: è ancora possibile sopravvivere in mezzo a questa disumanizzazione? Dovremmo tutti rifugiarci negli eremi? Dovremmo forse tutti alzare la testa e sfidare, ogni giorno, il mondo che ci assale e ci deturpa? E se, per caso, fossimo tutti molto stanchi?

Celebrate la Pasqua, o pii cristiani, aprite le uova, tagliate a fette la colomba, massacrate gli agnelli. Prendete a calci il prossimo prima di entrare in chiesa a celebrare la resurrezione di Vostro Signore Gesù.

27 pensieri riguardo “Discriminatevi!

  1. brava, anzi io avrei fatto di più l’avrei invitati tutti a casa tua a piazza vittorio, e ne avrei fatto un ricovero per rifugiati tunisini, ma a quanto sembra pare che quell’appartamento sia in vendita a parecchie centinaia di migliaia di euro, e questi euro non andranno certo a comprare biglietti atac per tutti….
    il cuore tenero spesso rimane sull’uscio di casa, dentro casa nostra siamo tutti uguali nonostante qualcuno voglia sembrare più uguale degli altri…

    1. E perchè non apri tu un ricovero? Occuparsi dei rifugiati deve o dovrebbe essere compito dello Stato, non della bontà dei singoli. Comunque chi, come Melissa, non rimane indifferente davanti ad un sopruso, per quanto piccolo sia, fa già molto di più rispetto alla gran parte di noi, me compreso.

      1. io non faccio predicozzi al popolo “razzista”, quindi sono chiaramente un egoista, lo sono e lo dico.
        qua invece si dispensa bontà in cialde la cui unica importanza è quella di farlo sapere…

  2. 1) Aveva ragione Massimo D’Azeglio …
    2) poche cose sono di più stupide del mettere una divisa qualunque ad un “populista” ignorante
    3) un populista ignorante (accezione peggiorativa dei termini) in divisa equivale ad un’arma carica in mano ad uno squilibrato
    4) consiglio a molti un giro ad Ellis Island a New York

  3. comprendo il tuo interesse per uno che magari non sapeva parlare l italiano ma la situazione non cambia per quel tunisino, con o senza documento era in multa, se aveva lasciato il documento e i soldi a casa avrebbero chiamato una pattuglia per identificarlo e poi multarlo, io penso.

  4. è il Paese della paura del diverso, dell’estraneo, dell’immigrato che è sempre clandestino e quindi criminale. Paura esasperata da chi al potere si fa paladino della “legalità”.
    E’ il Paese dell’ipocrisia, dei due pesi e due misure, di chi si ricorda di far rispettare le regole in maniera puntigliosa solo ai più deboli e giustifica le più grandi porcate ai potenti.
    La rabbia è forte, “sotto le unghie”, cresce perché avverto che le urla razziste, gli insulti e l’ostentazione dell’ignoranza più becera coprono ormai la voce stanca di chi si ribella.

  5. Melissa, sono episodi di “fascismo quotidiano” a cui molti italiani sembrano assuefatti, ma non tu e questo ti fa onore. Ti ammiro.
    Ti consiglio anch’io di fare un reclamo se puoi..magari servirà a poco, ma almeno ti sarai fatta sentire.
    Poi tra l’altro se il biglietto era timbrato regolarmente anche se all’ultimo minuto, perchè fare la multa? forse sbaglio, ma credo che quel controllore abbia abusato del suo potere oltre ad essere un gran maleducato.

    1. vale sempre l opinione del controllore che piaccia o no, a meno che non ci siano dei testimoni pronti a dire che lui il biglietto l aveva già obliterato senza aspettare di vedere i controllori…

  6. domani mattina vado alla feltrinelli mi metto un libro di melissa in tasca e se all’uscita, prima di varcare la soglia, mi fermano lo pago, altrimenti vado via senza pagarlo.
    melissa, in quel caso facessero tutti questo tentativo ti brucerebbe o penseresti “beh è periodo di crisi, è giusto…”
    poi si potrebbe andare a casa di tutti gli “antifscisti” nei pensieri e non nei fatti, e rubargli gli i-phone e rivenderli, ed usare il ricavato per comprare mangiare ai barboni alla stazione.
    secondo voi gli antifascisti si incazzano se robin hood gli ruba il cellulare per fare del bene?
    quanta ipocrisia vestita male da un falso buonismo…

  7. Quanto hai ragione Melissa…e se noti questo tipo di atteggiamenti razzistidiscriminatori sono padroni delle popolazioni dell’occidente viziato e sprecone che ha paura di perdere il suo superfluo quotididiano, cosi detto “benessere”….in altre parti del mondo come l’oriente certe cose non succedono e c’è più solidarietà.
    Mondo cieco!!

