I titoli sono importanti

-Ho letto il tuo libro-

-Ah, grazie! E quale?-

-Melissa P.-

-Ma non ho scritto nessun libro che si chiama Melissa P.-

-Come no? Il primo-

Il film tratto dal mio primo libro ha generato parecchia confusione. Purtroppo, non avendo avuto alcun potere decisionale, non ho potuto impedire ai produttori di intitolare il film con il mio nome (d’arte). Anzi, la questione mi ha causato parecchio imbarazzo e fastidio. Il loro proposito era suggerire che fosse una biografia della mia vita (vedi anche sottotitolo: Conosci la mia vera storia), ma di fatto il film non racconta né la storia del mio libro né tantomeno la storia della mia vita.

Io non ho mai scritto un libro intitolato “Melissa P.” né mai potrei perché Melissa P. è il nome che uso per firmare i miei lavori: romanzi, saggi, articoli. La foto sopra chiarirà le idee, spero una volta per tutte. La faccenda, inoltre, si fa più complicata quando vi riferite agli altri libri, perché li chiamate tutti “Melissa P.” e allora non capisco davvero a quale vi state riferendo. I titoli, in ordine cronologico, sono:

Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire, romanzo

L’odore del tuo respiro, romanzo

In nome dell’amore, saggio

Tre, romanzo

Vertigine, graphic novel

In Italia si chiama amore, saggio

Grazie per la viva attenzione.

8 pensieri riguardo “I titoli sono importanti

  1. Ciao Melissa,
    Non ho letto alcuno dei tuoi libri ma ricordo bene il clamore (probabilmente voluto) che accompagno’ l’uscita di “cento colpi di spazzola prima di andare a dormire”. Probabilmente si trattava di condurre a notorietà il nome di una brava ma (allora) sconosciuta scrittrice e l’effetto e’ stato quello di una eccessiva identificazione…Sarai per sempre Melissa P. ed ogni tuo prodotto avrà quel titolo. No, dai, scherzo e mi ripropongo di leggere quanto prima qualcuna delle tue produzioni letterarie.
    In bocca al lupo per tutto.
    Paolo

  2. vedi la loro confusione penso sia dovuta al fatto che in fondo abbiamo più visto il film che guardato il libro (qualcuno lo chiama leggere). Il film è una banale storia d’amore adolescenziale il libro il viaggio di una fanciulla che diventa donna. Guardare in un libro significa impossessarsene quindi quello che tu hai scritto dopo averlo letto è mio, questo significa che probabilmente la mia visione di ciò che hai scritto non ti piacerà. Chi se ne frega è insindacabilmente il mio punto di vista. Per questo ricordo il titolo il profumo che emana un po meno la copertina, ancora meno chi l’ha scritto, non essendo per me fondamentale.
    Baci e abbracci da un tuo lettore.

  3. A essere sincero, pensavo che fossi stata tu, all’uscita di 100 colpi di spazzola, ad aver lasciato intendere che si trattasse di un testo vagamente autobiografico… presumo di essere in errore, forse per colpa di quel film, o magari per come i tg rimbalzavano la notizia di quello che, allora, fu un vero caso editoriale – che ti invidio! ;)

  4. Sì. E’ vero. I titoli sono importanti. Ed i titolisti delle pellicole che lavorano in Italia, a volte hanno le idee molto poco chiare. Un esempio su tutti: “Eternal Sunshine of the Spotless Mind” tradotto con “Se mi lasci ti cancello”.
    Nel tuo caso la questione è stata decisamente diversa, ma il caos si ingenera facilmente, qui da noi.
    Per quanto sono bravi i doppiatori (la presa diretta in Italia rasenta – a mio avviso – la pietà, altra cosa è il sonoro originale in America, per esempio), tanto sono penosi i titolisti.
    Il film tratto dai “Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire” non l’ho visto. Ma certo che se il sottotitolo era proprio “Conosci la mia vera storia”, davvero non ho parole. Hai ragione.
    Una delle parti più belle (del romanzo) è quella dell’anziana sulla via Etnea con il gatto rosso in braccio.
    Con l’occasione, chiedo all’autrice: ma ristampe de “In nome dell’amore” e “L’odore del tuo respiro”, magari in ebook, non sono ancora previste? Mi vinni gana di leggirli…

  5. grazie per victor cavallo, stalker in particolare che mica lo conoscevo. neanche a te ti conosco ma capita che mi arrivino i tuoi aggiornamenti e in questo panopticon che non capisco e mi sa anche che me ne esco ti ringrazio un’altra volta per l’opportunità di un sorriso e di un pensiero, a volte mio malgrado un ricordo, a partire da cazzate…che mica è scontato! Pavel Petrovic

  6. Ho letto il tuo libro, il primo, quando è uscito.
    Ancora oggi lo ricordo benissimo. Ho guardato (non tutto, non ce l’ho fatta) il film che ne hanno tratto, qualche sera fa su una rete mediaset.
    Poi ho spento la tv, mi stava togliendo il sapore che quelle pagine mi avevano lasciato e stava cancellando le immagini che io avevo costruito guidata dalle tue parole in quei luoghi che conosco e che ancora oggi vivo.
    Tutti i film che ho visto dopo averne letto i libri da cui li tirano fuori…mi hanno deluso.
    Il libro è un’ interazione con i tuoi sensi. Tutti.
    Saluta i gatti. Miao.

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