Plutone in Capricorno: come ti distruggo il potere politico

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(articolo pubblicato sul settimanale “Gli Altri” nel 2011) 

 

Da quando ragiono di stelle, sono in molti a chiedermi cosa ne sarà del futuro politico dell’Italia e del mondo intero, cosa e quanto ancora cambierà di questo tempo incerto diviso fra crisi economiche, rivoluzioni che sbocciano nei paesi più impensabili, vittorie politiche che riaccendono la speranza anche fra i più sfiduciati.

Negli ultimi tre anni abbiamo assistito a cambiamenti giganteschi, iniziati tutti con la crisi economica che ha improvvisamente rimescolato le carte in tavola, imposto nuove regole e risvegliato l’impegno umano e politico dopo il letargo degli ultimi venti anni.

L’ordine nel cielo è cambiato. Gli Dei hanno formato un esercito nuovo che il mondo dovrà affrontare con pazienza e compassione, senza paura. Chi ha paura sarà il primo a cadere, sconfitto dalle sottili lame delle onde elettromagnetiche cosmiche.

Nel mese in cui è iniziata la crisi economica e le borse sono crollate, accadeva che Plutone passava dal Sagittario al Capricorno, segno di terra, animale di montagna, dagli antichi associato al Potere, il Grande Vecchio, il capo tribù. Il Capricorno è una costellazione che molto ha a che vedere con l’establishment, il potere politico, rappresenta freddezza e autorità, serietà e decoro. Plutone è un pianeta molto piccolo ma dotato di forza sovrumana, anche perché la sua azione è lenta ma inesorabile, le sue soste in ogni segno durano in media dodici anni e, nello specifico, rimarrà nel Capricorno fino al 2024. E’ il pianeta governato dal Dio Ade, l’antipatico, solitario, distruttivo dio degli inferi che accumula anime, protegge i tesori sotterranei, ruba le fanciulle spensierate che raccolgono fiori nei campi. Il mito e quindi l’astrologia conservano molto caramente il tema della rinascita come momento fondamentale della vita di ogni individuo e, in generale, dei sistemi sociali e politici mondiali. Plutone dà la morte, ma soffia vita nuova ai cadaveri abbandonati sul campo. Spezza le ossa dei corpi costretti all’immobilità, minaccia e incendia le fondamenta di edifici fino ad allora ritenuti stabili. E’ capace di gettare ombre e fantasmi nella psiche, è il mostro che fa paura la notte, è l’incubo che fa palpitare il cuore, mancare il respiro. A poco a poco ci si accorge che Plutone ci sta mettendo in contatto con il nostro lato ombra, concedendogli il giusto valore, equiparandolo alla luce che spesso tendiamo a esaltare ignorando le profondità e quindi ignorando la nostra natura più autentica, quella più sconcia, quella che fa paura come la stanza dell’orribile Barbablu.

Agendo sul piano politico, Plutone ci sta impartendo una lezione fondamentale: i sistemi crollano, le costituzioni si possono incendiare e farne di nuove. I dittatori vengono deposti. I diabolici meccanismi del potere si rompono e bisogna costruirne di nuovi, più moderni.

Le rivoluzioni in nord Africa, poi in Siria, i fuochi accesi nei Paesi rimasti vittima della crisi economica, dalla Grecia alla Spagna, sono tutti figli del transito di Plutone in Capricorno: il potere viene minacciato fortemente e costantemente e anche se la risalita sarà lenta e faticosa (ricordiamocelo: 2024!), dopo nulla sarà come prima. I giovani, nemici del vecchio Capricorno, sono lo strumento fondamentale di questa rinascita: a loro spetta il compito di ammazzare il vecchio, scuoterlo dal suo torpore, ribellarsi alle sue regole. La precarietà che vittimizza gli individui dai quarantanni in giù è, per quanto terribile, necessaria per scuotere questo terreno marcio che non genera più frutti e fiori. Siamo solo ai primordi: abbiamo, finora, eliminato alcune erbacce. Ne falceremo molte di più, poi i campi saranno arati, inseminati, concimati, nasceranno le prime rose, i primi alberi di melo, mangeremo alla stessa abbondante tavola. 2024, però. Forse noi saremo vecchi, ma i nostri figli ancora giovanissimi, e vivranno in un mondo migliore del nostro, illuminato da fontane zampillanti, giardini di piacere.  

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