  8. stessa scena però a Bologna, un anno fa. Mi incattivisco sul bus pensando che le regole vengono fatte rispettare solo ai poveracci. E mi indigno coi controllori perchè non si ribellano per i loro bassi salari, i turni da troppe ore, il lavoro precario. Ma in uno stato incivile e corrotto in cui la maggioranza della popolazione è schiacciata da un ricatto ignobile, la cosa importante è timbrare il bigliettino del bus. Siamo in piena guerra dei poveri.

  9. Mettiamoci un po’ d’accordo… solitamente si grida all’orrore dell’italietta che non rispetta le regole più elementari, oddiooo la mancanza di legalità, e ora la frittata si rigira. Capisco che la reazione dei controllori sarà stata anche eccessiva, ma per uno che sta lavorando e agendo secondo il regolamento, essere molestato da una persona che si impiccia e che vorrebbe insegnargli il suo lavoro, a torto, potrebbe essere alquanto fastidioso. I furbacchioni non hanno sesso, razza, religione, classe sociale, quindi no nvedo perché sia necessario il pietismo.
    Radical choccante.

    1. la legalità nelle democrazie degne di questo nome va fatta rispettare partendo dai “piani alti” della società non da quelli bassi. Una legalità che vale solo per i poveri e gli emarginati non è legalità, è un’altra forma di oppressione dei forti sui deboli.
      Non è per buttarla sempre in politica e parlar sempre di Berlusca, ma fare gli ultralegalitari un immigrato che ha timbrato il biglietto del tram in ritardo (ma comunque l’ha timbrato) quando abbiamo il governo che abbiamo mi pare insensato prima ancora che una prepotenza.

  10. Riguardo all’episodio che hai raccontato, capisco che ti volevi fare paladina dei più deboli, ma, forse, quel tunisino tanto debole non era! Era evidente che stava cercando di fregare il controllore, non obliterando il biglietto! Poi magari il tentativo non si è compiuto per ovvie ragioni…Non so se alla base di quell’atteggiamento da parte del controllore ci fosse del razzismo, ma credo che avrebbe fatto la stessa cosa anche con un italiano! Il fatto è che ci sono troppi furbi in giro e condivido ciò che dice Alfon: ci sono delle regole e vanno rispettate. Altrimenti a che serve la legge? Poi non lamentiamoci se le cose vanno male in Italia! Riguardo all’altro episodio, invece, cioè quello delle due donne che si tenevano per mano davanti a tutti, beh, non ci sono parole. Viviamo in una società bigotta e retrograda, omofoba e mascherata da un finto perbenismo. In tutto ciò Dio non c’entra niente: sono gli pseudo-cristiani o quelli che si professano tali che hanno una visione sbagliata della religione cattolica. Buona Pasqua, Melissa

  11. c’est la vie.. o meglio così è se vi pare..
    alla fine io ho trovato illuminante il libro di Stella, Negri Froci Giudei & co. L’eterna guerra contro l’altro

    in qualunque maniera ci si voglia difendere il razzismo è una malattia strisciante e dilagante, spesso nelle azioni, molto più spesso nei pensieri. E’ da combattere certo, cominciando da se stessi..

