In Italia si chiama amore

Un libro inchiesta sui costumi sessuali degli italiani che nasce da una fortunata collaborazione con il settimanale Sette. L’autrice visita l’Italia e i suoi luoghi, i suoi personaggi, per tracciare un ritratto sessuale dello Stato che si conferma, nonostante tutto, il paese dei vizi privati e delle pubbliche virtù. 

Il sesso è la cartina di tornasole di una società: racconta gli individui, la loro specificità, rivela i difetti e le virtù di ogni esistenza. E il nostro è il paese degli scandali, delle trasgressioni che occupano gli appartamenti delle periferie così come i dorati palazzi del potere. È il paese degli esibizionisti che rispondono alla larga richiesta di un numerosissimo popolo di guardoni. È il paese in cui, ancora oggi, pronunciare la parola “sesso” fa scappare la risatina tipica dei bambini che non sanno come affrontare una cosa più grande di loro. Nonostante l’ostentazione pornografica a cui dagli anni Ottanta in poi siamo stati abituati, in Italia regna un pudore sconsiderato, lo stesso di quaranta o cinquant’anni fa. E non vengano fraintesi i comportamenti e i costumi odierni, decisamente più libertini di quelli di ieri: una minigonna inguinale può rivelarsi una maschera tanto quanto una gonna sotto il ginocchio. Un tempo, almeno, l’ipocrisia aveva una veste adeguata. Oggi invece è un’ipocrisia scollacciata, travestita da libertà. Da quando ho pubblicato 100 colpi di spazzola, centinaia di persone mi hanno fatto domande sulla mia intimità. Vogliono sapere come, con chi, dove, quanto lo faccio. E si sono sempre stupite nel trovarsi di fronte a una creatura estremamente noiosa dal punto di vista sessuale, che non ha niente o pochissimo da spartire col personaggio letterario che abita le loro fantasie. Ecco perché, a un certo punto, ho deciso di passare dall’altra parte. Ho girato per le città d’Italia e ho cominciato io a chiedere agli italiani come lo fanno, senza pruriti voyeuristici né ambizioni da scienziata. Osservandoli, ascoltandoli, raccogliendoli. E provando a raccontarli.

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2 pensieri riguardo “In Italia si chiama amore

  1. Attorno alla sessualità esista un alone, un po’ di mistero, anche in un momento come l’attuale, in cui la scienza sa molte cose. Oggi, noi, abbiano una percezione nuova della sessualità, oggi infatti si può scegliere se legare la sessualità alla procreazione, o invece di usare la sessualità semplicemente come piacere, quindi è possibile disancorare il sesso dalla procreazione. Quella rimane una delle finalità dell’amore, dell’atto sessuale, ma certamente non l’unico, è possibile decidere se la sessualità rientra nella riproduzione o se la sessualità rientra nel piacere. Questa è la grande novità, ma ciò non toglie ancora il mistero, perché il mistero si lega sia alla nascita di una nuova vita sia anche a questa straordinaria esperienza, che è l’unione di due corpi, soprattutto se questo in qualche modo sigilla un affetto (amore), cioè una unione di corpi che esprime anche una unione di sentimenti.

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