Saturno

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Sono tre i padri del sistema solare. Il Sole, che è il padre creatore, Giove, il padre generoso e Saturno, il padre dei padri, vecchio e brontolone Patriarca.

So bene che ogni volta che si nomina Saturno un brivido vi attraversa la schiena. Vi hanno detto cose orribili sul suo conto come per esempio che è portatore di sfiga. Vi hanno raccontato che se siete pessimisti o depressi è solo colpa sua, mentre Giove si prende i meriti se siete baciati dalla fortuna o attraversate un momento particolarmente felice della vostra vita. Non mi stupisce che il dio Crono (Saturno per i romani) volesse mangiarsi il paffuto Zeus (Giove) appena nato: sapeva già che il figlio avrebbe avuto una fama migliore della sua, gettando l’anziano e acciaccato padre nel fango. Ma è stato Crono stesso a spodestare il padre Urano (il Cielo), tagliandogli i testicoli con la sua falce, metafora che ci spiega l’atteggiamento castrante di Saturno nei confronti degli atti creativi, compresa quindi la sessualità.

Per secoli Saturno è stato l’ultimo pianeta del sistema solare visibile a occhio nudo. Data la lontananza dal Sole, Saturno è stato considerato il pianeta più freddo (oggi sappiamo che il primato va a Plutone) e dunque diametralmente opposto al Sole. Tutto ciò che il Sole rappresenta (vitalità, energia, esuberanza), viene contraddetto da Saturno che tuttavia non cerca di sopprimere le virtù solari, ma cerca solamente di limitarle. Dopotutto, anche il Sole prova a limitare il potere di Saturno che con il suo sistema di anelli già ci suggerisce l’idea che l’ego va contenuto. Saturno mette i confini necessari fra il sé e gli altri, fra immaginazione e ragione, fra passato e presente. Sono quindi due energie opposte, positivo e negativo, che insieme creano l’energia necessaria per sopravvivere dignitosamente sulla terra.

Saturno ha il domicilio in Capricorno e l’esaltazione in Bilancia. In astrologia per domicilio si intende il segno solare dove il pianeta si trova più a suo agio. È, a tutti gli effetti, la sua casa, il posto dove può rilassarsi e assumere i comportamenti che più gli piacciono senza doversi scusare. Saturno è l’Avaro di Dickens, un uomo che ormai ha raggiunto l’anzianità e una posizione di potere che nessuno potrà togliergli. Non ama le esuberanze e preferisce la sobrietà. Detesta tutte le forme di ribellione e di certo non aiuta il rinnovamento: vuole che tutto resti esattamente com’è, ma non bisogna affatto pensare che prediliga l’immobilismo. Saturno crede nell’evoluzione e nel continuo miglioramento. Secondo l’astrologia antica se il Sole rappresentava l’inizio della vita, Saturno rappresentava invece la morte. Ma l’astrologia moderna, grazie alle scoperte astronomiche degli ultimi secoli, vede in Saturno la possibilità di una seconda vita. Ci concede, dunque, la nostra seconda occasione. Saturno, dunque, non è colui che segna la nostra morte fisica, ma colui che regola la nostra vita spirituale per farla prosperare nel migliore dei modi.

Dicevo che Giove si prende tutti i meriti, quando in realtà dobbiamo quasi tutto a Saturno. Giove, in realtà, è un arredatore d’interni mentre Saturno è l’architetto che ha progetto l’edificio. Cosa vuoi arredare se non esiste uno spazio? Saturno quello spazio lo crea, è colui che rende possibili i progetti del visionario Giove.

Ogni ventinove anni Saturno torna nella stessa posizione che aveva al momento della nostra nascita, segnando un momento importantissimo nella nostra vita. Non si diventa maggiorenni a diciotto, ma a ventinove anni, quando grazie al pianeta riusciamo ad abbandonare per sempre l’infanzia entrando definitivamente nell’età adulta. Durante il suo cammino nel nostro tema natale, Saturno ha lavorato senza sosta. In un tema natale le case sono dodici e ciascuna di esse rappresenta un ambito dell’esistenza. Per circa due anni è intervenuto nell’ambito della vita rappresentato dalla casa in questione, ha limato, corretto, rafforzato. Quando tutti gli aspetti sono stati messi in ordine, si ricongiunge al Saturno di nascita e dunque comincia per noi un nuovo cammino, nasce una nuova consapevolezza. Per i primi ventinove anni ci ha dato delle lezioni importantissime: abbiamo imparato? Abbiamo fatto bene i compiti? O siamo stati negligenti? Poco importa: quando Saturno torna, bisogna consegnargli il tema. Se è finito e ben fatto, tanto meglio, lui ci darà un voto adeguato. Se siamo stati capaci di cogliere tutti i messaggi che ci ha dato, se abbiamo seguito il suo consiglio di agire con umiltà e pazienza, probabilmente il nostro compito sarà ben valutato. Ma se non abbiamo capito niente, se abbiamo vissuto male durante i nostri primi ventinove anni, se abbiamo fatto finta di non sentire i consigli e i rimproveri, il nostro compito sarà scadente e probabilmente non finito. Saturno, a quel punto, non potrà che bastonarci. E soffriremo le conseguenze. Lui ci dice “Tutte le scelte sono libere, tutte le conseguenze obbligate”, dunque ci ricorda che raccoglieremo bene solo se avremo seminato bene. Bisogna ammetterlo: Saturno ci regala un sacco di tempo per seminare. Il tempo non è dopotutto, un suo problema, essendone signore.