  12. non capisco cosa c’entra la religione….visto che si è partiti da un’episodio,e si è arrivati al razzismo,vi racconto un fatto accaduto a me.eravamo un gruppo di amici ragazzi e ragazze,si sono avvicinati una decina di ragazzi stranieri e a nostra insaputa hanno palpeggiato le ragazze,che spaventate sono corse al bar,mentre uscivamo per chiarire la situazione abbiamo incontrato un gruppo di benpensanti come alcuni di voi,che subito ci hanno apostrofato come razzisti.queste cose succedono un po troppo spesso,se uno è straniero ha sempre ragione,adesso che l’ho capito ho deciso di non intervenire se di mezzo c’è un’italiano,anche se stessero importunando una ragazza.anzi se un’italiano importuna un’araba intervengo.poi saresti intervenuta se al posto dei ragazzi stranieri ci fossero stati due furbetti italiani??tanto non rispondi,comunque ho detto la mia

  13. Un episodio molto simile è successo a mia sorella.
    Torna a casa in lacrime perché due carabinieri in autobus han preso un extracomunitario senza biglietto. Loro davano ginocchiate al signore e ripetevano “allora? caccia il biglietto” e lui ovviamente testa abbassata e subiva. Lei si è alzata e ha detto “il signore evidentemente non ha il biglietto, è inutile che continuate” e la loro risposta è stata molto simile a quella data a te…alchè lei ha dato il suo biglietto al signore e ha gli ha detto di lasciarlo in pace ora. Risultato: i due han iniziato ad insultarla, dicendole di essere perbenista ecc ecc…tutto davanti agli altri passeggeri muti.
    Tutto nella stessa città.
    Viva l’Italia! La città del sole, del mare, dell’omertà e dell’indifferenza!

  14. Trovo alcuni dei commenti al post davvero ridicoli.
    In Italia l’intolleranza dilaga, è giusto dirlo ed è giusto indignarsi.
    Per denunciare lo schifo che vediamo in giro non è necessario essere un missionario, aprire un ricovero o dare tutto quello che si guadagna alle associazioni umanitarie.
    Ma per piacere.
    In questo assurdo paese non esiste integrazione di nessun tipo.E
    mi chiedo anche per quanto ancora si dovrà aver paura di amare qualcuno dello stesso sesso, ho vissuto personalmente episodi di discriminazione.
    Francesca

  15. La prossima volta che mi fanno una multa sull’autobus mi rifiuterò di tirar fuori il documento e chiamerò Melissa per farmi difendere.

    Il perbenismo di certa gente raggiunge le vette del sublime.

  16. Signorina Melissa, questo è in assoluto il testo più ipocrita, buonista e ridicolo che abbia mai letto.
    Ammesso e non concesso sia tratto da un episodio di vita reale, con vittimismo e qualche parola compassionevole cerca di far passare un banale atto di scortesia come un esempio di razzismo. Ma vuole sapere una cosa divertente: Chiunque viene beccato con il biglietto non timbrato riceve uno shampoo. Che poi sia una reazione eccessiva da parte dei controllori e che la multa è un pò troppo elevata sono daccordo, ma è un’ altro discorso.
    Poi l’ argomento passa sulla mancanza dei documenti del tunisino: chiedere i documenti ad uno straniero ( o a chiunque ) è una cosa NORMALISSIMA, soprattuto se ci si trova in una situazione un pò spinosa, non ha nulla a che vedere con il razzismo. E ora arriviamo alla scena più divertente: la reazione della folla manzoniana che personifica il male del genere umano!
    Ma non le è mai venuto in mente che è gente semplicimente Esausta di vedere delle borghesucce viziate atteggiarsi come paladine della giustizia basandosi solo su ciò che vogliono vedere ( intendo dire: ke ne sa se il tunisino aveva effettivamente dimenticato i documenti, o effettivamente, non era in regla, o ancora peggio, in fuga dalla giustizia?).
    Infine, non so attraverso quale analogia, arriva a parlare dell’ Omofobia.
    Ma cosa centra???
    Ah si!
    Centra che, appartengono, a suo parere, alla categoria di “eterne vittime”.
    Ma non si rende conto che associando i suoi protetti esclusivamente a questo concetto li denigra, li indebolisce, li rende sotto esseri umani?
    Mi diverte come quando si proclama ” tollerante” nei confronti del diverso, si riferisca esclusivamente a diversità ben selezionate, mentre a quelle che vanno contro al suo pensiero… beh…. basta leggere il suo “in nome dell’ amore” per vedere che trattamento riserva loro.

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