Mia carissima ragazza

Poniamo il caso tu sia una ragazza single. Poniamo.

Ipotizziamo che ti piaccia uno e che a un certo punto lui ti chieda di uscire. Attenzione: lui ti chiede di uscire. 

Pensiamo tu sia contenta che lui te lo chieda, illudiamoci che l’appuntamento possa avere un felice epilogo (anche il primo, sì).

Immaginiamo che lui ti chieda di uscire alle 9, per esempio. Diciamo che vuole portarti al cinema. Oppure ti chiede di salire in macchina e lui guida fino in Piemonte, ti fa vedere le Alpi, poi ti riporta a casa (con felice epilogo).

Se il programma è questo, allora hai l’accortezza di rendere il felice epilogo molto più felice, sai che sulle gambe hai la foresta amazzonica e quindi poni rimedio armata di rasoio e massima attenzione. Non compi l’azione sbadatamente, né di fretta, perché sei una che ci tiene alla ritualità. Riempi la vasca. Accendi le candele. Metti della musica. Spegni le luci. Se sei particolarmente ispirata metti delle sostanze magiche dentro l’acqua, se hai dei fiori in giro per casa stacchi i petali e li butti dentro, nel grimorio delle streghe questo viene chiamato Rito di Venere. 

Compi dunque il sacro rito. Le streghe non sono certo delle sprovvedute e il rito funziona così bene che quasi quasi ti pare brutto dividerti con qualcun altro, ma alla fine pensi che non puoi dargli buca proprio adesso, che se no quello ci rimane male.

E succede, molto più di quanto si pensi, che invece è lui a darti buca. Ogni tanto senza avvertire. Ogni tanto avvertendo, infilando tragiche scuse una dietro l’altra. Oppure ti dice facciamo domani, che stasera sono distrutto. (Si parla al singolare per fare prima, ma immagina tanti lui che si comportano alla stessa maniera, tanti cloni con occhi e capelli diversi ma con un unico scopo: attirarti a sé con l’assenza, nell’antico e noioso gioco cacciatore/preda).

Tu a quel punto hai le gambe liscissime e i petali del rito di Venere ancora attaccati a una spalla. Tutti quegli oli e quei profumi, tutta quella cera di candele rovinata per terra.

Le prime volte ti scoraggi. Con le gambe lisce te ne vai a letto, apri un libro e lo leggi distrattamente, ti addormenti alle 22, senza nemmeno cenare. Le prime volte. 

Le altre volte dovrai essere premunita, dimenticare le regole che ti hanno insegnato, cercare di stare con un piede dentro la buona educazione e con uno dentro la strafottenza più assoluta. Sono in gioco la tua autostima, il tuo amore, i tuoi felici epiloghi.

Le regole sono 5, sono collaudate e quindi funzionano:

  1. Non depilarti MAI di pomeriggio, in vista dell’appuntamento. Se lui ti chiama e ti chiede di uscire, tu sii felice e rispondi di sì, ma non prendere alcuna iniziativa finché non hai la certezza che lui si presenti davvero.
  2. Se lui si è presentato, fallo accomodare in salotto, fagli ascoltare un disco introvabile, dagli la prima edizione di un libro rarissimo, fagli conoscere i tuoi animali domestici e chiedigli di aspettarti mentre tu vai un attimo in bagno. Vai in bagno, depilati. Non preoccuparti del tempo che passa, lui aspetta, sta ascoltando un disco bellissimo e facendo conoscenza col pesce rosso.
  3. Pensa a un’alternativa. Sii spregiudicata. Accetta l’invito, ma proponi un altro appuntamento, per la stessa sera, a un altro uomo che ti piace (se sei single non devi sentirti in colpa se ti piacciono più uomini contemporaneamente, sei libera e fai ciò che vuoi). Nessuno dovrà mai venire a conoscenza della tua malvagità, perché è davvero una cosa molto brutta questa che ti sto consigliando, ma ripeto: è in gioco la tua felicità, per quanto passeggera. Se il primo uomo non si presenta, sei sicura che la serata andrà comunque a buon fine e la depilazione ha avuto un senso. Se il primo uomo si presenta dovrai dare buca al secondo uomo che a quel punto si rivelerà, nei giorni successivi, un corteggiatore perfetto (è la regola, banalissima e fastidiosa, ma è pura scienza).
  4. Non c’è alcun motivo per cui tu debba continuare a frequentare o anche solo a pensare l’uomo che ti ha dato buca. Ti ha fatto depilare invano, non merita altre attenzioni. Se ti chiede di vedervi per il giorno dopo perché lui è distrutto, ricordati che dovrai ancora depilarti, perché il giorno dopo hai quella specie di barbetta spinosa che è peggio dei peli lunghi. E siccome non vuoi perdere altro tempo, digli che il giorno dopo hai da fare, la depilazione l’hai fatta oggi mica puoi farla tutti i giorni.
  5. Se le prime quattro regole non ti hanno convinto e decidi di rimanere a casa, con le gambe depilate e la pelle cosparsa di oli, usa creativamente il tempo che pensavi di passare in compagnia. Non deprimerti, non pensare di essere un’assoluta bellezza sprecata sulle lenzuola del tuo letto solitario. Non pensare a vendette né ritorsioni di alcun tipo, il karma è un congegno perfetto e tu sii sempre regale, stai sopra le cose, regna orgogliosa sulla tua vita e non farti controllare da uno che ti ha dato buca. Amati da sola, innamorati profondamente di te stessa, sii sincera, perfetta e totale nella tua pelle, con le tue ossa.