Quando ritorna nella sua posizione originale, fra i cinquantaquattro/cinque anni, ci ripropone lo stesso scambio: fammi vedere quanto hai imparato e in cambio ti darò un diploma in saggezza.

Un maestro certamente duro, ma l’unico maestro vero del sistema solare. Tutti gli altri pianeti ci spingono all’azione, chiedendoci di esprimerci ed esplodere in tutte le nostre manifestazioni. Saturno ci dice “Anche meno”, perché sa che è nella sottrazione che si nasconde la prosperità. Per aggiungere devi prima togliere. Non puoi continuare a riempire un cassetto quando è già pieno Butta prima via tutti i calzini bucati, le mutande senza elastico, liberati di ciò che non serve.

La congiunzione è dunque un momento estremamente positivo e benefico.

L’opposizione, invece, è più difficile da gestire. Ci getta in uno stato di frustrazione e isolamento: ci compatiamo, stiamo lì a pensare se quello che abbiamo prodotto nella nostra vita abbia valore. Tutte le opposizioni, di qualunque pianeta, instillano il dubbio. Ma Saturno va oltre il dubbio: la serietà con cui affrontiamo i banali problemi di vita quotidiana o i grandi drammi esistenziali diventa eccessiva. Ci sentiamo soli, giudicati, messi contro un muro. Siamo sotto esame e chi ci esamina non sono gli altri, come spesso pensiamo, ma noi stessi. Diventiamo i nostri giudici più severi. Il tema della giustizia è in affetti molto caro a Saturno, che vede la sua esaltazione proprio nel segno della Bilancia. Il rigore logico supera il sentimento e l’emozione: se vuoi arrivare da qualche parte, se nutri qualche ambizione, lascia stare il cuore e segui solo la testa. Il futuro, per lui, non è un’incognita: se oggi farai così, domani ti accadrà questo. Non è un veggente, Saturno disprezza anzi le magie e le visioni (quale signore del Capricorno, opposto al Cancro governato dalla Luna, rifiuta i percorsi tracciati dall’immaginazione). Saturno non prevede: lui sa.

Anatomicamente è associato ai denti, alle ossa, alle vertebre. Le parti più dure e incorruttibili del nostro organismo. Le più resistenti e, soprattutto, quelle che ci danno la struttura necessaria. Così come senza scheletro il corpo non si reggerebbe, anche il nostro spirito non avrebbe la forza necessaria per sopravvivere senza quel rigore che Saturno ci dona.

La carta dei tarocchi che rappresenta Saturno è l’ottava, La Morte.

Uno scheletro falcia da un campo di grano teste umane, una femminile, l’altra maschile. Entrambe le teste rappresentano le nostre radici, certo importanti e degne di considerazione (lo scheletro le osserva bene prima di tranciarle), ma che vanno estirpate dal terreno per permettere nuova semina. Ancora una volta: per trovare qualcosa di nuovo e aiutare la propria evoluzione individuale, è necessario disfarsi di ciò che più non serve, a cominciare dalla storia familiare, e comporre la propria bellissima e importante opera.

2 pensieri riguardo “Saturno

  1. Buon giorno Melissa. Complimenti per le tue analisi, spieghi l’astrologia davvero in maniera comprensibile senza cadere nel banale dello pseudoroscopo. Volevo lanciarti qualche flash. Ovviamente cosette non approfondite, essendo un semplice commento, e scrivendo senza fonti alla mano. Mi interessa dirtele perché a mio avviso sono cose interessanti su Saturno. Il Crono Greco evira Urano, il Cielo, direttamente collegato con Gea, non per eliminare la fertilità o fecondità in sé, ma per trinciarne il senso stesso. E’ una realtà esoterico-gnostica nota. Esso è la carta della Morte nei tarocchi, ma la Morte è in realtà il Tempo, sono gli esseri umani a confonderlo identificando tempo con distruzione, deperimento, invecchiamento, morte infine. Il tempo rappresentato da Saturno non è un tempo mutevole, ma statico. Divora l’approssimativo Giove, erede insulso e confuso, un eloim giudaico-cristiano, che elimina la concezione ellissoidale temporale (scusa il bisticcio) del tempo, sempre e solo presente. Crono è il Baal accadico, ridicolizzato dalle popolazioni ebraiche, ha altri nomi in altri popoli, il nome fenicio è molto bello, ma sto scrivendo di getto e non lo ricordo a memoria. Le due frasi che hai scritto sono vere. Saturno non prevede, sa; Saturno è il vero Maestro. Opposto all’immaginazione lunare, alla solarità, li limita e li tempera. Vorrei approfondire la questione da un punto esoterico, astrologico e gnostico. Ma ripeto è solo un commento e i miei sono flash, repentini ovviamente, e non approfonditi. “I 29 anni”, siamo coetanei, 19 luglio ’85, io cancro ascendente capricorno, sono l’età della consapevolezza, più che del cambiamento. E ti faccio tanti auguri per questi ultimi mesi prima di aprirti all’età della pienezza. Ancora grazie per i tuoi studi profondi e l’esposizione lineare.

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