Momenti di trascurabile felicità – Una vita normale

Mi piace uscire presto la mattina e fare tutte quelle cose che mi proiettano in una vita diversa: bevo il caffè al bar facendo credere a baristi e clienti che sono in ritardo in ufficio. Ho l’aria affaccendata, controllo continuamente l’orologio, sbuffo, non tolgo gli occhiali da sole. Poi attraverso di gran fretta i portici, vado alla posta a pagare i bollettini. Prendo il mio numero, mi siedo accanto alle pensionate imitando, con gesto spontaneo, il loro modo di sedere, con le caviglie incrociate che sfiorano appena il pavimento, le mani sul grembo con i palmi rivolti verso l’alto. Esco dalla posta, macino alcuni metri di strada, entro al Tutto1000  e scelgo detersivi facendo credere di avere dei figli, compro il Napisan per disinfettare le tutine e i bavaglini. Chiedo al commesso se secondo lui il Viakal è tossico per un bambino di 3 anni. Esco, ho una grande busta in mano, ho fatto una gran spesa per tutta la famiglia.  Vado dal Ferramenta facendo credere di avere un marito molto abile che con spatole e martelli sistema la nostra casa. Mi faccio tagliare sei metri di cerata per coprire i panni sullo stenditoio. La cacca dei piccioni potrebbe uccidere tutta la famiglia. Attraverso la piazza con la gran busta che penzola da un polso, il grande rotolo di cerata nell’altra mano, compro un mazzo di fiori come Mrs Dalloway, contratto sul prezzo: i ranuncoli a 7 euro sono un furto. Mi dia anche l’erba gatta, per favore.

Prima di aprire il portone del palazzo mi fermo in edicola, compro La Stampa, la Repubblica, il Corriere della Sera e Astra, facendo credere che una volta a casa farò un’ abbondante colazione leggendo avidamente i giornali e invece salterò tutte le pagine di economia, sport, qualche articolo di politica interna. Nella sezione Cultura leggo solo articoli su: poesia, medioevo, vite di santi, mi tengo lontana dalla narrativa e dalla saggistica su temi economici o sportivi.

Poi salgo a casa, lascio le buste all’ingresso, la cerata, i giornali, tolgo le scarpe. Mi metto al computer e faccio cose completamente diverse da quelle che ho lasciato sospettare agli sconosciuti per caso incontrati: scrivo un paio di poesie, un capitolo del romanzo, interpreto movimenti planetari, ogni tanto qualcuno mi chiama su Skype e mi chiede di leggergli le carte. Quando mi ricordo che nella vita la disciplina è importante, faccio yoga. Produco profumi in attesa di trovare l’essenza perfetta. Mi rimetto al computer, scrivo. Rileggo vecchie cose.

 Faccio il bucato una volta a settimana e il Napisan non so come usarlo. 

L’idea di una lista di momenti di felicità è stata suggerita dal fortunato libro di Francesco Piccolo, “Momenti trascurabili di felicità”, Einaudi.

6 pensieri riguardo “Momenti di trascurabile felicità – Una vita normale

  1. …è una cosa indubbia che a ognuno di noi piaccia far credere agli altri, cosa nella realtà da noi continuamente disprezzata, siamo realmente…..

  2. Parafrasando la frase “Vestiti per il lavoro che vorresti fare, non per quello che fai!!!”, chissà se quando avrai un bambino di 3 anni e un marito che sporca continuamente casa con i suoi lavori, troverai il modo di usare il napisan!!!

  3. Molto bello questo momento che hai descritto. Ti ho vista su Rai 5 un po’ di tempo fa ed elencavi i cinque più importanti libri della tua vita (mi sembra). Sei tremendamente sensuale, oltre ad essere una brava scrittrice.

  4. (H)OT: Vedo ora su Facebook (ma a proposito come si fa a chiederti l’amicizia?) che hai postato quel servizio cui mi riferivo, con un commento in cui ti dipingi in modo tutt’altro che “tremendamente sensuale” :-) Guarda che invece sei proprio bella: l’ascella non depilata la trovo sublime e hai un sorriso delizioso. Hai citato Bukowski e Fante e sono andato in brodo di giuggiole. Dopo quel servizio ti confesso che ho cercato Melissa Panarello sul web senza sapere che eri Melissa P. Altra chicca e poi chiudo: sai chi mi ha fatto leggere il libro che ti ha resa celebre? Il parroco del mio paese (un tipo molto avanti): l’ho ringraziato con sincerità.

  5. Curioso. Sono passato nel primo pomeriggio dal fioraio vicino a casa mia ed ho notato che vendeva l’erba gatta. Mi sono chiesto se la comprassi anche tu per i tuoi tre meravigliosi gattoni e leggo questo post. Curioso davvero.
    A proposito del ferramenta, della pasta millechiodi e dei mariti che sistemano casa, c’è un bellissimo monologo di Alberto Lupo sull’argomento, quinta puntata di Teatro 10, quella del duetto Mina-Battisti, per intenderci. Parla proprio di questo.
    E comunque, sì.I ranuncoli a 7 euro sono un furto. Prova con le rose in vaso. Danno molta più soddisfazione. Ne coltivo una sessantina di varietà diverse e sono molto orgoglioso di loro. Se ci conoscessimo, ti darei qualche talea. La Blue Monday è bellissima ed ha un vago sentore di limone. Anche se la Bolchoi è quella che probabilmente profuma di più. Ma molto bella è anche l’Imperatriche Farah.

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