43 pensieri riguardo “Mia carissima ragazza

  1. ma se il disco fosse ritenuto insopportabile e il libro (al 90% di baricco) un DAC*? Io non me ne andrei, ma dopo una ventina di minuti mi innervosirei compromettendo irrimediabilmente la serata, che potrebbe andare male. Ovvero, pagheremmo entrambi ingiustamente un torto che ti ha fatto qualcun altro prima che ci conoscessimo….

    *dito ar culo

    1. Paco, temo tu invece debba aspettare. Lo so che voi ragazzi moderni siete allergici ai tempi lunghi. Ma i tempi lunghi sono una benedizione per l’amore. Leggiti il libro, fosse anche Baricco, e sii paziente. E soprattutto falla stare serena.

    1. e ti credo, segretidipulcinella. Una così fa paura perché sa cosa fare. A voi di solito piacciono quelle sprovviste di bussole e mappe.

      1. dici? e da quando una persona che sa cosa fare ha bisogno di avere un canovaccio da seguire con tutte le cose da fare in base alle varianti che si presentano? una che sa cosa fare non si lascia certamente scalfire la sua autostima da un “mi spiace, stasera sono stanco”. Piuttosto mi sembra il ritratto dell’insicurezza…
        E poi, chissa cosa pensereste del tuo post ma a parti invertite… :)

  2. Cara Melissa,

    mentre leggevo, mi venivano in mente gli sguardi bassi di alcune ragazze, la loro chiusura fin dal momento che protendono la mano per presentarsi, la diffidenza se non la rabbia di fronte a gesti di cavalleria. Non sempre ma diverse volte mi è capitato di essere fulminato o semplicemente ignorato da una donna a seguito di un gesto galante, sentito, autentico, vero. Deluso, quasi con rabbia mi chiedo il perché, ma poi capisco.
    Eccoli là, tutti in fila, i nuovi dongiovanni dell’ultimo ventennio, figli dell’era dell’immagine, tronfi del più idiota narcisismo che si possa immaginare. Pronti a vedere se la “tipa” ci sta e se ci sta, bene avanti con la prossima; ansiosi di avere una conferma della loro artificiale bellezza, da cambiare se non va.
    A causa di questi “neonarcisi” osservo molti sguardi bassi, diffidenti e li comprendo.

  3. Sono così abituata a fare le cose prima di tutto per me stessa che cerco sempre (probabilmente sbagliando) il piacere personale….e il rito della depilazione lo è!!!…non si presenta? e va bene, avrò passato un’oretta rilassante ;)

  4. Bè, io mi depilo una doccia sì e una no a prescindere. Basta non prendere appuntamenti in mezzo alle docce (cosa tra l’altro da escludere perché coi capelli sporchi non si va nemmeno al Despar a fare la spesa). Bel pezzo!

  5. “Amati da sola, innamorati profondamente di te stessa, sii sincera, perfetta e totale nella tua pelle, con le tue ossa.”….cominciando a depilarti per te stessa, e non solo in vista di un appuntamento.
    P.s.:Mel, ma tu non eri contraria alla depilazione?

  6. Troppe fisime per un paio di gambe depilate, perdonami. Se un uomo ha bisogno di subire tali torture senza ammetterlo, senza ammettere la necessità di darsi alle discipline BDSM, allora ha qualche nodo da sciogliere.
    Non può essere un buon partito.
    Perché deve essere tutto così complicato? Il retropensiero è la rovina dei rapporti. Davvero.
    Se posso, un consiglio: Swingers del 1996, è una commedia, quindi rimane sul leggero ma affronta il tema dall’altro punto di vista.

  7. ciao:
    ho visto questo articolo nella pagina principale di wordpress,il titolo mi ha incuriosito,quindi ho cliccato. Articolo interessante,un po’ specchio dei nostri tempi; la ricerca della felicita’ in cose fugaci,fuga dal dolore e dalla solitudine (o isolamento),insicurezza latente,sempre in cerca di gratificazioni esterne. La felicita’ non deriva da vittorie esterne,ma da vittorie interne a noi stessi. Non si puo’ basare la propria felicita’ solo sui rapporti che si hanno con le altre persone; la bellezza e la felicita’,sono in primo luogo,dentro di noi,e poi sperse in tutto il mondo.
    Da questo articolo,ne traggo solo due impressioni: 1 una grande insicurezza 2 una grande solitudine.
    Ma e’ tutto frutto di questa societa’ tecnocratica,in cui l’immagine e i mezzi di informazione ed interconnesione sono tutto. Non mi stupisco che la maggior parte di persone stia morendo di solitudine.
    Con rispetto
    Jvan

  8. UUUUUUh quante volte ahahahahah
    UUUUUh mamma mia quant’è vero
    Però l’ultima volta non mi sono depilata e non gliel’ho data,la nostra meravigliosa storia di sesso è finita così,con una mia grassa e pelosa risata

    Comunque sto constatando che il bidonista è un modello direi quasi seriale,ne capita almeno uno nella vita di tutte le donne,la cosa carina è che di solito poi vieni a sapere che esce con una che lo bidona :D

  9. Ma c’è solo il pesce rosso a casa? Magari con un gatto non mi annoio. Poi non avrai mica un solo libro a casa, no? La prima edizione di baricco te la lascio e mi prendo il Calvino o il Buzzati sulla mnsola, grazie.

    1. Mio caro Vince, non parlavo del mio caso. Io ho tre gatti e odio i pesci rossi, e non mi sembra di aver parlato di Baricco. Leggere prima di commentare non fa male.

  10. Ma perchè dev’essere così complicato?
    I rapporti amorosi non devono per forza di cose rispecchiare la società attuale ed i suoi canoni; le persone si piacciono, si corteggiano, si amano e fanno “le zozzerie” dalla notte dei tempi; salviamo almeno gli istinti primordiali dall’inquinamento economico che pervade il mondo.
    Non lasciamo che anche l’Amore ed il sesso siano contaminati dalle speculazioni dei potenti; non vorrei ritrovarmi a dire qualche sera “non preoccuparti amore, non è colpa tua se non mi sale lo spread, dev’essere lo stress” o sentirmi dire da Standard & Poors che le mie prestazoni amorose sono state declassate al livello DDD—.

  11. :-) Leggo il tuo post e rido, pensando all’altra sera, in cui sono uscita con un ragazzo che mi piaceva molto, ma ci conoscevamo poco ed era la prima volta che uscivamo ed io avevo deciso di non depilarmi con il rasoio ed in vista di una ceretta, avevo lasciato il tutto incolto anche perchè non pensavo che avesse un epilogo di un certo tipo la prima sera. Per cui, fuori perfetta: profumata, truccata, vestita bene, sexy, bellina, impeccabile e sotto invece… :-D Poi però ci ha colti una passione irrefrenabile ed è finita in un certo modo, facevo la ritrosa a causa della depilazione mancata (ma senza dire il motivo ed apparendo pudica oltremodo), poi l’ho confessato, ma per lui non è stato un problema e diciamo non è andato a cercare il pelo nell’uovo…! Per la prossima volta, ceretta brasiliana integrale, giuro! Eh, gli uomini, se sapessero i segreti più pratici e banali delle donne avrebbero risposte a molte domande insolute!

  12. Però non si parla mai della depilazione maschile dei genitali… Vorrei sfatare questo tabù. Io uso la forbicetta, dopo aver steso un foglio di giornale nel bidè. Cerco di fare un lavoro accurato, ma sotto i testicoli e fino al buco del culo resta ancora una faccenda complessa… Dopo raduno i peli e li chiudo nella pagina del giornale – quasi sempre è Repubblica. Butto tutto nel cestino. Mi do una lavata generale. Quella stessa forbicina che uso per tale operazione, a volte la utilizzo per i peli del naso subito dopo. Sto cercando di invertire le operazioni, ma sono un uomo.

  13. Se a te ci tiene, mia cara ragazza, non si preoccuperò se non c’è la liscezza di Venere, ma avrà paura della tua superficialità quando gli chiederai di aspettarti ascoltando un disco, intuendo il perchè di tale richiesta. Se a te ci tiene, può parlare con te e il disco lo potete ascoltare insieme, e poi quando apprezzerà la tua profondità, non ti richiederà di essere una velina…

  14. eheheh, in un certo senso c’è una (sia pur vaga) analogia con la barba: mai farsi la barba troppo presto, per evitare l’effetto Homer, né subito prima di uscire, per evitare la giugulare.

    In ogni caso è verissimo che la pazienza è un’arte molto sottovalutate e assai poco praticata, però va anche alimentata bene, poveri fiori…

  15. Amo questo scritto e spesso vengo a rileggerlo.Oggi ho letto anche i commenti e sono rimasta un po’ stranita. Ci vedo solo io molta leggerezza, desiderio di giocare, provocare in modo intelligente?
    Non vedo solitudine in una donna che scrive: “regna orgogliosa sulla tua vita e non farti controllare da uno che ti ha dato buca. Amati da sola, innamorati profondamente di te stessa, sii sincera, perfetta e totale nella tua pelle, con le tue ossa.”
    Anzi.. ci vedo molto amore di sé, rispetto e capacità di apprezzare la propria compagnia. Poi il fatto che prima si parli di uomini che danno buca e depilazione ecc.. non significa che viva in vece di una compagnia serale e con la depilazione impeccabile. Ma che avete capito?
    La depilazione, il bagno rituale, come l’abito o il trucco sono il momento in cui la donna prende consapevolezza del suo potere ammaliatore e prova piacere in questa “preparazione all’approccio seduttivo”. Melissa sottolinea questo aspetto delle ragazze nel suo scritto, ma da qui a pensare che si viva in vece degli appuntamenti ne passa. Poi sul fatto di suggerire di organizzare due appuntamenti, non ci vedo insicurezza o patologia. In passato quando ero single, mi è capitato di uscire con 3 uomini nello stesso giorno, era S.Valentino e io volevo passarlo un po’ con ciascuno. Avrei potuto stare anche sola e non mi sarei sentita persa. Tra le due opzioni ho optato per tre “felici epiloghi” diversi. Non c’era la necessità di farlo, c’era il piacere di farlo. Il suo post è chiarissimo ed è gioioso come è giusto che venga percepito e vissuto il sesso.

  16. ….a parte il fatto che una ceretta o un silkepil taglierebbero alla radice (letteralmente…!) il problema, per cui la metà dell’articolo resterebbe una sega mentale di una ristretta minoranza di donne che continua a usare il rasoio (e comunque ammetto che anch’io ero sicura si stesse parlando della figa….sulle gambe in genere non si arriva mai ad avere una “foresta amazzonica”….)
    ….comunque ciò che mi sconvolge di questo articolo è la sua assoluta incoerenza e distanza dalla seconda parte (Mia carissima ragazza #2): da un lato la vanità superficiale che si nasconde dietro cumuli di maschere ma che si autocondanna alla solitudine interiore, dall’atro la capacità, non sempre facile nè scontata, di mostrare se stesse senza veli e senza filtri comunicativi per trovare un piano di incontro reale e sincero.
    bhè, per fortuna le donne sono un universo pieno di mille sfaccettature, ma se fossi uomo uscirei certamente con la tipa che al messaggio mi risponde con la telefonata e manderei a cagare la fighetta che sparisce solo perchè l’ho fatta depilare inutilmente.

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